Riapertura scuole: dieci nodi da sciogliere


Dalle mascherine alla quarantena, il decalogo dei nodi da sciogliere

da Il Sole 24 Ore – 31/8/2020 - di Claudio Tucci

 

1 - Mascherina

Il Comitato tecnico scientifico, Cts, ne impone l’utilizzo dai 6 anni e lo esclude nel segmento 0-6. In questi giorni, alcuni governatori e qualche esperto, hanno messo in dubbio l’utilità in classe di questa protezione. Famiglie e studenti si chiedono come comportarsi: soprattutto, se rimarrà l’impostazione sanitaria già data, nel caso di bambini che frequentano la scuola dell’infanzia e hanno già compiuto 6 anni e nel caso di alunni che frequentano la scuola primaria e ancora non hanno compiuto 6 anni? I tecnici della sanità hanno concesso alcune eccezioni all’obbligo di mascherina al banco, se viene rispettata l’altra regola principale del distanziamento di 1 metro.

2 - Certificato medico

Il tema del certificato di riammissione a scuola dopo sospetto o conferma contagio e, in generale, dopo una malattia è stato sollevato da un comunicato dell’Anp, l’Associazione nazionale presidi, di qualche giorno fa. Dove è stato ricordato che , al momento, un decreto del ministero dell’Istruzione rivolto ai servizi educativi e alle scuole dell’infanzia dice che serve dopo una assenza per malattia superiore a tre giorni, e che dovrà essere redatto dal pediatra o dal medico di famiglia. Il tema riguarda anche le famiglie, che quindi si chiedono: cosa è previsto per gli altri ordini di scuola? Genitori e scuole come dovranno comportarsi?

3 - Mensa

È un nodo che attaglia soprattutto i genitori, soprattutto dei bambini piccoli, che in questi giorni, infatti, si domandano come saranno organizzate le mense, in particolare alla infanzia e primaria. Nelle indicazioni ufficiali è stato ammesso anche il pasto domestico: ma è davvero compatibile con l’esigenza di garantire la salute e la sicurezza di bambini e lavoratori scolastici?

4 - Assenze dal lavoro

Per i genitori-lavoratori sono giorni di attesa. A fine agosto si esaurisce il bonus baby-sitter, esteso in estate anche ai nonni. Attualmente, restano i 30 giorni di congedo straordinario al 50% della retribuzione, utilizzabili da marzo, quando la scuola ha chiuso le lezioni in presenza, passando alla didattica a distanza. Ma finora è stato poco utilizzato, secondo i dati Inps. Oltre allo smart working il cui regime “speciale” vale però fino a metà ottobre. La domanda principale di mamme e papà che hanno un impiego è come il governo pensa di rafforzare le misure di conciliazione vita-lavoro, visto che in caso di studente contagiato o in quarantena, almeno uno dei due genitori, sarà obbligato a rimanere a casa. L’eventuale risposta dell’esecutivo è attesa anche dalle aziende, sulle quali rischia di scaricarsi una ennesima criticità

5 - Didattica e quarantena

Un tema centrale è la didattica a distanza, il cui ricorso appare sempre più probabile, e che il ministero dell’Istruzione ha, per ora, limitato solo alle superiori. Famiglie e ragazzi si chiedono se ci sono uno o più alunni positivi al Covid-19 in una classe, vengono assicurate le lezioni da remoto, finché non si rientra a scuola? Un nodo collegato è al primo ciclo. In condizioni di assenza o di ridotte disponibilità e dotazione di spazi e organico aggiuntivo, sarà possibile erogare il servizio mediante la didattica a distanza anche dalle medie in giù? Da chiarire c’è poi se, in quarantena, gli insegnanti possano continuare a svolgere l’attività di insegnamento da remoto. Se lo chiedono i presidi, e ieri se lo sono chiesto anche le Regioni

6 - Competenze digitali

L’Ocse ha detto che 3 docenti su 4 non hanno competenze Ict di base. È un tema molto serio, visto che probabilmente si proseguirà, in parte, con le lezioni da remoto. Famiglie e studenti si chiedono, quindi, se i professori italiani siano davvero preparati per la didattica a distanza, e come Azzolina si sta muovendo per la loro formazione digitale

7 - Supplenti

Quest’anno (si veda pagina 3) si rischia un boom di precari, circa 200mila, 250mila considerando i 50mila prof a tempo annunciati da Azzolina. Si potevano evitare, programmando meglio concorsi e assunzioni?

8 - Concetto di “fragilità”

Al momento, non ci sono indicazioni su chi siano gli studenti “fragili” per meglio tutelarli. Poi: insegnanti e personale Ata sono, in media, i più anziani d’Europa e, dunque, più a rischio. Al di là delle situazioni legittime di fragilità, sono stati previsti dei meccanismi per contrastare eventuali abusi assenteistici?

9 - Trasporto scolastico

Anche se i mezzi si riempiranno al 75%, cosa è previsto per gli studenti impossibilitati a raggiunge la propria scuola. Dovranno pensarci i genitori?

10 - Scuola-lavoro

Se lo chiedono studenti, famiglie, e qualche docente: quest’anno, il ministero dell’Istruzione ci punterà, con soluzioni innovative, visto il drammatico mismatch in atto?

La scuola è a un passo dalla riapertura, ma i problemi sul tavolo sono molti. Abbiamo sentito presidi, insegnanti, associazioni di famiglie e studenti, aziende, esperti del mondo dell’education. Ecco un decalogo dei nodi da sciogliere. In alcuni casi servono direttive ministeriali, in altri casi provvedimenti normativi. Tutti urgenti.

 

 

 
Salva Segnala Stampa Esci Home