Anche in Emilia-Romagna il TAR apre le superiori


Scuola, il Tar annulla l'ordinanza dell'Emilia-Romagna di chiusura delle superiori

da Repubblica - 15 gennaio 2021 - di Ilaria Venturi


Come è già accaduto in Lombardia, anche il Tar dell'Emilia Romagna annulla l'ordinanza regionale che ha chiuso la scuola superiore in presenza sino a sabato 23 gennaio. Soddisfatta l'avvocata Milli Virgilio, una delle legali che ha seguito il ricorso presentato a Bologna da 21 genitori: "È stata accolta la nostra tesi, mi auguro che questo possa contribuire a rimettere la scuola al centro e sulla strada giusta".

I giudici amministrativi fanno riferimento a norme - decreti e ordinanza - del governo e del ministero alla Salute che indicavano l'apertura delle superiori "almeno al 50%" sino al 15 gennaio. La Regione, il ragionamento giuridico, interviene con propri provvedimenti che dispongono misure più restrittive - la Dad al 100% - di quelle "introdotte dalla normativa di rango primario a livello nazionale, senza che quest'ultima preveda espressamente deroghe".

"L'impugnata ordinanza - si legge - non si sottrae ai profili di illegittimità fondatamente dedotti sub specie della figura dell'eccesso di potere per insufficienza e ed illogicità di motivazione".

Sulle motivazioni i giudici concordano con quanto i ricorrenti avevano sollevato rispetto al difetto di istruttoria. L'ordinanza regionale infatti si appoggiava a una nota della direzione generale Salute e Welfare della Regione sull'andamento dell'epidemia tra 28 dicembre e 3 gennaio, dove si sollecita l'adozione di ogni ulteriore misura di mitigazione. Ma senza fare riferimento a scuole superiori, inoltre l'esame della situazione dei contagi è nell'arco temporale di una settimana in cui la scuola era chiusa.

"Non sono indicati - scrive il Tar - fatti, circostanze ed elementi di giudizio che indurrebbero ad un giudizio prognostico circa un più che probabile che non incremento del contagio riferibile all'attività scolastica in presenza nelle scuole secondarie di secondo grado". E che, "in ogni caso neppure è ventilata l'ipotesi secondo cui il virus si diffonderebbe nei siti scolastici distribuiti sul territorio regionale più che in altri contesti".



 
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