Riapertura scuole: manca un mese

  Scuola,tra un mese il rientro. E i presidi lanciano l’allarme: «Non abbiamo i tempi enon abbiamo gli spazi»

 

I soldi stanziati dal Ministerodell’Istruzione per il ritorno in classe (circa 2,9 miliardi di euro) non sonopochi. Ma le assunzioni e le operazioni negli istituti non verranno completatenel giorno del rientro
Un mese esatto. Mancano 31 giornial ritorno a scuola degli studenti italiani, bloccati alle scrivanie delle lorocase da marzo di quest’anno. Quello che sembrava il lontano “orizzonteautunno”, quello della convivenza con il Coronavirus nell’ipotetica secondaondata, è praticamente arrivato. Ma proprio come accaduto nella Fase 2 con lariapertura delle imprese, dei cantieri e delle fabbriche, anche in questo casola corsa alla «nuova normalità» sembra lasciare scoperti ancora troppi nervi.
Anche per lascuola – di ogniordine e grado – restano da risolvere i fondamentali: i tempi e gli spazi. Seper la didattica a distanza valeva il principio d’emergenza – per cui ognidifficoltà, anche grave, poteva essere giustificata dallo schiaffo improvvisodel virus – per quanto riguarda il rientro a settembre le scusanti per unpossibile “flop” sembrano essere molte meno.
I protocolli di rientro, comunque, ci sono. E ci sono anche i fondi: anzi, cene sono «abbastanza», secondo Antonello Giannelli dell’Associazione nazionaledei presidi.
Il Ministero ha dichiarato più di 6miliardi di euro stanziati «da gennaio a oggi», di cui 2,9 destinati solo alrientro a scuola. L’ultimo miliardo è arrivato con il dl Agosto. Soldidestinati a «edilizia scolastica, arredi, assunzioni di docenti e Ata,igienizzanti e tutto quello che servirà per la ripresa». Un interventogeneroso, che dimostra anche quanto lavoro storico e arretrato ci fosse da faresulla scuola.
Ma tra lo stanziare e l’allocare,si sa, c’è di mezzo una serie di tempi tecnici. Anche per quanto riguarda unadelle questioni che più hanno scaldato i cuori, la storia dei banchi singoli.Nonostante la chiusura di 11 contratti di affidamento per la realizzazione, i2,4 milioni di banchi ordinati arriveranno tra settembre e ottobre: fuori tempomassimo. Nel frattempo ce la caveremo, come nel resto d’Europa (ma spesso acondizioni peggiori), con le mascherine.
Eproprio per quanto riguarda le mascherine, punto interrogativo fino a pochigiorni fa, la ministra Lucia Azzolina ha fatto sapere che il Comitato tecnicoscientifico (Cts) ne ha «appena» consigliato l’utilizzo «nelle situazioni dimovimento» e qualora non venisse rispettata la distanza di un metro in classe.Il commissario Domenico Arcuri farà poi in modo di farne arrivare circa 11milioni al giorno nelle scuole, unite a 50mila litri di igienizzante al giorno.
Spazie tempi
Come raccontato da Giannelli, unabuona parte degli istituti sta facendo ancora i conti con le problematiche ditipo logistico: gli spazi chiusi, affollati (le ormai celeberrime «classipollaio») e poco ventilati – che costituivano una realtà problematica già primadel Covid-19 – sono gli habitat perfetti per la diffusione del virus. E, come hasottolineato l’ultimo rapporto del Centro europeo per la prevenzione e ilcontrollo della malattie infettive, proprio l’asintomaticità che caratterizza icontagi in gioventù rende più ostico l’isolamento e il contenimentodell’epidemia.
Nel protocollo di sicurezzapresentato dalla Ministra Azzolina lo scorso 6 agosto, ai dirigenti scolasticiviene affidata la responsabilità di segnalare eventuali necessità di spazioagli enti locali (comunali e regionali, che sono i proprietari materiali dellescuole). Come spiegano dal Ministero, se una scuola non è in grado di garantireil 100% delle presenze in sicurezza, toccherà all’ente dover trovare un postoper allocare le classi. Sia in edifici di proprietà pubblica, come teatri omunicipi, sia in strutture private. A tal proposito, il nuovo miliardostanziato servirebbe anche a permettere agli enti di pagare gli spazi privati(come le sale conferenze degli hotel).
Dunque,più che una questione di “scarico di responsabilità”, per il presidenteGiannelli c’è una questione molto più pratica: nei casi in cui le scuole nonhanno già a disposizione classi adeguate (e sono molte), «ci si sta muovendosul filo di lana». «La situazione è uguale sia per quanto riguarda gli spazi,sia per quanto riguarda l’assunzione di nuovo organico», spiega Giannelli.«Quando la ministra dice che ha trovato un miliardo e che si è messa d’accordocon il Ministero delle Finanze per averlo, prima che diventi utilizzabilepasserà del tempo. Il fatto che la ministra dica che c’è un miliardo in più,non significa che c’è già da ora. Ad esempio, tutto il personale promessoancora non c’è».
Dal Ministero mettono le maniavanti: i fondi per trovare gli spazi – dicono – in parte ci sono e si trattadi quelli stanziati nel dl Rilancio, arrivati nelle casse degli istituti a metàgiugno. Secondo il Ministero, quei soldi sono serviti già a parecchie scuoleper effettuare operazioni di edilizia leggera, come ribadire le aule in disusoda anni o dividere l’aula magna in due per ricavare due classi diverse. Leuniche operazioni che – realisticamente – possono essere fatte nel giro di duemesi (e cioè da quando è stato partorito il decreto).
Leassunzioni «in autunno»
Del miliardo di agosto, però, inlinea con quanto anticipato da Giannelli, non tutto è stato allocato per glispazi. Dal Ministero spiegano che buona parte dei fondi è stata stanziata perle nuove assunzioni. Circa 97mila persone – tra docenti e personale – verrannocontrattualizzate a tempo indeterminato in maniera ordinaria. Tramite, cioè,richiesta diretta al Mef. Altre assunzioni saranno invece pensate in manierastraordinaria, e cioè ad hoc in vista di settembre: personale docenteche servirà in caso di doppi turni, ad esempio, o ulteriori collaboratori pergestire assembramenti e ingressi.
Anche su questo, però, Giannelliteme che sarà molto difficile vederli fin da subito. Per quanto riguarda leassunzioni straordinarie, i fondi sono stati già mandati: la stima è che sitradurranno in circa 50mila contratti a termine, che non vedranno la luce primadi settembre. Ancora più lungo il processo per le assunzioni degli altri97mila: come confermato dal Ministero, non se ne verrà a capo prima di due otre mesi.
Mentre gli istituti e gli entilocali cercano spazi alternativi, aspettano le mascherine e ordinano i banchi,la domanda che viene da porsi è: perché il 14 settembre? E perché prima delleelezioni regionali? «La data non la decide Azzolina in autonomia», dicono dalMinistero. «Con le Regioni ci è sembrata la strada migliore per non rimandareancora». E per le votazioni c’è sempre l’opzione – non proprio immediata – dispostare i seggi. Come hanno deciso i sindaci di Bioglio e Viverone.

 

 



 

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