Riapertura scuole: fatti e buone pratiche

 

Fatti ebuone pratiche: l’unico criterio per salvare il rientro

Il Sussidiario -  17.12.2020 – Ezio Delfino

 

Cresce il desiderio di studenti efamiglie di tornare alla didattica in presenza. I nodi da sciogliere sono noti.Ma servono criteri adeguati e non centralistici

Il desiderio degli studenti el’attesa delle famiglie di tornare a un regolare svolgimento delle lezioni inclasse crescono in maniera inversamente proporzionale al tempo che ci avvicinaalla data del 7 gennaio. Le contrapposizioni delle regioni e degli enti localiai provvedimenti normativi d’urgenza del Governo nazionale e le eterogeneeposizioni in merito delle forze politiche di maggioranza e di minoranza rallentanole decisioni e creano incertezza. Tanti i protagonisti in campo, non semprecoordinati tra loro: il governo, le regioni, i comuni, gli uffici scolastici e,ora, con l’ultimo Dpcm del 4 dicembre, anche i prefetti.

E quello che serve sono soluzioni a problemi sul tappeto da mesi e a tuttinoti: le cattedre di insegnamento ancora scoperte, un’adeguata gestionedelle situazioni di contagio nella popolazione scolastica, la questionetrasporti, la gestione di un attento equilibrio tra tutela della salute ediritto all’istruzione. Nodi che, oggi, vengono al pettine di una difficileemergenza, ma che hanno radici lontane: il rinvio negli anni allo svolgimentodi concorsi per l’assunzione dei docenti, i ritardi degli investimentinell’edilizia scolastica, l’incremento di rigidità burocratiche, eccetera.

Il primo modo per entrare nel merito tenendo conto deifattori in gioco e per aiutare la realizzazione di soluzioni praticabili edefficaci è, innanzitutto, quello di guardare, a tutti i livelli – politico,istituzionale, territoriale e delle scuole – alla circostanza attuale giocandocriteri adeguati.

Può prevalere un affronto ideologicoche, per raggiungere l’obiettivo della ripresa in presenza delle lezioni pertutti, impone scelte centralistiche complicando, irregimentandola, la gestioneorganizzativa delle scuole: quote percentuali di lezione in presenza omogeneeper tutte le scuole secondo un astratto principio di equità; ridimensionamentodella flessibilità organizzativa e didattica; doppi turni per evitare possibiliassembramenti. Un approccio che non investe sulla fiducia nel protagonismo responsabiledei soggetti (docenti, dirigenti scolastici, organi collegiali) che sanno comegovernare le scuole in dialogo con le realtà istituzionali, territoriali esociali.

Può prevalere, invece, un approccio realistico cheguarda alle scuole come soggetti capaci di soluzionicreative ed efficaci, ai loro protagonisti e alle realtà locali,sostenendone l’azione. È l’atteggiamento praticato dai dirigenti scolastici edalle autonomie scolastiche: lasciarsi interrogare dai problemi, tradurne leindicazioni che emergono, mettere in campo le risorse umane e le soluzioniorganizzative per far sì che la propria scuola funzioni. Un servizio allarealtà dei fatti, in dialogo con tutti e assumendo un rischio che guarda albene concreto degli studenti. Un’attenzione ai dati e una posizione di realismoche porta a soluzioni condivise, praticabili e innovative opposta a quellabasata su poca osservazione e su schematismi che portano a rigidità, ainevitabili deleghe a uffici periferici, a risposte calate dall’alto che nonriescono a leggere e interpretare tutte le possibilità presenti nelle pieghedella realtà dei territori, delle consuetudini e delle buone pratiche dellesingole scuole.

Usare la giusta preoccupazione della tutela sanitariacome unico criterio può far rischiare di non vedere le tante sfaccettaturedella vita delle scuole: dai bisogni educativi dei ragazzi alle loro aspettativedi formazione per costruire il proprio futuro, dal desiderio degli adulti digiocarsi in proposte didattiche alla necessità degli alunni di essere, proprioin questa situazione, accompagnati nelle ragioni del vivere, dalle esigenzedelle famiglie al bisogno degli studenti di esercitare la primaria esigenza diimparare.

Potenziamento dell’esercizio dell’autonomiascolastica, flessibilità didattico-organizzativa, cooperazione tra soggettiistituzionali e realismo: questi gli ingredienti per rispondere con soluzioniefficaci e diversificate all’urgenza del momento. Ripartire in presenza,allora, sì, ma con fiducia e responsabilità condivisa.

Adelante, con judicio” esclama ne Ipromessi sposi il cancelliere Ferrer rivolto al suo cocchiere, mentre lacarrozza passa attraverso una folla di dimostranti. Procediamo – potremmoparafrasare, con la stessa enfasi – con attenzioni, ragioni e realismo.

 

 



 

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