Sentenze/Studente torna dall’Erasmus e i prof lo bocciano

  Studentepartecipa ad Erasmus, docenti lo esaminano e lo bocciano. Genitori ricorrono,sentenza

Orizzontescuola – 17/1/2020 - LauraBiarella


In materia di valutazione dell’alunno i criteri di giudizio adottatidall’Amministrazione scolastica attengono al merito amministrativo e sono,quindi, sottratti al sindacato del Giudice amministrativo.Lo ha ribadito il Consiglio di Stato (Sez. VI, 17 maggio 2018, n. 2982)esaminando la vicenda della mancata ammissione di uno studente che avevatrascorso un periodo di studio all’estero.

La vicenda

Un alunno frequentante la IV classedi un Liceo scientifico aveva trascorso il secondo quadrimestre presso unascuola irlandese, quindi, al rientro, veniva sottoposto ad una serie di prove,al cui esito il Consiglio di classe ne aveva deliberato, in modo unanime, lanon ammissione alla classe successiva. Il provvedimento veniva impugnato alTAR, il quale, dopo aver acquisito dalla scuola la relazione sulla vicenda,aveva respinto il ricorso, rilevando che:

a) nessuna norma interna dell’Amministrazione escludeva la non ammissione allaclasse successiva dell’alunno che aveva trascorso parte dell’anno scolasticopresso istituti esteri, ma al contrario, una circolare (n. 181 del 17 marzo1997) deponeva per la conclusione opposta;

b) le prove integrative cui erastato sottoposto il giovane erano volte a coprire le materie oggetto deiprogrammi nazionali che egli non aveva trattato (o trattato in maniera nonconforme agli standard nazionali) durante il soggiorno estero.

Il giudice non puòsindacare i criteri di giudizio optati dalla scuola

 Anche in grado d’appello, ilConsiglio di Stato, ha respinto il ricorso, così nuovamente avallando ladecisione del Consiglio di classe, ed osservando che quanto adottato dallascuola attiene al merito amministrativo e, pertanto, è sottratto al sindacatodel Giudice. Più in particolare, il giudice non può valutare:

La valutazione del periododi studi all’estero

Inoltre, il Consiglio di Stato, haevidenziato che:

Verifica a cui deve esseresottoposto l’alunno che ha studiato un periodo all’estero

 Le norme internedell’Amministrazione, pertanto, non solo non stabiliscono alcun espressoautomatismo fra periodo di studio all’estero ed ammissione alla classe successiva,bensì contemplano esplicitamente la necessità di sottoporre l’alunno, al suorientro, ad una verifica in ordine alla conoscenza delle materie previste dalprogramma del corso scolastico (o della sua parte) non svolto in Italia,oltretutto precisando che la valutazione espressa dalla scuola estera è un meroelemento da ponderare nell’ambito della “valutazione globale” circal’ammissione o meno alla classe successiva. In altre parole, il periodotrascorso all’estero è sì valido “ai fini degli scrutini”, ma non sostituiscegli stessi né, tanto meno, ne predetermina l’esito. Peraltro, tale conclusione,contrasterebbe coi principi dettati dalla sovraordinata disciplina primaria:l’art. 192, c. III, D. Lgs. n. 297 del 1994, stabilisce infatti che “(…) ilconsiglio di classe può consentire l’iscrizione di giovani provenientidall’estero, i quali provino, anche mediante l’eventuale esperimento nellematerie e prove indicate dallo stesso consiglio di classe, sulla base deititoli di studio conseguiti in scuole estere aventi riconoscimento legale, dipossedere adeguata preparazione sull’intero programma prescritto per l’idoneitàalla classe cui aspirano”.

 



 

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