Riaperture scuole: le paritarie dimenticate

 

Tra decreto “Rilancio” e decreto Agosto, dove sono finite le paritarie?

Il  Sussidiario - 13.08.2020 - Roberto Pasolini

 

Circa un mese fa la maggioranza aveva tamponato l’emergenza paritarie,ma ora il sistema nazionale è tornato “strabico”. Zero interventi nel decretoAgosto

Non più tardi di un mese fa abbiamovissuto un momento molto particolare che sembrava avviare una stagione nuovanei rapporti tra politica e scuola paritaria. La maggioranza trasversaleformatasi in Parlamento aveva prodotto un significativo risultato con lamodifica del decreto Rilancio, ottenendo il raddoppio dei contributiinizialmente previsti a sostegno del settore paritario.

Sembrava una “luna di miele politica” cheha creato qualche entusiasmo e soprattutto grandi attese. Peccato sia finitaprima che “il matrimonio politico” che riconoscesse e ratificassedefinitivamente il valore pubblico del servizio offerto dalle scuole paritarie,fosse consumato! Raggiunto il risultato, peraltro non sufficiente a coprire lenecessità di cui le scuole paritarie hanno bisogno per una sicura possibilitàdi riapertura a settembre, come ho evidenziatonel mio ultimo articolo, tutto si èfermato e in pochi giorni il “grande segno” ha cominciato ad appannarsi per poisparire e si è tornati alla “triste normalità”: la scuola paritaria è di nuovo“invisibile”.

Dopo l’approvazione del decreto Rilanciotutte le attenzioni del ministero e della politica si sono dedicate alledifficoltà di riapertura di settembre, non della “scuola”, come ottica di sistemavorrebbe, ma della “scuola statale”. Nessuno nega che la scuola statale meritatutte le attenzioni per il peso “quasi monopolistico” che ha nel nostro paese,ma quello che attendiamo da tempo e che la “maggioranza trasversale” dei primidi luglio aveva fatto sperare è che il Parlamento e, quindi, il ministero,quando tratta problemi legati al reclutamento, all’abilitazione del personaledocente, all’autonomia delle istituzioni, alle risorse necessarie peraffrontare l’emergenza, alle necessità strutturali per una serena riapertura asettembre, all’aiuto alle famiglie in difficoltà per l’acquisizione dimateriali abbia una visione di sistema, come legge 62/2000 vorrebbe.

Si prendano decisioni in equilibrio che dauna parte non favoriscano la soluzione dei problemi della scuola statale ascapito delle scuole paritarie (vedi reclutamento) e dall’altra stanzino “pertutte le scuole” le risorse necessarie ad affrontare le emergenze, anchestrutturali, perché gli studenti e le famiglie sono di fatto cittadini italianie, costituzionalmente, hanno lo stesso diritto all’istruzione sia chefrequentino la scuola statale sia che frequentino quella paritaria, di cui laRepubblica ha il dovere di farsi carico con le sue istituzioni, Parlamento eministero.

L’orientamento politico di questo ultimomese sembra invece affetto da “strabismo” con l’attenzione rivolta solo allasoluzione dei problemi della scuola statale. La realtà della vita, in qualsiasisettore o situazione, insegna che un gesto positivo è sicuramente apprezzabile,ma non risolve i problemi per i quali occorre l’ordinaria, continua attenzionecorredata da costanti, piccoli e concreti interventi.

Nel decreto di agosto sembra non ci siaalcun intervento per il settore paritario all’interno di quanto stanziato(circa 1 miliardo) e non si parla più di uno stanziamento straordinarionecessario per impedire la chiusura di altre scuole dell’infanzia e, inoltre,torna in discussione la possibilità di utilizzo dei Pon da parte degli studentidella scuola paritaria quale aiuto per l’acquisto dei materiali utili alladidattica digitale.

Settembre è alle porte e ad esempio, perciò che concerne il settore 0-6 anni, tutti sappiamo che molte scuoledell’infanzia paritarie hanno già chiuso ed altre inevitabilmente chiuderannose non arrivano per tempo i contributi stanziati dal decreto Rilancio, oltre alcitato necessario ulteriore intervento straordinario.

Anche se l’intervento normativo dei primidi agosto con il Decretoministeriale 80 del 3 agosto 2020 cheha ratificato il “Documento di indirizzo e orientamento per la ripresadelle attività in presenza dei servizi educativi e delle scuole dell’infanzia” hadi fatto tolto vincoli di distanziamento sociale chiedendo di “garantire laripresa e lo svolgimento in sicurezza dei servizi educativi e delle scuoledell’infanzia in presenza assicurando sia i consueti tempi di erogazione sial’accesso allo stesso numero di bambini accolto secondo le normali capienze(quelle indicate dalle norme tecniche per l’edilizia scolastica)”, evitandoquindi il sovrapporsi di problemi di capienza per l’accoglienza, il problemarimane.

Come ho già scritto, questo problema,ormai da tutti riconosciuto, avrà grave rilevanza sociale per le famiglie esarà tanto più consistente, quante più scuole dell’infanzia paritariechiuderanno, dato che, come risaputo, lo Stato non è in grado, per mancanza distrutture, di supplire alla carenza di servizio.

La “palla” è nelle mani dei politici chehanno dato vita alla “maggioranza trasversale”. A loro decidere se lasciare“alla memoria” il loro apprezzabile intervento o se proseguire nelle loroiniziative per portare a compimento l’azione politica avviata con il decretoRilancio, dare continuità all’attenzione verso il servizio pubblico offertodalle scuole paritarie e costruirvi attorno una positiva opinione pubblica.Azione che porterà ad avere un sistema scolastico non solo equo, ma anche piùfunzionale e capace di dare la giusta risposta ai diritti dei cittadini delnostro paese.

 

 



 

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