Giornata Mondiale dell'Infanzia e dell'Adolescenza

 

Per i diritti dei bambini serve più indignazione

Vita.it – 20/11/2020 - Sara De Carli

 

Fortissimedisuguaglianze territoriali caratterizzano il vissuto di bambini e adolescentiin Italia, dalla salute all'istruzione, dall'accesso alle opportunità educativeal diritto di vivere in un ambiente sano. Il Covid-19 ha fatto da lente diingrandimento di una realtà che già in passato il Comitato Onu sui dirittidell'infanzia aveva raccomandato di sanare. Oggi siamo tutti più consapevoliche questo è il punto su cui non sono ammessi ritardi né fallimenti

Giorgia lunedì ha dato voce alla sofferenzagiovanile, silenziosa e trattenuta dentro le mura di casa per decreto, senzatrovare giusto spazio nelle rappresentazioni degli adulti.

Almas eCarlo martedìhanno restituito la difficoltà, per chi vive l’esperienza di essere allontanatodalla propria famiglia, di fare un percorso e in contemporanea di doversi«prendere in carico la propria famiglia che è rimasta ferma».

Federica mercoledì ha lanciato un accoratoappello: “Come possiamo amare la natura se non possiamo viverla?"

Nafissa ieri ha rivendicato il diritto chequesta situazione del Covid «non incida sul nostro diritto all’istruzione eall’ascolto»:

Sofia e Lucaquesta seradaranno voce al vissuto dei più giovani, con i loro 13 anni.

Nella “Children’s Week” che il Gruppo CRC e Vitahanno promosso per avvicinarci alla Giornata Internazionale dell’Infanzia edell’Adolescenza, la voce delle ragazze e dei ragazzi è risuonata con chiarezzae potenza. Una voce consapevole e responsabile, lontanissima tanto dalregistro del lamento quanto da quello della pretesa e diversissima dallarappresentazione che noi adulti troppo spesso ne facciamo, ma giustamenteindignata.

Quell’indignazionea cui ieri sera anche Marco Rossi Doria ha richiamato. «Serve un forte impegno propositivo– e ne abbiamo tanto – ma anche un po’ di indignazione nazionale sullaquestione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Siamo un Paese ricco,che fa pochi figli e che ha 3,5 milioni di bambini e ragazzi in povertàrelativa e assoluta e che non riesce a risolvere il problema della dispersionenonostante una commissione parlamentare d’inchiesta e una cabina di regiaabbiano scritto cosa bisogna fare. Noi sui territori ci siamo, facciamo tuttila differenza, ma quello che ci deve essere è una delega presso laPresidenza del Consiglio o nel Governo che coordini tutte le competenzesull’Infanzia e l’adolescenza, questo è fodnamentale per dare una spinta sulletante cose che non sono state risolte e che il Rapporto CRC denuncia davent’anni. Il Recovery Fund ha nel nome i ragazzi, è un debito che pagheranno iragazzi, abbiamo bisogno di dire che una quota parte di queste risorse devonoandare a loro».

Il temadelle risorse, della necessità di un coordinamento maggiore alivello istituzionale, centrale e locale, di un maggior raccordo fra ivari attori in campo sarà al centro dell’ultimo appuntamento dellaChildren’sWeek, in diretta venerdì 20 novembre alle 18 sulla pagina Facebook diVita, con la partecipazione della ministra Elena Bonetti, dellasenatrice Licia Ronzulli, dell'onorevole Paolo Siani, dellaprofessoressa Chiara Saraceno e con un videomessaggio della ministra LuciaAzzolina. In sintesi, l'auspicio è quello del passaggio a una visione finalmentestrategica.

«Pergarantire l’attuazione dei diritti sanciti nella Convenzione ONU sui Dirittidell’Infanzia e dell’Adolescenza, occorre rilanciare una rappresentazionesociale e culturale dell’infanzia come valore da salvaguardare e promuovere»,sottolinea Arianna Saulini, coordinatrice del Gruppo CRC. «Solo unapproccio olistico e sistemico, che ponga al centro l’impatto sui bambini e suiragazzi delle varie norme, misure, fondi e interventi, sia a livello centraleche locale, può produrre l’auspicata inversione di rotta rispetto all’aumentodel disagio sociale. La risposta all’emergenza è l’occasione per mettere inpratica i principi della CRC, con una visione finalmente strategica rispettoalle nuove generazioni. Il nuovo ambizioso Piano Nazionale di Ripresa eResilienza (PNRR) e soprattutto la Strategia organica di impiego di ingentirisorse europee, dal nome esplicito “Next Generation”, potrebbero rappresentarel’opportunità per un cambio di passo prevedendo misure strutturali e organichee un orizzonte temporale più lungo».

Serviva perforza una pandemia per accorgersi delle tante criticità che riguardavano – giàprima – i nostri bambini e ragazzi? Certamente no, ma almeno oggi la pandemia, facendo dalente di ingrandimento, ha reso tutto ciò evidente e difficilmente ignorabile.«Da queste serate colgo il fatto che tutti ospiti hanno mostrato di avere leidee chiare, abbastanza coerenti fra loro fra loro e anche in linea con leraccomandazioni che abbiamo fatto nell’11° Rapporto», sottolinea AriannaSaulini. C’è consapevolezza diffusa delle criticità, anche a causa del Covid.C’è una aspettativa grande sui fondi europei e noi abbiamo una storia diaspettative deluse rispetto all’utilizzo dei fondi europei che non possiamopermetterci più. Per questo il Rapporto afferma con decisione che servonoazioni di sistema per ridurre le disuguaglianze presenti sul nostro territorio.Colgo anche la provocazione di Marco Rossi Doria: un po’ di indignazione serveperché ci sono cose che non hanno costo, come l’anagrafe degli studenti o ilnumero dei bambini con disabilità in età prescolare piuttosto che sapere intempo reale quante sono le persone di minore età fuori dalla propria famigliadi origine».

 

 

 



 

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