Sentenze/Accusato vuole sapere chi lo ha denunciato

  L’accusato ha diritto a conoscere i nomi di chi hasegnalato la condotta illecita? Dirigente nega accesso agli atti, sentenza

Orizzontescuola –17/12/2020 – Avv. Marco Barone

 

Una sentenza delConsiglio di Stato, del 24 novembre 2020, la numero 7390 affronta la questionedell’accesso agli atti per avere i nominativi di chi effettua segnalazioni dipossibile condotte illecite.

L’oggetto del contenzioso

Il TARaccoglieva il ricorso proposto da un dirigente scolastico avverso i dinieghiall’accesso agli atti della procedura ispettiva e al conseguente procedimentodisciplinare instaurato dall’Ufficio scolastico regionale, relativamente agliesposti e generalità di coloro, i quali avevano reso le dichiarazioni poste afondamento del medesimo procedimento e della conseguente sanzione, ordinando diconseguenza all’Amministrazione l’ostensione delle dichiarazioni e dellegeneralità dei dichiaranti; – avverso tale sentenza ha interposto appellol’Amministrazione soccombente.

Va tutelato il dipendente pubblico che segnala condotte illeciteall’ufficio anti corruzione

Il Consiglio diStato ricorda che la normativa vigente “sottrae al diritto di accesso lasegnalazione e l’identità del pubblico dipendente, il quale, nell’interessedell’integrità della pubblica amministrazione (concetto, da intendersi in sensolato), segnali al responsabile della prevenzione della corruzione e dellatrasparenza di cui all’art. 1, comma 7, L. n. 190 del 2012 condotte illecite dicui il segnalante sia venuto a conoscenza in ragione del proprio rapporto dilavoro (al contempo prevedendo, a garanzia del diritto di difesa nelprocedimento disciplinare, che, “qualora la contestazione sia fondata, in tuttoo in parte, sulla segnalazione e la conoscenza dell’identità del segnalante siaindispensabile per la difesa dell’incolpato, la segnalazione sarà utilizzabileai fini del procedimento disciplinare solo in presenza di consenso delsegnalante alla rivelazione della sua identità”).

Il Direttore dell’USR  è il responsabile dell’anti corruzione

Concludono i giudici affermando che “nel settore della scuola, inconsiderazione dell’articolazione periferica del sistema scolastico e deirapporti che intercorrono tra le istituzioni scolastiche e l’Amministrazioneministeriale, il responsabile della prevenzione della corruzione (RPC)va individuato nella figura del direttore dell’Ufficio scolastico regionale(v. delibera ANAC n. 430 del 13 aprile 2016, recante “Linee guidasull’applicazione alle istituzioni scolastiche delle disposizioni di cui allaL. 6 novembre 2012, n. 190 e al D.Lgs. 14 marzo 2013, n. 33”; v. doc. 11prodotto dalla difesa erariale). Ne consegue l’erroneità dell’affermazione,contenuta nell’impugnata sentenza, per cui “non appare dimostrato” che si trattidi segnalazioni destinate anche al RPC, con la conseguente fondatezza delladedotta censura di violazione dell’art. 54-bis D.Lgs. n. 165 del 2001, sicché,in riforma dell’impugnata sentenza, s’impone la reiezione del ricorso di primogrado, con assorbimento di ogni altra questione, ormai irrilevante ai finidecisori”.

 

 



 

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