Riapertura scuole: non è normale amministrazione

  Riaperturascuole, tempo scaduto: “Serve un decreto legge di Conte”

da La Tecnica dellaScuola – 4/8/2020 – Fabrizio De Angelis

 

Suona più o meno così l’appello dell’ex Ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti e di altriquindici parlamentari che chiedono un decreto legge di Conte inmerito al ritorno a scuola in sicurezza. Ad appoggiare laproposta i sindacati confederali del comparto scuola el’associazione nazionale presidi.

Infatti, secondo Fioramonti, il temposta scadendo e ci spinge a rivolgerci direttamente al Consiglio deiMinistri, affinché valuti la possibilità di emettere con urgenza un decretolegge sull’avvio dell’anno scolastico che includa una revisione delle norme suldimensionamento per consentire classi più piccole e scuole di prossimità distribuitesu tutti i territori, l’immissione in ruolo il prima possibile di docentiprecari e personale amministrativo, con particolare attenzione agli insegnantispecializzati sul sostegno, ed una revisione della responsabilità penale deidirigenti scolastici, soprattutto alla luce dei rischi posti dal COVID-19”.

I sindacati: ilritorno a scuola non è normale amministrazione

sindacati sembranoapplaudire all’iniziativa dell’ex Ministro e degli altri parlamentari. “Laripresa delle attività scolastiche in presenza non può essere gestita comenormale amministrazione, abbiamo più volte sostenuto che serve un provvedimentolegislativo specifico che possa derogare alle procedure normali e rimuoverevincoli di natura diversa, dai parametri di dimensionamento a quelli per laformazione delle classi, alla gestione del personale soprattutto per quantoriguarda la possibilità di sostituire chi si assenta”, si legge in uncomunicato unitario dei sindacati diffuso poche ore dopo l’annuncio diFioramonti.

Per i sindacati tutto ciò deveessere accompagnato “da una consistente dotazione di risorse economiche.Misure che servono per coprire da subito, con personale docente e ATA, leparticolari esigenze che andranno soddisfatte sul piano organizzativo, perlavorare con gruppi meno numerosi di alunni e per assicurare pulizia, igiene,assistenza e controllo. È una richiesta che abbiamo ribadito ancora pochigiorni fa in una lettera inviata al Capo di Gabinetto dopo il rinviodell’incontro per il protocollo di sicurezza previsto per il 30 luglio scorso”.

Il Paese ha bisogno di riaverequanto prima la scuola cui ha diritto – concludono i segretarigenerali – una scuola che possa essere frequentata da tutti inpresenza e in piena sicurezza. Crediamo che questa debba essere assunta dasubito dal Governo come essenziale priorità, non sono più comprensibili nétollerabili tentennamenti e ritardi”.

Ok anche daGiannelli (Anp)

Anche AntonelloGiannelli, presidente dell’associazione nazionale presidi (Anp),si schiera con Lorenzo Fioramonti e i confederali: “Tra i vari aspettipresi in considerazione dall’On.le Fioramonti – afferma il Presidentedell’ANP, Antonello Giannelli – ci fa piacere ritrovarela proposta di revisione della responsabilità penale a carico deidirigenti scolastici. L’ANP sostiene da sempre la necessità di rivedere questamateria: lo abbiamo ribadito, di recente, in tutte le riunioni tenutesi adistanza con il Ministero dell’istruzione“.

Riteniamo – concludeGiannelli – che la conversione in legge del Decreto Semplificazionecostituisca un’occasione imperdibile per attuare ciò che la categoria chiede daanni. Si tratterebbe di un intervento legislativo che, traendo spuntodall’epidemia da Covid-19 e dall’equiparazione, introdotta dall’articolo 42 deldecreto-legge 18/2020, tra contagio e infortunio sul lavoro, consentirebbe direndere più sereno il lavoro dei colleghi mantenendo del tutto inalterata latutela per gli infortunati“.

Azzolina e isindacati: le distanze restano. Anzi no: aumentano

Non è un mistero che sindacati eMinistero abbiano da tempo rapporti tesi: l’appello dei parlamentari guidati daFioramonti rappresenta soltanto un altro metro di distanza fra leorganizzazioni sindacali e Viale Trastevere. Nonostante la Ministra Azzolina abbiapiù volte accennato alla piena disponibilità di dialogo, adetta dei rappresentanti dei lavoratori tali parole non hanno trovato riscontronei fatti in più di un’occasione.

Da un lato la Ministra “aspetta” isindacati per chiudere il protocollodi sicurezza per il ritorno a scuola. Dall’altro lato, i sindacati hanno rinviatol’incontro in programma il 30 luglio avente come oggetto la stesuradel protocollo sulla sicurezza, dal momento che “non sono ancorachiari né i fabbisogni né le risorse messe in campo per la ripartenza”.

Addirittura Gilda degli insegnanti hacomunicato di “sospendere le relazioni sindacali con il ministerodell’Istruzione, chiedendo un chiarimento politico con il presidente delConsiglio, Giuseppe Conte, riservandosi di proclamare la mobilitazione deidocenti e di tutto il personale scolastico“.

 

 



 

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