ScuolaMondo/Australia e la didattica online

  Didatticaa distanza, quando diventa obbligatoria: l’esperienza dell’Australia

– GabrieleFerrante

 

Confessiamolo pure, per la maggiorparte dei docenti – non solo italiani – l’esperienza della didattica a distanzanon è stata affatto esaltante. Non perché non fossero preparati a gestirla,quanto piuttosto perché le nozioni stesse di pedagogia, metodologia, processodi insegnamento/apprendimento si fondano sull’incontro, sulla presenza viva, incarne e ossa, del docente e del discente; si nutrono di sguardi, di gesti, diazioni e posture. Si potrebbe, quasi, dire della Scuola quello che tanto beneha detto oggi Michela Murgia a proposito del Teatro sulle pagine del quotidianoLa Repubblica: “senza il corpo dal vivo, il Teatro non c’è”. La DAD èstata, dunque, perlopiù considerata come una malaugurata parentesi da chiudersial più presto.

Uncontinente smisurato dove la scuola non arriva dappertutto

Tuttavia, per molti ragazzi chevivono in zone remote e isolate dell’enorme continente australiano la didatticaa distanza è l’unica, possibile, forma di istruzione e formazionescolastica.  Pensiamoci un attimo: in una superficie di circa 8 milioni diKm2 – più di 25 volte l’Italia, per intenderci – le vere metropoli sonosoltanto due, Sidney e Melbourne, seguite da Brisbane, Perth, Adelaide eCanberra, la capitale, che conta meno di 500.000 abitanti. E tutte sonoconcentrate sulla costa sud del continente. Per il resto, immense zoneminerarie o dedite all’allevamento e all’agricoltura, con una densità media di0,2 abitanti per Km2, contro i circa 160 nelle grandi città costiere.

AdelaideMiethke “inventa” la School of the Air

Immaginate, dunque, un bambino cheha la ventura di nascere in una remota fattoria del Territorio del Nord e che aun certo punto deve intraprendere il suo percorso di istruzione scolastica,esattamente come un bambino di Sidney o di Melbourne. Che fare? Niente paura,per fortuna ci aveva già pensato – addirittura alla fine della Seconda guerramondiale – la signora Adelaide Miethke, educatrice, docente e filantropaaustraliana, nata nel 1881, che all’inizio degli anni ’50 ebbe la brillanteidea di utilizzare la radio da poco diffusasi nel mondo, per l’istruzione deibambini del vastissimo entroterra australiana. Con sede ad Alice Springs,cittadina di circa 25.000 abitanti alle porte del “nulla”, nasce così la Schoolof the Air che l’anno prossimo festeggerà i suoi primi settant’anni.

Nonsolo istruzione obbligatoria

Obiettivo della School of the Air:fornire un’istruzione di base a tutte le ragazze e i ragazzi, dai 5 ai 14 anni,che vivendo in zone remote del continente australiano non hanno la possibilitàdi recarsi fisicamente a scuola. I docenti, che prima sfruttavano le onde radioper comunicare con I loro allievi, dispensano le loro lezioni attraverso il Webe, grazie alle nuove tecnologie, accompagnano gli studenti che lo desiderano,anche oltre gli anni dell’istruzione obbligatoria, sino alla fine dellasecondaria superiore. La School of the Air è operativa per quaranta settimaneall’anno, segue lo stesso calendario e gli stessi programmi delle scuole delTerritorio del Nord. Insomma, una sorta di DAD obbligata che fornisce unservizio essenziale a migliaia di bambine e bambini che altrimentirischierebbero l’analfabetismo permanente.

 

 



 

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