A proposito delle denunce INAIL per i casi di COVID

 
La denuncia di infortunio per il personale positivo al Covid
da Dirigenti News n.15 del 26 aprile 2021 - Cisl Scuola

L’Istituto Nazionale assicurazioni contro gli infortuni sul lavoro (Inail) con comunicazione del 17/03/2021, n. 3159, ha fornito interessanti indicazioni inerenti all’obbligatorietà e alla procedura relativa alla denuncia di infortunio all’Inail per il personale scolastico positivo al SARS-CoV-2.

In via preliminare la nota offre chiarimenti in merito alla possibile inclusione del personale scolastico nelle categorie professionali per le quali si applicherebbe la fattispecie della c.d “presunzione semplice.”
Tale presunzione, illustrata nella circolare 13/2020, è basata sulla elevata probabilità che il lavoratore, in riferimento alla prestazione lavorativa erogata, possa sviluppare la positività al SARS-CoV-2.
In tale ottica la nota Inail conferma che sono da ricomprendere nelle situazioni di elevato rischio di contagio tutte le attività lavorative che comportano il costante contatto con il pubblico. Nel caso della scuola, gli insegnanti e le altre tipologie di personale scolastico, come i dirigenti scolastici, il personale ATA, gli educatori, qualora la loro prestazione sia resa in presenza, sono senz’altro esposti a un elevato rischio di contagio, in quanto l’attività lavorativa presuppone il contatto con l’utenza interna e/o esterna.
La nota in oggetto argomenta che il principio della “semplice presunzione”, anche se consente di superare l’indeterminatezza del momento di contagio, non comporta l’automatica tutela e indennizzabilità di tutti i casi di infezione occorsi.
La legge richiede, infatti, che l’infortunio sia avvenuto in occasione di lavoro e pertanto tutti i casi di malattia-infortunio da Covid-19 sono oggetto di una rigorosa istruttoria medico-legale da parte dell’Inail, diretta a verificare l’esistenza di elementi gravi, precisi e concordanti in ordine al fatto che il contagio sia ricondubibile allo svolgimento dell'attività lavorativa.
L’applicazione di tale criterio è dunque riservata in via esclusiva all’Inail, che è l’ente preposto alla gestione dell’assicurazione pubblica e obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali.
In altre parole, l’Inail è sempre tenuto a verificare caso per caso le circostanze dell’infortunio denunciato, anche perché è sempre ammessa la prova contraria (il contagio, ad esempio, potrebbe essere avvenute in contesti extra lavorativi).
Il datore di lavoro non deve pertanto effettuare alcuna valutazione in merito alla ricorrenza nel caso concreto della cosiddetta presunzione semplice, né tanto meno in relazione alla sussistenza dell’occasione di lavoro, perché tale attività è riservata, ex lege, all’Inail.
Invero, l’articolo 53, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124, stabilisce chiaramente che il datore di lavoro deve presentare la denuncia di infortunio indipendentemente da ogni valutazione circa la ricorrenza degli estremi di legge ai fini dell’indennizzabilità.
Si ribadisce quindi che il dirigente scolastico deve trasmettere la denuncia di infortunio entro due giorni da quello in cui ha avuto notizia dell’evento, indicando nella denuncia i riferimenti del certificato medico già trasmesso all’Inail per via telematica direttamente dal medico o dalla struttura sanitaria competente al rilascio, esclusivamente se al lavoratore interessato è stato rilasciato un certificato medico di infortunio.
Vale la pena ricordare che la violazione dell’obbligo di presentare la denuncia di infortunio, in presenza di un certificato medico di infortunio superiore a tre giorni, è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da 1.096,00€ a 4.932,00€
La nota, oltre a richiamare gli obblighi di denuncia per studenti risultati positivi al Covid-19 impegnati in particolari attività scolastiche, offre ulteriori precisazioni sulla copertura assicurativa, per studenti e insegnanti, per infortuni accaduti durante la didattica a distanza (DAD) o la didattica digitale integrata (DDI).
Per quanto riguarda gli studenti, la copertura assicurativa, in caso di didattica a distanza, è equiparata a quella prevista per gli studenti nello svolgimento di esperienze tecnico-scientifiche o esercitazioni pratiche e di lavoro effettuate “in presenza” nelle aule scolastiche o in altro luogo specificatamente individuato, sia nell’ambito dell’attività scolastica curriculare che nell’ambito dei percorsi per le competenze trasversali e per l'orientamento.
Anche per gli insegnanti, risultando pacifico che sia operante l’obbligo assicurativo pubblico, si applica la tutela in caso di infortunio sul lavoro, sia per l’attività lavorativa in presenza che per la didattica a distanza o comunque prestata in modalità agile per le altre categorie professionali.
L’ Inail aggiunge che “si è avuto modo di constatare che molti dirigenti scolastici hanno timori nel presentare la denuncia di infortunio, anche per infortuni in itinere accaduti al personale scolastico, come se la denuncia suddetta potesse coinvolgerli in particolari responsabilità.”
In realtà lo scopo dell’assicurazione, continua la nota, “è proprio quello di esonerare dalla responsabilità civile il datore di lavoro, pertanto tali timori sono del tutto infondati”.
La CISL Scuola, condividendo l’opportunità di un intervento normativo che adegui e semplifichi le disposizioni in materia assicurativa al nuovo contesto sanitario pandemico, auspica un rinnovato e costruttivo dialogo dell’Inail con le istituzioni Scolastiche Autonome, al fine di rafforzare le azioni di supporto tecnico, nell’ ottica di una tutela piena contro gli infortuni e le malattie professionali
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