Scuola online: linee guida per la didattica digitale

 

Linee guida didattica digitale integrata: tanti adempimenti e formazionecarente

da LaTecnica della Scuola – 4/8/2020 – Anna Maria Bellesia

 

Lenuove Linee guida per la DidatticaDigitale Integrata (DDI) nonhanno ancora la veste dell’ufficialità, ma già fanno discutere.

In attesadel parere del Consiglio Superiore delle Pubblica Istruzione, èevidente che per le scuole, fin da inizio settembre, si profila un carico diadempimenti burocratici, più formali che di sostanza.

La “sostanza”infatti presupporrebbe che i docenti avessero già ricevuto, o ricevessero finda subito, una adeguata formazione, per trasformare la didattica a distanza(DaD) della fase emergenziale in una vera didattica digitale integrata (DDI),cioè una metodologia innovativa ed efficace frutto di maturazione e sviluppoprofessionale.

I nuoviobblighi per le scuole

Cominciamocon gli adempimenti di inizio anno scolastico, che non sono pochi. Ciascunaistituzione scolastica dovrà infatti:

Laformazione dei docenti è sempre un passo indietro

Ci sisarebbe aspettati, dopo la fase di emergenza in cui la stragrande maggioranzadei docenti ha investito nella DaD tempo e risorse, anche improvvisandocreativamente fra mille difficoltà, che si aprisse una fase di riflessione e diconfronto, per raggiungere un grado di sviluppo professionale più maturo eadeguato ai nuovi scenari. Sarebbe una priorità assoluta, vista la situazione chesi profila a inizio del nuovo anno scolastico.

Invece no.La formazione del personale è quasi una appendice degli adempimentiburocratici, e non “una leva fondamentale per il miglioramento e perl’innovazione del sistema educativo italiano” come si dice a parole.

I motivi delritardo

La formazione nonè partita in tempo rispetto alle esigenze sopraelencate. Il ministero si limitaa indicare le aree tematiche sulle quali ciascuna scuola è invitata apredisporre il suo Piano della formazione del personale, con ilsupporto degli uffici scolastici regionali. Le priorità individuate sonoinformatica, metodologie innovative, privacy, salute e sicurezza.

Si fariferimento ad alcune metodologie “fondate sulla costruzione attiva epartecipata del sapere da parte degli alunni” dalla didattica breve,all’apprendimento cooperativo, alla flipped classroom, al debate (niente dinuovo insomma).

Si“raccomanda” alle istituzioni scolastiche di procedere ad una “formazionemirata” che ponga i docenti nelle condizioni di affrontare in manieracompetente queste metodologie.

In pratica,è compito di ciascuna scuola individuare le specifiche esigenze formative eorganizzarsi, con tutte le difficoltà collegate, considerata anche l’annosaquestione che la formazione in servizio è sì “obbligatoria, permanente estrutturale” come afferma la legge107/2015 (Buona Scuola), ma il Contrattonulla dice sulle regole operative.

Quello dellaformazione è pertanto il punto debole che mina alla base l’efficacia della DDI,che non può ridursi a una trasposizione online delle attività in presenza, comeverosimilmente accadrà nella maggioranza dei casi.

Come alsolito, le scuole saranno solerti nell’espletare gli adempimenti formaliobbligatori, ma non ci potrà essere innovazione effettiva senza formazione delpersonale.

 

 



 

Copyright © 2020 Di.S.A.L.