Emergenza sanitaria: le distanze da rispettare sui traporti

 

Covid a scuola: per 9 studenti su 10 impossibile mantenere la distanza disicurezza sui bus

da Il Sole24 Ore – 15/10/2020 -  Redazione Scuola

 

Il pericoloc’è ma, semmai, viene da fuori. È la lezione che il portale Skuola.net haricavato dalle risposte date da circa 3.800 studenti – di scuole medie esuperiori – a un sondaggio incentrato sul rispetto da parte degli istitutidelle norme anti-Covid, dopo un mese dal ritorno sui banchi del grosso deiragazzi.

Perché, dopoun comprensibile periodo di rodaggio, nella maggior parte delle scuole ilsistema sembra essere entrato a pieno regime; tra nuovi divieti epredisposizione degli accorgimenti su distanze e protezione individuale. Lostesso, invece, non si può dire per quanto avviene all’esterno. Più di 8ragazzi su 10, infatti, raccontano di assembramenti all’ingresso e all’uscita(nonostante per una quota di poco inferiore – il 70% – la scuola abbiaintrodotto orari scaglionati per la prima e l’ultima campanella).

E per chiprende i mezzi pubblici la sensazione di essere a rischio è ancora piùpalpabile: per 9 su 10 è difficile se non impossibile mantenere le distanze disicurezza su autobus, metropolitane, tram e treni (il 43% dice di doverviaggiare letteralmente attaccato agli altri passeggeri, il 47% che un minimodi distanza si riesce a rispettarla ma che gli spazi sono comunque limitati).

Per nonparlare di quanti – circa 4 su 10 – sono costretti ad arrivare in largoanticipo a scuola perché le “corse” dei mezzi sono limitate e non coincidonocon i vari orari d’ingresso.Dentro gli edifici, invece, tutto (o quasi) sembragirare nel verso giusto.

Ormai più di7 studenti su 10 possono contare sulla mascherina fornita dalla propria scuola;è vero che il 27% dice che ancora deve portarsela da casa, ma se pensiamo cheun sondaggio simile effettuato a fine settembre raccontava che a doversiarrangiare da solo era più di 1 su 2 è evidente quanti passi avanti siano statifatti in poche settimane.

Coperturapressoché totale (ma era già così sin dall’inizio) anche per i geligienizzanti: l’83% degli intervistati lo ha a disposizione anche in classe, il14% solo nelle aree comuni dell’istituto. Ciò vuol dire che sono rarissimi icasi in cui gli alunni devono disinfettarsi le mani esclusivamente con prodottipersonali. A 1 su 3 viene persino misurata la temperatura all’ingresso discuola.Qualcosa in più, onestamente, andrebbe fatto sul capitolo banchi edistanziamento.

Ad oggi,circa 1 ragazzo su 10 si lamenta che nel suo istituto ci si deve arrangiare condelle semplici sedie (persino senza un appoggio per scrivere e prendereappunti). Mentre in 1 caso su 4 – ma al Sud si arriva al 40% – la scuola harimediato all’assenza dei banchi singoli ridisegnando il posizionamento deibanchi doppi che già avevano in dotazione (a volte alternandoli con qualchebanco singolo).

Unamissione, quella del distanziamento, spesso però fallita visto che il 28% ècostretto a indossare la mascherina per tutto il giorno, anche se è seduto inclasse. I tanto discussi banchi a rotelle? Restano una rarità (3%). Per lamaggior parte degli alunni (67%, qualcosa meno nel Mezzogiorno) gli istitutihanno puntato soprattutto sui tradizionali banchi monoposto in legno.

Ovviamentesi confermano, senza grosse variazioni, le tante le limitazioni di contorno giàregistrate all’inizio. A quasi tutti gli studenti (92%) è stato vietato dipassarsi libri e materiale scolastico (quaderni, penne, matite, gomme,temperini, ecc.); l’84% non può lasciare in classe nulla di personale alla finedella giornata; al 22% è stato addirittura indicato dove e come posizionare lozaino.

Per 8 su 10regole stringenti anche sull’utilizzo del bagno: la soluzione più gettonata èfar entrare uno per volta, a cui spesso si aggiunge un numero massimogiornaliero di volte in cui si può andare. La ricreazione fuori dalla classe? Èun lusso che può permettersi meno di 1 alunno su 3. Mentre i distributoriautomatici interni alla scuola, laddove presenti, per la metà dei ragazzi sonoinaccessibili. Infine l’ora di educazione fisica: quasi un quarto deglistudenti (23%) ancora non può farla.

 

 



 

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