CSPI: parere sul curricolo dello studente

  Lineeguida Didattica Digitale Integrata: il CSPI le boccia, ma la Azzolina lepubblica in tutta fretta

Scuolainforma – – Carlo Maria Giordana

 

Nonostantei rilievi del CSPI sul testo delle linee guida sulla Didattica DigitaleIntegrata, il Ministero le ha pubblicate in manera frettolosa

Nonostante il Consiglio Superioredella Pubblica Istruzione abbia riscontrato molti rilievi sulle linee guida perla didattica a distanza, le stesse sono state pubblicate dal Ministero dell’Istruzione a tempo di record rispettoalla data del loro annuncio. Un articolo pubblicato da “Collettiva”, lapiattaforma multimediale della Cgil, racconta come sono andate le cose.

Le criticità e i rilievievidenziati dal CSPI riguardano principalmente: la suddivisione della classe incaso di nuovo lockdown, gli orari minimi e massimi per DDI, la mancanza diriferimento alla didattica laboratoriale ed altro ancora.

Lineeguida Didattica Digitale Integrata bocciate dal CSPI: tanti rilievi sulla DDI,sugli orari di lavoro e su altri aspetti di natura sindacale

Collettiva, la piattaformamultimediale della Cgil, scrive un interessante articolo comparso questamattina sul sito del sindacato FLC CGIL e firmato da Stefano Iucci in cui si fapiena luce su quanto successo a proposito del parere del CSPI, rimastoinascoltato, sulle linee guida sulla DDI.

Le osservazioni del CSPI – raccontaIucci – sui contenuti del Piano per la realizzazione della didattica digitaleintegrata, voluto a tutti i costi dalla ministra Azzolina, riguardano nellospecifico l’aspetto della suddivisione della classe per le differenti tipologiedidattiche in caso di nuovo lockdown: parte della classe in aula e parte adistanza, ma non solo. I rilievi riscontrati da questo organo consultivo del MIsono rivolti agli orari di lavoro e anche alla mancanza di riferimenti sullacontrattazione sindacale.

Licenziato qualche giorno fa dallastessa Azzolina, il testo sulla DDI non ha trovato molti consensi da parte delCSPI, anzi in molti punti sono emerse tante criticità. La stranezza però stanel fatto che quasi nessun organo di stampa specializzato abbia dato ilnecessario risalto a questa clamorosa notizia, la quale a nostro avviso,avrebbe dovuto avere.

Anche se è vero che il parere delConsiglio Superiore della Pubblica Istruzione non è vincolante, è pur vero peròche in questo momento storico così delicato della nostra “vita scolastica” sisarebbero dovute apportare tutte le modifiche e le prescrizioni suggerite dalComitato stesso, visto che la presenza della componente genitoriale è pregnanteall’interno di questo organo. Dare riscontro alle osservazioni CSPI sarebbestato quasi un obbligo, dato che ci sarebbero stati anche i tempi per ovviarealle ‘carenze’ e alle perplessità riscontrate in quel testo.

Ma tutto questo non è avvenuto.Anzi, in maniera estremamente frettolosa, il testo definitivo ha ottenuto ilvia libera definitivo ed è stato quasi subito licenziato, come a volerdimostrare che tutto era già pronto da tempo e la sua emanazione scongiurasseper sempre tutte le problematiche derivanti dalla pandemia Covid-19 tutt’ora in corso.

Eccocosa riporta l’articolo pubblicato da “Collettiva”, la piattaforma multimedialedella Cgil

Il Consiglio superiore dellapubblica istruzione (il Cspi) ha espresso alcuni rilievi molto criticisul “Piano per la realizzazionedella didattica digitale integrata”, licenziato qualchegiorno fa dal ministero dell’Istruzione. Il parere non è vincolante, ma certole osservazioni dell’organo consultivo – che chiede una revisione del testo inmolti punti – sono significative. 

Il piano del governoconsidera la didattica a distanza (Dad) una “metodologia innovativa diinsegnamento-apprendimento” per “tutti gli studenti della scuola secondaria diII grado, una modalità didattica complementare che integra la tradizionale esperienzadi scuola in presenza”, mentre “in caso di nuovo lockdown”, dovrà essere estesa“agli alunni di tutti i gradi di scuola”. E qui sta il primo rilievo mosso dalCspi: è sbagliato aver qualificato la didattica a distanza come modalitàcomplementare alla didattica in presenza, senza averne definito “i fondamenticulturali, normativi, pedagogici e metodologici” e definisce lemisure suggerite “del tutto incongrue e immotivate”. Il parererichiama, inoltre, le ricadute sulla prestazione di lavoro che non può essereoggetto di linee guida ministeriali, ma che è materia di negoziazionesindacale.

Il Consiglio critica, tral’altro, il riferimento agli orari minimi e massimi della Dad,soprattutto in considerazione del fatto che il tempo scuola previsto dagli ordinamentiè definito da norme primarie che non possono essere modificate in manierasurrettizia da “semplici” linee guida. Questo aspetto, infatti, è fortementecollegato agli spazi disponibili, al numero degli studenti nelle aule, aeventuali orari differenziati per evitare assembramenti e un uso piùdistribuito dei mezzi di trasporto e, soprattutto, alla effettiva possibilitàdi ottenere o meno un adeguato numero aggiuntivo di docenti. 

Il Consiglio poi noncondivide la possibilità di divisione della classe, parte in presenza e parte adistanza, e la realizzazione della lezione in contemporanea: leconsidera, infatti, scelte poco adeguate didatticamente e tecnicamente nonpraticabili per la evidente difficoltà delle connessioni di rete di supportaremolti collegamenti contemporanei. 

Criticità anche sulla mancanzadi riferimento alle attività laboratoriali, che dovrebbero, perdefinizione, essere realizzate in presenza, soprattutto negli istituti tecnicie professionali per le discipline di indirizzo. Nel parere si chiede, tral’altro l’eliminazione dell’espressione “I docenti per le attività di sostegno,sempre in presenza a scuola assieme agli alunni loro affidati” perché“gravemente lesiva della normativa vigente che assegna il docente di sostegnoalla classe”.

Importante anche il tema dellepiattaforme proprietarie utilizzate dalle scuole nella fase del lockdown. IlCspi sottolinea, a questo proposito, la necessità di predisporreuna piattaforma digitale pubblica o, in subordine, di unprotocollo nazionale con i gestori privati, finalizzati all’erogazione dicontenuti didattici a distanza, per risolvere i problemi di privacy e disicurezza che al momento ricadono interamente sulla responsabilità deidirigenti scolastici.

 

 

Curriculum dello Studente, ok del CSPI purché le scuole ricevano supporto

da LaTecnica della Scuola - -8/8/2020 – Lara La Gatta

 

 Il CSPI valuta positivamente l’innovazioneintrodotta con il Curriculum dello Studente, già previsto dal decretolegislativo 62/2017, in considerazione della necessità di una rappresentazionesintetica delle esperienze scolastiche e formative dello studente nella fasefinale del percorso di studi delle scuole secondarie di secondo grado, inquanto può essere considerato un passo importante per lo sviluppo delladimensione orientativa all’interno del percorso scolastico”.

Così si apreil parere espresso dal Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione nellaseduta del 5 agosto sullo schema di decreto del Ministro recante “Adozione delmodello di diploma finale e del Curriculum dello Studente, ai sensi dell’art.21, comma 3, del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 62”.

Il parere èpositivo, ma con alcune osservazioni.

Infatti,considerata la delicata frase che le scuole stanno vivendo, impegnate come sononella riapertura in sicurezza, il CSPI auspica che nel primo anno diapplicazione l’amministrazione fornisca adeguato supporto amministrativo etecnologico alle scuole evitando che tale introduzione si trasformi in unulteriore appesantimento burocratico.

Inoltre, ilConsiglio ritiene fondamentale l’attivazione di un’azione di informazione eformazione nei confronti dei docenti, degli studenti e del personale disegreteria.

In merito al“DIPLOMA” (allegato A del D.M.) il CSPI richiede che abbia unagrafica complessiva che lo caratterizzi più come “DIPLOMA” e non sia proposto(come è stato sottoposto al CSPI) nella veste grafica di un semplice“certificato”.

 

 

 



 

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