Scuola online: il piano triennale riguarda tutta la PA

 

Piano Triennale per l’informatica, riguarda anche la scuola: aspettifondamentali e principi guida. Utile per le segreterie

Orizzontescuola – 19/11/2020 - Francesca Carotenuto

 

Il PianoTriennale per l’informatica nella P.A. è uno strumento essenziale perpromuovere la trasformazione digitale nel nostro paese, ed in particolare,quella della Pubblica Amministrazione. Tale trasformazione deve avvenire nelcontesto del mercato unico europeo di beni e servizi digitali, secondo unastrategia che in tutta la UE si propone di migliorare l’accesso online ai benie servizi per i consumatori e le imprese e creare le condizioni favorevoliaffinché le reti e i servizi digitali possano svilupparsi per massimizzare ilpotenziale di crescita dell’economia digitale europea.

Gliobiettivi del Piano sono basati sulle indicazioni che emergono dalla nuovaprogrammazione europea 2021-2027, sui principi dell’eGovernment Action Plan2016-2020 e sulle azioni previste dalla eGovernment Declaration di Tallinn2017-2021 (i cui indicatori misurano il livello di digitalizzazione in tutta l’UEe rilevano l’effettiva presenza e l’uso dei servizi digitali da parte deicittadini e imprese).

Il PianoTriennale 2020-2022, rappresenta la naturale evoluzione dei due pianiprecedenti. Il primo ha posto l’attenzione sull’introduzione del modello strategicodell’informatica nella PA, mentre nel secondo si è affrontato l’aspettodell’implementazione dettagliata del modello.

La Strategia

Focalizzatosulla realizzazione delle azioni previste, il Piano attualmente in vigore, vedel’articolazione di una strategia volta a:

Il PianoTriennale 2020-2022 introduce un’importante innovazione con riferimento aidestinatari degli obiettivi individuati per ciascuna delle tematicheaffrontate. Saranno, infatti, le singole amministrazioni a doverrealizzare le azioni (circa 200) per il raggiungimento degli obiettivicontenuti nel Piano. Obiettivi spesso “ambiziosi” ma sostenibili poichécostruiti sull’esperienza, sul confronto e sulle esigenze delle amministrazionidestinatarie. Si tratta di obiettivi di ampio respiro declinati tuttavia inrisultati molto concreti. L’elemento innovativo di questo Piano sta proprio nelforte accento posto sulla misurazione di tali risultati, introducendo così unospunto di riflessione e una guida operativa per tutte le amministrazioni: lacultura della misurazione e conseguentemente della qualità dei dati diventa unodei motivi portanti di questo approccio.

Il Piano sicaratterizza inoltre per un forte accento sulla misurazione dei risultati,infatti, la cultura della misurazione e della qualità dei dati diventa uno deimotivi portanti di questo approccio.

PrincipiGuida

I principiguida del Piano sono:

digital& mobile first per i servizi, che devono essere accessibili in viaesclusiva con sistemi di identità digitale definiti dalla normativa assicurandoalmeno l’accesso tramite SPID;

cloudfirst (cloud come prima opzione): le PP.AA., in fase di definizione di unnuovo progetto e di sviluppo di nuovi servizi, adottano primariamente ilsistema cloud, tenendo conto della necessità di prevenire il rischio di lock-in;

serviziinclusivi e accessibili che vengano incontro alle diverse esigenze dellepersone e dei singoli territori e siano interoperabili by design in mododa poter funzionare in modalità integrata e senza interruzioni in tutto ilmercato unico esponendo le opportune API;

sicurezzae privacy by design: i servizi digitali devono essere progettati ederogati in modo sicuro e garantire la protezione dei dati personali;

user-centric,data driven e agile: le amministrazioni sviluppano i servizidigitali, prevedendo modalità agili di miglioramento continuo, partendodall’esperienza dell’utente e basandosi sulla continua misurazione diprestazioni e utilizzo e rendono disponibili a livello transfrontaliero iservizi pubblici digitali rilevanti secondo il principio by design;

onceonly: le pubbliche amministrazioni devono evitare di chiedere ai cittadinie alle imprese informazioni già fornite;

datipubblici un bene comune: il patrimonio informativo della pubblicaamministrazione è un bene fondamentale per lo sviluppo del Paese e deve esserevalorizzato e reso disponibile ai cittadini e alle imprese, in forma aperta einteroperabile;

codiceaperto: le pubbliche amministrazioni devono prediligere l’utilizzo disoftware con codice aperto e, nel caso di software sviluppato per loro conto,deve essere reso disponibile il codice sorgente. Chiunque può partecipare alforum di discussione e contribuire alla diffusione e all’implementazione delPiano Triennale.

Il Modellooperativo

Larappresentazione semplificata del Modello strategico consente di descrivere inmaniera funzionale la trasformazione digitale. Tale rappresentazione ècostituita da due livelli trasversali: l’interoperabilità e la sicurezzadei sistemi informativi e dei livelli verticali di servizi, dati,piattaforme ed infrastrutture.

Si delineanogli strumenti di governance che nel prossimo triennio saranno messi incampo per avviare azioni in coerenza con la “Strategia per l’innovazionetecnologica e la digitalizzazione del Paese 2025”, in particolare con:

Il Piano vavisto come uno strumento dinamico, la cui efficacia dipende dal coinvolgimentodelle amministrazioni sia per la sua evoluzione sia per la sua attuazione anchegrazie ad uno scambio costante e trasparente di informazioni tra tutti gliattori. Si pone, infatti, come insieme di obiettivi di alto livello e di azioniche le singole amministrazioni sono invitate a calare all’interno delle proprieprogrammazioni operative rafforzandone la coerenza con l’impianto dello stessoPiano Triennale.

L’emergenza Covid-19ha imposto alle Amministrazioni di procedere con celerità all’attivazione delleprocedure per lo smart working, che ha coinvolto oltre il 75% deidipendenti; il lockdown ha comportato una nuova e repentina condizionedi lavoro che ha fatto emergere alcune criticità nell’uso degli strumentitecnologici (in precedenza non rilevabili data la possibilità di otteneresupporto immediato in ufficio); e, in molti ambiti, ha evidenziato la necessitàdi rivedere in modo profondo l’organizzazione dei processi, favorendo lacondivisione in rete di documenti e materiali di lavoro.

Parimenti,tale modalità ha favorito l’emergere di una sensibilità culturale deldipendente verso nuovi paradigmi di “produttività” rispetto al canonicoconcetto di “attestazione di presenza” della P.A.. In tal senso, rappresenta unrilevante potenziale cambiamento culturale nelle relazioni col dipendente.

Lo smartworking, se considerato quale modalità di lavoro a regime anche nella fasepost-emergenza, potrebbe costituire un profondo elemento di innovazionedell’Amministrazione, purché sostenuto da un sistemico mutamento organizzativoe dall’evoluzione tecnologica dei sistemi informativi del settore pubblico.

Si rendeopportuno cogliere l’occasione del Piano Triennale per avviare una nuova fase –mediata e facilitata dalle figure dei Responsabili della Transizione aldigitale – in cui il paradigma lavorativo nella PA si possa invertire: è ilprocesso analizzato e rivisto a guidare l’informatizzazione la quale sarà,quindi, applicata ad un contesto di cambiamento organizzativo, ottenendo da unaparte un effettivo risparmio e dall’altra generando fiducia nei sistemiinformatici e nelle tecnologie. Ciò permetterà, altresì, al sistema diaccogliere le nuove generazioni in un contesto adeguato ai tempi eprofessionalmente appagante.






 

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