Università Cattolica/ Il prezzo della crisi lo pagano i giovani

 

Rosina: “Il prezzo della crisi lo pagano i giovani”

Vita.it - 12 dicembre 2020 - Luca Cereda

 

In Europa eancor più in Italia, è su di loro che si abbattono i maggiori costi economici esociali, nel breve e nel medio periodo. Dialogo con il demografodell’Università Cattolica di Milano. Alla crescita della povertà fra i giovanie le donne è dedicato un web talk che lunedì 14 dicembre dalle 17,30 vedràintervenire Federica De Lauso, sociologa e curatrice del rapporto Caritas 2020,Linda Laura Sabbadini, direttrice centrale dell’Istat; Roberto Rossini,portavoce dell'Alleanza contro le povertà e Marco Morganti, responsabile dellaDirezione Impact di Intesa Sanpaolo

AlessandroRosina – oltre a professore ordinario di Demografia e Statistica sociale nellaFacoltà di Economia dell’Università Cattolica di Milano, dove è anche Direttoredel centro di ricerca LSA (Laboratorio di statistica applicata alle decisionieconomico aziendali) – è Presidente dell’associazione InnovarexIncludere,tra i fondatori della rivista online Neodemos; coordinainoltre la realizzazione della principale indagine italiana sulle nuovegenerazioni (“Rapporto giovani”dell’Istituto G. Toniolo).

Nel nostroPaese, insieme alle donne, sono sono ancora una volta i giovani, quellichiamati a pagare i maggiori costi economici e sociali della pandemia: sia nelbreve, che nel medio periodo?
Guardi, se questo era un timore durante il periodo di lockdown di primavera,ora con la seconda ondata ancora in corso, è di fatto una certezza.

Se sono igiovani a pagare, il debito sul futuro che la pandemia sta imponendoall’Italia, e non solo, come vedono il futuro a medio e a lungo termine?
Nel primo lockdown, quasi la metà (il 49%) degli intervistati - in uno studioche come Istituto Toniolo abbiamo condotto -, tra i 18 e i 34 anni, dichiaravadi vedere – rispetto a prima dell’emergenza coronavirus – più a rischio ilproprio lavoro attuale o futuro. Nell’indagine replicata nella prima metà diottobre, prima delle conseguenze della seconda ondata, alla stessa domanda lapercentuale risultava rimasta comunque alta, superiore al 40%. È alta quindi lapreoccupazione dei giovani italiani. Ma l’insoddisfazione è in buona partetenuta in sospeso in attesa di capire quale sarà l’impatto della secondaondata, come il Governo riuscirà a contenerla e affrontarne le conseguenze,quale sarà l’effettiva portata di Next Generation Eu [il Recovery fund, comel’opinione pubblica e la politica lo chiamo di frequentemente n.d.r.].

Lei hatoccato il tema del fondo europeo per le prossime generazioni, il Next GenerationEu (questo sarebbe il suo nome proprio), che è interessante che in Italia lapolitica e l’opinione pubblica chiami Recovery fund, ovvero fondo di recupero…
Il nome con cui chiamiamo le cose indica è emblematico dell’atteggiamento cheabbiamo verso di loro. È su questo fondo che si gioca la possibilità discongiurare lo scenario più negativo che risulterebbe drammatico per tutti, maancor più per i giovani italiani e il loro futuro.
I giovani, in Europa e ancor più in Italia, sono ancora una volta chiamati apagare i maggiori costi economici e sociali, nel breve e nel medio periodo, diuna grave e profonda crisi. Se questo era il timore durante il periodo dilockdown di primavera, ora è di fatto una certezza. Lo testimoniano i datisulla disoccupazione giovanile salita in Europa dal 14,9% poco prima dellapandemia al 17,6% ad agosto 2020, ma arrivata già al 32,1% in Italia. Dati cheevidenziano una situazione di maggior fragilità rispetto alla recessioneiniziata del 2008. Allora il tasso di disoccupazione dei giovani partiva davalori poco superiori al 20%, arrivando a superare il 30% “solo” quattro annidopo, nel 2012.

Qual è lapreoccupazione maggiore dei giovani rispetto al mondo che avranno davanti daoggi in poi, nel campo dell’istruzione e del lavoro?
La preoccupazione è che ci sia ulteriore ritocco al ribasso delle prospettivedelle nuove generazioni. E questo emergeva già a fine primavera dall’indaginepromossa dall’Osservatorio giovani dell’Istituto Toniolo, in pieno lockdown.Allora quasi la metà (il 49%) degli intervistati, tra i 18 e i 34 anni,dichiarava di vedere – rispetto a prima dell’emergenza coronavirus – più arischio il proprio lavoro attuale o futuro. Nell’indagine replicata nella primametà di ottobre (prima delle possibili conseguenze della seconda ondata) allastessa domanda la percentuale risultava rimasta comunque alta, superiore al40%. Tra le due indagini c’è stata, nel frattempo, l’azione del Governoitaliano non solo nell’affrontare l’apice dell’emergenza sanitaria ma anche perimpostare la fase di uscita, far ripartire le attività lavorativa dopo illockdown e far ripartire la scuola a settembre. Inoltre l’Unione europea haadottato dei provvedimenti nel contrastare la pandemia e mitigarne gli effettie ha comunicato una sua strategia per una ripresa resiliente.

L’operatodel Governo italiano a riguardo com’è stato valutato dai giovani dopo la primaondata e alle porte della seconda?
Una “cartina tornasole” che emerge dalla nostra seconda ricerca è il giudiziodei giovani italiani risulta positivo , fino a inizio ottobre, del Governo nelgestire l’emergenza e nel cercare di contenere la crisi economica. Ad essereapprezzato, in particolare, è il nuovo impulso dato alle politiche familiariattraverso il Family Act, il cui primo rilevante tassello, l’assegno unicouniversale, ha trovato convergenza tra tutte le forze politiche alla Camera eha ottenuto lo stanziamento per il 2021 nella Legge di Bilancio. Su una scalada 1 a 10, oltre il 53 per cento ha assegnato un punteggio positivo (da 6 insu) a tale piano. C’è poi un 20 per cento che ha indicato “5” come voto,interpretabile come valutazione suscettibile di miglioramento solo a fronte diuna convincente implementazione. La diffidenza dei giovani nei confronti dellapolitica è, del resto, cresciuta molto nel tempo. Anche nei confronti dellemisure promesse più convincenti il giudizio rimane spesso in sospeso in attesadi verificarne effettiva applicazione e ricadute. Si situa un po’ sotto lavalutazione su come è stata gestita la riapertura delle scuole (51,4% diconsensi). Meno convinti sono i più diretti interessati: nella fascia 18-22anni la percentuale di giudizi positivi diventa minoritaria (scende al 46%). Madove viene bocciato il Governo è soprattutto sul sostegno all’occupazionegiovanile. Meno del 44% ritiene che l’azione su questo fronte sia stataadeguata. Il giudizio peggiora ulteriormente tra le donne (si scende al 37%) etra i più giovani (34% nella fascia 18-22 anni). Su questo tema il giudizionegativo coinvolge anche l’azione dell’Unione europea. La percentuale di chi èsoddisfatto delle misure comunitarie a sostegno delle nuove generazioni risultapoco superiore al 42%. Si sale però oltre alla metà di voti positivi neiconfronti degli impegni a favore dell’economia italiana e si arriva al 56% diconsensi rispetto al piano Next Generation Ue. Il 44 percento di chi nonassegna voto positivo si divide a metà tra chi è del tutto scettico su comeverranno investite le risorse (voto da 1 a 4) e chi invece lascia aperta lapossibilità di farsi convincere se seguiranno progetti credibili (voto pari a5).

É alta èquindi la preoccupazione dei giovani italiani…
Si, ma l’insoddisfazione è in buona parte tenuta in sospeso in attesa di capirequale sarà l’impatto della seconda ondata, come il Governo riuscirà acontenerla e affrontarne le conseguenze, quale sarà l’effettiva portata di NextGeneration Eu. Soprattuto per come e dove verranno investiti quei soldi, saràfondamentale il “plan”, il piano. È su questo che si gioca la possibilità discongiurare lo scenario più negativo che risulterebbe drammatico per tutti, maancor più per i giovani italiani e il loro futuro.


COVID 19,DONNE E MINORI SEMPRE PIÙ POVERI? COME INTERVENIRE: questo il titolo del webtalk che lunedì 14 dicembre dalle 17,30 alle 18,30 andrà on line sul canaleFacebook di Vita. Oltre a Federica De Lauso interverranno Linda LauraSabbadini, direttrice centrale dell’Istat; Roberto Rossini,portavoce dell'Alleanza contro le povertà e Marco Morganti, responsabiledella Direzione Impact di Intesa Sanpaolo. Modera il direttore di Vita magazinee vita.it Stefano Arduini

 

 



 

Copyright © 2021 Di.S.A.L.