Sentenze/Servizio pre ruolo vale anche per i Docenti non di ruolo

  Serviziopre-ruolo, vale anche per i docenti non di ruolo: vige il principio di nondiscriminazione. Corte di Cassazione

Orizzontescuola – 17/11/2020 - Laura Biarella

 

La Sezione Lavoro della Corte diCassazione (Ordinanza 12.11.2020, n. 25613) ha confermato le statuizioni dellaCorte di Lussemburgo, secondo cui vanno disapplicate quelle clausole deicontratti collettivi nazionali compatto scuola, che escludono il riconoscimentodella anzianità di servizio, previsto per gli assunti a tempo indeterminato inbase ad un sistema di progressione stipendiale secondo fasce di anzianità, infavore del personale docente ed educativo non di ruolo.

La condanna delMIUR alle differenze retributive in favore del personale non di ruolo

Il MIUR, nei primi due gradi digiudizio, era stato condannato a corrispondere ad alcuni docenti ecollaboratori amministrativi, le differenze retributive dovute sulla base delcalcolo dell’anzianità di servizio maturata in costanza dei rapporti di lavoroa termine allo stesso modo di quella riconosciuta, in relazione ai medesimiperiodi, al corrispondente personale di ruolo e nei limiti della prescrizionedi cinque anni. La Corte d’appello si era attenuta al principio di nondiscriminazione sancito dalla clausola 4 dell’Accordo Quadro sul lavoro a tempodeterminato, trasfuso nella Direttiva 99/70/CE, che impone la disapplicazionedel diritto nazionale.

Docenti di ruolo enon: vale il principio di non discriminazione

Contro tale decisione il MIUR haproposto ricorso per cassazione, la quale tuttavia ha confermato le ragioni delpersonale scolastico. Secondo i giudici romani, nel ricorso il MIUR confonde ilprincipio di non discriminazione, previsto dalla clausola 4 dell’Accordo quadrosul lavoro a tempo determinato, col divieto di abusare della reiterazione delcontratto a termine, oggetto della disciplina dettata dalla clausola 5 dellostesso Accordo, laddove i due piani debbono, invece, essere tenuti distinti,poiché:
• il principio non discriminazione è teso a “migliorare la qualità del lavoro atempo determinato, garantendo il rispetto del principio di nondiscriminazione”,
• il divieto di abusare della reiterazione del contratto a termine è volto a“creare un quadro normativo per la prevenzione degli abusi derivantidall’utilizzo di una successione di contratti o rapporti di lavoro a tempodeterminato”.
Al lavoratore a tempo determinato non possono essere riservate “condizioni diimpiego” meno favorevoli di quelle riservate all’assunto a tempo indeterminato“comparabile”
L’obbligo posto a carico degli Stati membri di assicurare al lavoratore a tempodeterminato “condizioni di impiego” che non siano meno favorevoli rispetto aquelle riservate all’assunto a tempo indeterminato “comparabile”, sussiste aprescindere dalla legittimità del termine apposto al contratto, giacché dettoobbligo è attuazione, nell’ambito della disciplina del rapporto a termine, delprincipio della parità di trattamento e del divieto di discriminazione checostituiscono “norme di diritto sociale dell’Unione di particolare importanza,di cui ogni lavoratore deve usufruire in quanto prescrizioni minime di tutela”(Corte di Giustizia 9.7.2015).

Le maggiorazioniretributive relative all’anzianità di servizio

La Corte Europea ha evidenziato chele maggiorazioni retributive che derivano dalla anzianità di servizio dellavoratore costituiscono condizioni di impiego ai sensi della clausola 4, conla conseguenza che le stesse possono essere legittimamente negate agli assuntia tempo determinato solo in presenza di una giustificazione oggettiva e che atal fine non è sufficiente che la diversità di trattamento sia prevista da unanorma generale ed astratta, di legge o di contratto, né rilevando la naturapubblica del datore di lavoro e la distinzione fra impiego di ruolo e non diruolo, perché la diversità di trattamento può essere giustificata solo daelementi precisi e concreti di differenziazione che contraddistinguano lemodalità di lavoro e che attengano alla natura ed alle caratteristiche dellemansioni espletate.

L’interpretazionedel giudice europeo è vincolante per il giudice nazionale

L’interpretazione delle normeeurounitarie è riservata alla Corte di Giustizia, le cui pronunce hannocarattere vincolante per il giudice nazionale, e valore di ulteriore fonte deldiritto della Unione Europea, indicando il significato ed i limiti diapplicazione, con efficacia verso tutti nell’ambito dell’Unione.

I contratti delcomparto scuola che escludono il riconoscimento dell’anzianità di servizio aidocenti non di ruolo devono essere disapplicati

Correttamente, quindi, la Corted’Appello aveva richiamato le statuizioni della Corte di Lussemburgo perescludere la conformità al diritto eurounitario delle clausole dei contratticollettivi nazionali per il compatto scuola, succedutisi nel tempo, in forzadelle quali per il personale docente ed educativo non di ruolo era escluso ilriconoscimento della anzianità di servizio, previsto per gli assunti a tempoindeterminato in base ad un sistema di progressione stipendiale secondo fascedi anzianità.







 

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