Noventa di Piave, studente di 18 anni muore schiacciato durante uno stage in azienda


Noventa di Piave, studente di 18 anni muore schiacciato durante uno stage in azienda

 

Fonte: Il Mattino di Padova Articolo di Fabrizio Brancoli del 16 - 17 Settembre 2022. Tragedia alla Bc Service, azienda specializzata nella lavorazione dei metalli. Il ragazzo abitava a Ceggia e studiava all’ITIS di Portogruaro

 

 

Tragico incidente mortale sul lavoro a Noventa, in un'azienda di via Volta. E’ morto Giuliano De Seta, un ragazzo18enne di Ceggia che studiava all’itis Da Vinci di Portogruaro indirizzo elettronica e che stava facendo uno stage con un istituto tecnico.

Il ragazzo è rimasto schiacciato da un blocco di metallo caduto da dei cavalletti. Stava lavorando da solo in quel momento. Mortali le lesioni riportate, non solo agli arti inferiori.

Il giovane si trovava nell’azienda da dieci giorni e avrebbe dovuto rimanere per tre settimane complessive.

Il fatto è avvenuto intorno alle 17 di venerdì alla Bc Service, azienda specializzata nella lavorazione dei metalli. Sul posto i carabinieri e i vigili del fuoco di San Donà, quindi i sanitari del 118 che sono accorsi per intervenire al più presto con l'autoambulanza.

Sul posto è intervenuto lo Spisal, servizio dell'Usl 4 specializzato e competente negli incidenti sul lavoro

Sul posto si sono recati anche i genitori del ragazzo, Enzo, il papà di origini calabresi e Antonella Biasi, la mamma

Loris Gaiotto della Fiom Cgil è corso in azienda: «Inammissibile morire a 18 anni, non si può morire così tentando di lavorare e imparare, per arrivare a fine giornata». 

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Erano le 9,57 quando l’Ansa aveva dato notizia dell’ennesima croce nel cimitero del lavoro italiano: ad Arcore un manovale di 57 anni era morto folgorato sul ponteggio di un cantiere, mentre lavorava al rifacimento della facciata di un palazzo. Poteva bastare? No, non poteva bastare. In questa strage devastante e disperata un lutto del genere era troppo mattiniero per restare da solo. C’era tempo per altro dolore.

È toccato a questo ragazzo, diciotto anni, gli anni dei sogni. Non era neppure un lavoratore: era un aspirante lavoratore, uno che sperava di spaccarsi la schiena per un compenso, addirittura uno stipendio e un giorno magari una pensione da miseria. Neppure ha fatto in tempo a sentirsi ricompensato della fatica e dell’impegno. Portava avanti un progetto di alternanza scuola-lavoro. Cercava crediti scolastici. A dieci minuti da casa. E noi, capiamolo una volta per tutte, non abbiamo saputo preservarlo, difenderlo, proteggerlo. Eccolo, dal Veneto, il nuovo boccone con il quale si nutre il Mostro mai sazio: il primo semestre del 2022 si è chiuso con 569 morti in Italia, ora siamo certamente a quote più alte, il contatore non si ferma mai. Ed è sconvolgente la nostra capacità di dimenticare, di non intervenire, di non risolvere.

Mentre tentiamo di accostare un pensiero a Giuliano, ai suoi progetti per il futuro, ai suoi genitori e a tutti quelli come lui, una domanda si deposita, amara, nell’anima. È questa domanda. Qualcuno, in campagna elettorale, ha ascoltato proposte forti in tema di sicurezza su lavoro?

 

 
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