Calo Demografico: le ripercussioni sulla organizzazione

 

L’Italia continua a perdere scuole, presidi e Dsga: -73 in due anni, Pugliae Sicilia più di tutti

da LaTecnica della Scuola – 14/10/2021 – Alessandro Giuliani

 

La riduzionedel tasso demografico e quindi del numero di alunni si fa sentire: in soli dueanni, l’Italia ha perso ben 73 scuole, passando da 8.094 a 8021istituti scolastici statali autonomi (compresi quelli per gli adulti). Ilmotivo non è quindi nel cosiddetto dimensionamento, come avvenutonegli anni passati per applicare le riforme all’insegna del risparmio, quandosi registrò addirittura la cancellazione di alcune migliaia di sedi scolasticheautonome. Con tanto di dirigenti scolastici e Dsga, pure loroquindi venuti meno.

Le perditeregione per regione

Scorrendo letabelle contenute nel Report del ministero dell’Istruzione,pubblicato il 13 ottobre, si scopre che la Campania ha “perso” 6 scuole;il Piemonte 5; la Lombardia, il Veneto, le Marche,l’Abruzzo e la Calabria 4, il Lazio ela Sardegna “solo” 3.

Laregione Puglia da 640 è scesa a 628 istituti complessivi,facendo quindi registrare un -12 istituti in due anni. Stesso decrementoin Sicilia, dove si è scivolati da 821 scuole autonome a 808.

Maggiore ilcalo delle sedi: -168

Mettendosempre a confronto il Focus dell’anno scolastico 2019/20 con quello in corso,risultano anche 168 plessi scolastici in meno: da 40.749 a 40.581,con la Calabria che ha perso 35 plessi. Male anche la Puglia,che si è vista sottratta ben 26 sedi.

Meno vistosoil calo in Veneto (dove c’è un disavanzo di 20 plessi), Toscana (-15), Abruzzo (-14sedi), Sardegna, (-12), Lombardia (-11), Campaniae Sicilia (-9).

Incontrotendenza invece il Piemonte, dove si conta un incremento di12 sedi (da 3.237 a 3.249): evidentemente, si è però assistito a delle fusionie a degli accorpamenti se poi il totale delle scuole autonome è sceso di cinqueunità.

Calano glialunni

La tendenzaderiva della riduzione progressiva di iscrizioni, che nell’ultimo lustro si èassestata sui 60-70 mila alunni in meno l’anno.

Non puòessere un caso se il numero maggiori di istituti scolastici si concentra nelprimo ciclo.

Secondoalcune stime ufficiali, quindi su dati Istat, confermate dallo stesso ministro dell’Istruzione PatrizioBianchi, nei prossimi dieci anni saranno addirittura oltre unmilione gli alunni in meno rispetto a quelli di oggi.

In futuroandrà meglio?

Con questatendenza, a frenare la perdita di istituti scolastici potrebbe essere soloqualche provvedimento legislativo.

Comequello approvato nella Legge di Bilancio 2021: se prima,infatti, avere un Dirigente Scolastico e un DSGA proprio era possibile solo afronte di un minimo di 600 studenti per istituto e 400 nelle piccole isole enei comuni montani, dall’anno scolastico in corso le soglie minime per evitaregli accorpamenti (o le soppressioni in casi di cali sensibili di iscritti) sonostate ridotte rispettivamente a 500 e a 300 studenti.

Una modificache, se confermata, o ampliata grazie ai finanziamenti del europei del Pnrr, potrebbeavere influssi positivi, soprattutto sul periodo più lungo.

 

 



 

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