ISTAT: dati sulla didattica a distanza per i diversamente abili

 

Didattica a distanza: diminuisce la partecipazionedegli alunni con disabilità. Dati ISTAT

daTuttoscuola – 10/12/2020

 

Con la DaDdiminuisce la partecipazione degli alunni con disabilità alle lezioni: traaprile e giugno 2020, oltre il 23% di loro (circa 70 mila) non vi ha presoparte, e la percentuale sale nelle regioni del Mezzogiorno fino a toccare il29%. Una su 4 le scuole carenti di postazioni informatiche per gli alunni condisabilità. E’ quanto emerge dal report dell’Istat “L’inclusionescolastica degli alunni con disabilità – A.S. 2019-2020”.

D’altronde ilfatto che gli alunni con disabilità fossero maggiormente penalizzati dallachiusura delle scuole rispetto ai loro coetanei, non è purtroppo una novità.Anche Tuttoscuola ha provato più volte, nel corso delle ultime settimanea puntare i riflettori sul problema della mancata inclusione vissuta inqueste settimane da migliaia di famiglie.

I motivi piùfrequenti che, secondo il report dell’Istat, avrebbero reso difficile lapartecipazione degli alunni con disabilità in Dad sarebbero: la gravità dellapatologia (27%), la mancanza di collaborazione dei familiari (20%) e il disagiosocio-economico (17%).

Per una quotameno consistente ma non trascurabile di ragazzi, il motivo dell’esclusionesarebbe dovuto alla difficoltà nell’adattare il Piano educativo perl’inclusione (Pei) alla Didattica a distanza (6%), alla mancanza di strumentitecnologici (6%) e, per una parte residuale, alla mancanza di ausili didatticispecifici (3%). Le difficoltà di carattere tecnico e organizzativo, unite allacarenza di strumenti e di supporto adeguati e alle difficoltà d’interazione,hanno reso quindi – sottolinea l’Istat – la partecipazione alla Dad piùdifficile per i ragazzi con disabilità, soprattutto in presenza di gravipatologie, o se appartenenti a contesti con un elevato disagio socio-economico.

 

Con Dad menoalunni con disabilità a lezione: -23%Con Dad meno alunni con disabilità alezione: -23%

da Il Sole 24 Ore – 10/12/2020 -  Eu.B.

 

Il conto più salato dei tanti mesi di didattica adistanza (Dad) rischiano di pagarlo gli studenti con disabilità. Tra aprile egiugno 2020, oltre il 23% degli alunni diversamenti abili (circa 70 mila) nonha preso parte alle lezioni. Una quota che cresce nelle regioni del Mezzogiornodove si attesta al 29 per cento. È quanto emerge dal report dell’Istat“L’inclusione scolastica degli alunni con disabilità – A.S. 2019-2020”, chefotografa altre carente tipiche dell’istruzione italiana. A cominciare dalletroppe barriere architettoniche ancora in piedi e dai pochi docenti di sostegnospecializzati.

L’impatto negativo della Dad
Dopo aversottolineato come le politiche di inclusione attuate negli anni abbianofavorito un progressivo aumento della loro partecipazione – con quasi 300 milaalunni (pari al 3,5% degli iscritti, oltre 13 mila in più rispetto all’annoprecedente) nelle classi – l’Istituto di statistica si sofferma sull’impattodella Dad. Ed evidenzia come tra gli alunni disabili il tasso di nonpartecipazione alle lezioni online sia arrivato al 23% (il 29 al Sud) mentretra gli altri allievi si sia fermato all’8% degli iscritti. Con le regioni delCentro che si distinguono per la più bassa percentuale di studenti esclusi (5%)e il Mezzogiorno che vanta una percentuale quasi doppia (9%).
I motivi più frequenti che hanno reso difficile la partecipazione degli alunnicon disabilità alla didattica a distanza sono: la gravità della patologia(27%), la mancanza di collaborazione dei familiari (20%) e il disagiosocio-economico (17%). Per una quota meno consistente ma non trascurabile diragazzi, il motivo dell’esclusione è dovuto alla difficoltà nell’adattare ilPiano educativo per l’inclusione (Pei) alla Didattica a distanza (6%), allamancanza di strumenti tecnologici (6%) e, per una parte residuale, allamancanza di ausili didattici specifici (3%).

Pochi prof di sostegno specializzati
Gliinsegnanti per il sostegno che nell’anno scolastico 2019/2020 operano nellescuole italiane sono poco più di 176 mila. Un numero cospicuo che si traduce inun prof ogni 1,7 alunni con certificazione (più basso quindi del 2 previstodalla legge 244/2007). Peccato che il 37% non sia specializzato sul sostegno esia stato preso dalle liste curriculari. Un fenomeno stavolta più frequentenelle regioni del Nord, dove la quota di insegnanti curricolari che svolgonoattività di sostegno sale al 47% mentre si riduce nel Mezzogiorno attestandosial 24 per cento.

Troppe barriere architettoniche
Dei tantinumeri diffusi dall’Istat ce n’è un altro che balza agli occhi. E riguarda lebarriere architettoniche: solamente una scuola su tre risulta accessibile pergli alunni con disabilità motoria. Con una situazione che sembra leggementemeno grave al settentrione (36% di
istituti a norma) mentre peggiora, raggiungendo i livelli più bassi, almeridione (27%). La regione più virtuosa è la Valle d’Aosta, con il 63% discuole accessibili, fanalino di coda la Campania. Qui solo il 21% delle scuoleè priva di barriere fisiche (21%). Quanto agli ostacoli il più frequente (44%)è l’assenza di un ascensore; a seguire la mancanza di bagni a norma (26%) oservoscala (interno ed esterno, 25%).

 

L’inclusionescolastica degli alunni con disabilità – A.S. 2019-2020

 

 

 



 

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