Reclutamento Docenti: dare ai Dirigenti la possibilità di assunzioni


Docenti scelti dai presidi, Giannelli (ANP) insiste, “potere di assumere”. Di Meglio (Gilda), “Pretesa incostituzionale”

da OrizzonteScuola – 21/9/2021 - Fabrizio De Angelis

 

Con l’avvento delle immissioni in ruolo, ogni anno di questo periodo, si apre il solito dibattito fondato sui posti ancora vuoti ancora a lezioni già avviate. E il 2021 non ha fatto eccezione, con il solito scontro fra due soluzioni diverse al problema.

Chiamata diretta e concorsi su scuola: la proposta di Giannelli

A riaprire la questione c’ha pensato Antonello Giannelli, presidente dell’ANP. Non ha mai fatto mistero che a suo modo di vedere bisognerebbe dare ai dirigenti lo strumento della chiamata diretta. Pensiero ripetuto anche quest’anno, nel corso di un’intervista a a InBlu2000: “nessun concorso in Italia è mai riuscito a garantire l’assunzione di 30mila persone all’anno quante ne servirebbero nel sistema scuola. Ecco perché sostengo che debbano essere le scuole ad essere dotate di poteri assunzionale“, dice Giannelli.

Soltanto così – ha proseguito il numero uno dell’associazione nazionale presidi – si riuscirebbe a garantire quel numero di assunzioni all’anno necessarie. Cambiare le regole. Effettuare una sorta di concorsi a livelli di scuola, non come diceva la Legge 107”.

Giannelli ammette che “la difficoltà nel reperire supplenti  quest’anno è anche migliorata rispetto al passato su una parte delle nomine”, ma il problema resta il “sistema italiano basato su concorsi centralizzati”.

Ecco perché secondo Giannelli, la soluzione è quella di fare scegliere alle scuole chi assumere, “cosa che si fa pacificamente nella maggior parte delle nazioni straniere”.

“Tra l’altro abbiamo un organo collegiale, il Comitato valutazione a livello di ogni singola scuola, che potrebbe occuparsi di questa questione”, ha concluso Giannelli.

 

Di Meglio contrario: Pretesa incostituzionale

Parole che non sono andate giù a Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli insegnanti: “La pretesa dell’Associazione Nazionale Presidi di consentire l’assunzione diretta dei docenti da parte dei dirigenti è incostituzionale. Nei Paesi stranieri dove questo accade non esiste un sistema di istruzione pubblico statale e le scuole sono enti gestiti dall’amministrazione locale”, spiega il sindacalista che indica il problema, dal suo punto di vista: “Il problema non è se il sistema dei concorsi basta o meno a coprire il fabbisogno di insegnanti – incalza Di Meglio – quanto l’incapacità dell’amministrazione centrale di gestire la complessa e farraginosa procedura concorsuale, che va assolutamente snellita, e la mancanza dei fondi necessari. Ricordiamo che per nove anni abbiamo subìto il blocco dei concorsi proprio perché mancavano le risorse economiche”.

Sui concorsi organizzati a livello di scuola, Di Meglio ha pronta la stroncatura: “è quanto mai inopportuna, considerato l’enorme carico di impegni che già grava sugli istituti”.

Assunzioni e supplenze: Gissi guarda il bicchiere mezzo pieno

Quest’anno in effetti il Ministro Bianchi ha vinto (quasi del tutto) la scommessa: avere tutti i docenti in cattedra per l’inizio delle lezioni. Risultato che ha visto la partenza delle operazioni di assunzioni in ruolo dalle vecchie graduatorie e dell’ultimo concorso straordinario, oltre che dalla fase straordinaria di assunzioni da Gps, in contemporanea a quella delle supplenze. Proprio su quest’ultima fase la macchina si è inceppata in alcuni casi.

A guardare il bicchiere mezzo pieno è Maddalena Gissi, segretaria Cisl Scuola: “La scuola ha riaperto i battenti e il ministro Bianchi ha aperto al dialogo. È stata una nostra battaglia. Ha garantito la copertura dal primo settembre. Ci aspettiamo che questa copertura continui nei prossimi anni”.

La sindacalista non nasconde però che il sistema anche quest’anno ha creato problemi, a  proposito delle supplenze: “La procedura informatizzata per la domanda hanno facilitato le candidature, oltre 450mila, ma poi molti si sono ritirati, soprattutto al nord, e questo sta mandando in crisi alcune scuoleforse la sede di destinazione per loro non è facilmente raggiungibile, o in generale l’insegnamento risulta di scarsa attrattività in certe aree. Dal centro in giù non succede“.

 

 

 
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