Informatica e scuola: ricerca ISFOL su docenti e giovani

 

Didattica informatizzata, è boom: ormai la adottano 3 prof su 4
Tecnica della Scuola - 19 maggio 2011
di Alessandro Giuliani
Piccola rivincita dei docenti italiani: da un’indagine Isfol-Miur sull'e-learning risultano più abili nel gestire il digitale rispetto a dirigenti e imprenditori. È emerso anche che uno studente su due usa computer e rete in maniera sporadica, soprattutto tra le femmine e nel Mezzogiorno.
La storia degli insegnanti italiani tra i meno informatizzati d’Europa è ormai alle spalle. E non si può più parlare di controtendenza: oggi per tre docenti su quattro l’uso delle nuove tecnologie è ormai una consuetudine, tanto che "la didattica in ambiente digitale diventa sempre più un'esperienza sistematica e non un evento episodico". A sostenerlo è stato l'Isfol, il 19 maggio, in occasione del seminario realizzato con Assotelecomunicazioni-Asstel, sul tema "Internet cambia il lavoro". Attraverso un'indagine sull'e-learning realizzata con il ministero dell'Istruzione, l’istituto di formazione dei lavoratori ha anche rilevato che il 73,7% dei docenti adotta una modalità d'uso complessa delle nuove tecnologie, mirata a produrre ed erogare il materiale didattico in modo integrato.
L’Isfol è andato anche ad indagare sul rapporto dei giovani con le tecnologie. Ebbene, a differenza dei docenti, in questo ambito esistono ancora forti correlazioni tra lo status socio-culturale e il divario digitale: più è basso è il livello culturale del padre e dello stesso giovane più è bassa l'utilizzazione delle nuove tecnologie. Esiste ancora una significativa percentuale di ragazzi (47%) che usa il computer e la rete in maniera sporadica, con percentuali più alte tra le femmine e tra chi vive nel Mezzogiorno. C’è poi un ultimo dato su cui il mondo dell’istruzione dovrebbe riflettere: il 70% dei giovani, infatti, è ancora 'autodidatta digitale'."Si profila quindi un nuovo impegno da parte della scuola - osserva l'Isfol - nel migliorare le modalità d'uso delle Ict, favorendo l'integrazione tra intrattenimento, socializzazione, comunicazione e apprendimento".
Lo studio dell’Isfol ha anche scandagliato altri ambienti, non necessariamente legati alla formazione: in generale, è emerso che circa il 60% degli occupati italiani utilizza le tecnologie dell'informazione. Le percentuali più elevate di diffusione e competenze ad alto livello si registrano tra i professionisti specializzati ed i tecnici; mentre per gli impiegati l'uso delle tecnologie rimane a livello ancora troppo elementare. Lo stesso vale per dirigenti e imprenditori: secondo l’Isfol la scarsa dimestichezza che la classe dirigente sembra avere con le tecnologie dell'informazione "evidenzia i limiti nell'adattarsi alle logiche di analisi e di comunicazione della realtà moderna". Insomma, alla luce di questo quadro sembrerebbe proprio che i tanto criticati docenti, spesso accusati di svolgere il loro lavoro senza il dovuto impegno e professionalità, siano invece molto più propensi ai cambiamenti dei quadri dirigenziali e direttivi. Vogliamo scommettere che l’avanzare del digitale, oltre che ad agevolarci la vita, farà emergere anche verità sinora nascoste dietro facili luoghi comuni?

 

Internet cambia il lavoro

SEMINARIO ISFOL-ASSTEL

www.isfol.it

Si è tenuto a Roma, giovedì 19 dalle ore 9.30 alle13.00, nella Sala della Regina, Camera dei Deputati, piazza Montecitorio 1, il seminario ‘Internet cambia il lavoro’.

Promosso da Isfol e Asstel, l’incontro ha stimolato il dibattito fra manager, esperti e decisori politici sui mutamenti che la diffusione dell’Ict determina nell’evoluzione del settore produttivo e delle professioni.

L’apertura dei lavori è stata affidata a Stefano Parisi, presidente Asstel e Sergio Trevisanato, presidente Isfol. Gli interventi dei ministri Renato Brunetta, Maria Stella Gelmini e Maurizio Sacconi hanno chiuso l’incontro. Nel corso del seminario Aviana Bulgarelli, Direttore Generale Isfol e Domenico Sugamiele, Direttore Dipartimento Sistemi formativi Isfol, hanno approfondito l’analisi sulle trasformazioni nei processi di apprendimento e nelle professioni. Se da un lato infatti l’affermazione delle nuove tecnologie incide su importanti aspetti dell’economia dall’altro la portata innovativa passa attraverso gli individui e le loro competenze.

I cambiamenti nei vari settori, dai servizi alla sanità, dalla conservazione dei beni culturali al lavoro sul web, all’Expo 2015 sono testimoniati da Alfonso Fuggetta, Pietro Guindani, Riccardo Donadon, Claudio Falcucci, Francesco Montorsi, Umberto Rapetto, Lino Del Favero, Giovannimaria Soro. L’intervento dell’ambasciatore David Thorne ha consentito il confronto con la situazione in Usa.



 

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