Lettera alla studentessa di Torino che ogni giorno va davanti a scuola per fare lezione online

 

Lettera allaragazza di Torino, che con altre amiche combatte la battaglia per l'aperturadelle scuole

Huffingtonpost.it – 20/11/2020 - Paolo Crepet  - Psichiatra e scrittore

Cara Anita,scrivo a te, a nome di tante altre ragazze e ragazzi che stanno lottando per ipropri diritti di studiare, di vivere assieme ai vostri coetanei, di crescere edi poter scegliere il proprio futuro sulla base di conoscenze acquisite e diesperienze fatte. Tu e qualche tua straordinaria amica siete un esempio perchi, come me, vorrebbe un paese diverso, ma che per colpa della classedirigente che abbiamo eletto, ha deciso che siete superflue.

Qualchedirigente scolastico dice che non potete più sedervi sui gradini del vostroliceo perché non è “un luogo adatto” all’insegnamento, mentre, evidentemente,l’isolamento in casa, la domiciliazione delle vostre vite è una scelta sensata.I vostri dirigenti non ricordano le condizioni nelle quali don Milani hascritto una delle pagine più alte della pedagogia di ogni tempo: case cadenti,tetti pericolanti, pavimenti di fango. Eppure la gioia di combattere la miseriae l’emarginazione di quei bambini ha aiutato quell’uomo a guardare oltre, acercare l’essenziale.

Tu sei l’immagine della nostra sconfitta, Anita, eppure la tua caparbietàrappresenta la nostra ultima occasione. Parafrasando un altro dei nostri grandipedagogisti, Mario Lodi, mi sento di dire che “c’è speranza se questo accade”sui quei gradini.

A te non èstato permesso nemmeno di stare vicino al tuo liceo, mentre fabbriche e chiesesono luoghi ritenuti intoccabili. A te viene negato un diritto fondamentale, mail governo pensa ai panettoni e ai cenoni, perchévoi per quella gente siete improduttivi, come gli anziani secondo qualchealtro politico.

Già, seisuperflua e non hanno nemmeno avuto il coraggio di dirtelo in faccia. Siutilizza la scusa dei trasporti che sarebbero luoghi di trasmissionepestilenziale: i vostri, non quelli dei pendolari, degli operai, deglioperatori dei centri commerciali (che presto saranno aperti anche nel weekendperché per parte della classe dirigente è più importante uno zampone di unostudente): d’altra parte tu Anita non voti ancora. Ti fanno sentire perfino in colpa perché chiedi di tenere aperto illuogo di elezione della tua crescita. La Serie A è fondamentale, perfino ilager dove sono ingabbiati atrocemente visoni potenzialmente pericolosi sono alcentro di molti riguardi, la scuola no. 

Moltipoliticanti guardano le cifre della pandemia non per migliorare le cure e farfunzionare gli ospedali, ma per sperare di riaprire tutto per un “santo esobrio Natale”, è in ballo il consenso non il senso. Il tuo liceo rimarràchiuso, poi vi diranno che le feste hanno portato a una nuova ondata, maintanto qualcuno ha guadagnato qualcosa, voi no.

Nessunpolitico ha prodotto un pensiero creativo per dare continuità alla vostraformazione e alla vostra crescita: anzi i burocrati hanno stabilito che essedebbano avvenire nel vostro acquario domestico, guardandovi attraverso unamanciata di pixel. E chi se ne importa se avete già perso un anno di formazionee di vita. 

Nemmeno tihanno chiesto scusa, Anita. Sei stata allontanata perché dai fastidio: ciricordi di quando avevamo messo i nostri giovani al centro di un progettosociale. Meglio non vederti seduta caparbiamente sui gradoni di pietra, megliooccultarti dietro a una finestra illuminata da uno schermo sempre acceso nellasperanza che qualcuno si accorga di te, della tua e della vostra solitudine.

Ti chiedo io scusa, anche se non servirà a niente, ma vorrei che tusapessi che in questa tua meravigliosa battaglia non sei sola e non hai perso,Anita. Questa esperienza ti avrà insegnato che val sempre la pena battersi perla propria dignità e libertà. Non aspettare adulti distratti e pavidi,arriveranno in ritardo, impara semmai a difendere la tua vita con intelligenzae passione. 

 

 

 



 

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