Riaperture scuole: documento Inail – Iss


Riapertura scuole: orari differenziati, più mezzi e controlli anti assembramento. Documento Inail-Iss

da OrizzonteScuola  9/12/2020 - redazione

 

In previsione della ripresa delle attività in presenza per tutte le scuole di ogni ordine e grado, l’Inail e l’Istituto superiore di sanità hanno elaborato un nuovo documento tecnico che fornisce dati ed elementi utili per la riflessione sulle misure di contrasto alla diffusione del nuovo Coronavirus nelle attività che avvengono al di fuori degli edifici scolastici, con particolare riferimento al trasporto pubblico locale, che può rappresentare una rilevante occasione di contagio per gli studenti e, più in generale, per tutta la popolazione.

Nel documento, condiviso con il Comitato tecnico scientifico istituito presso la Protezione civile nella seduta del 4 dicembre, si sottolinea la necessità di creare un sistema di collaborazione diretta tra il mondo della scuola e chi assicura i servizi di mobilità per identificare e attivare misure organizzative specifiche.

Si va quindi verso la differenziazione degli orari di accesso rispetto alle fasce orarie di punta, a rafforzare l’offerta di trasporto pubblico, anche mediante l’impiego di mezzi aggiuntivi di superficie resi disponibili dal privato in maniera mirata rispetto alla mappatura delle criticità emerse per linee, stazioni e orari, a potenziare il personale dedicato alle stazioni di scambio più critiche per afflusso, allo scopo di assicurare maggiore controllo per la prevenzione di assembramenti, e a incentivare la mobilità sostenibile, anche tramite accordi e/o sovvenzioni per l’utenza scolastica.

Altro aspetto analizzato nel documento riguarda le attività extra scolastiche. Le aggregazioni nei pressi della scuola, in entrata e uscita – si legge – rappresentano un punto di criticità e richiedono l’applicazione di misure di prevenzione. Viene quindi promossa la responsabilità individuale (sui comportamenti in particolare, per esempio l’uso costante e corretto della mascherina) e il ricorso a forme alternative di mobilità.

Il documento

 

Riapertura scuole, ecco perché i trasporti pubblici giocano un ruolo importante

Orizzontescuola – 09/12/2020 – Fabrizio De Angelis


La questione mezzi pubblici di trasporto hanno una certa rilevanza per la riapertura scuole: ecco i dati segnalati dal documento Inail-ISS

Il documento pubblicato dall’Inail-ISS pone l’accento anche sull’importanza dei trasporti pubblici nell’incidenza contagi covid e la gestione riapertura scuole. Lo studio spiega il perché analizzando alcuni dati che riguardano proprio l’utilizzo dei mezzi di trasporto pubblico da parte della popolazione scolastica.

Confronto con i dati del trasporto pubblico di gennaio 2020

Il documento dell’Inail- ISS tira in ballo il “Documento tecnico sull’ipotesi di rimodulazione delle misure contenitive di fase 2 in relazione al trasporto pubblico collettivo terrestre nel contesto dell’emergenza da SARS-CoV-2” pubblicato da INAIL e ISS nell’aprile 2020.

In tale studio di evidenziava come sulla base dell’elaborazione dei dati di telefonia mobile e riferiti al periodo precedente all’emergenza Covid-19, i picchi principali di mobilità durante le giornate lavorative si registrano tra le 07:20 e le 7:40 circa del mattino e tra le 18:00 e le 19:00 circa del pomeriggio.

Il nuovo documento mostra la variazione percentuale, rispetto al 13 gennaio 2020, della mobilità relativa agli spostamenti in auto (rosso), a piedi (giallo) e con mezzi pubblici (azzurro) su base nazionale nel periodo gennaio-novembre 2020.

 

A settembre stessi picchi di gennaio

Nella parte destra della figura è evidente il contributo della riapertura delle scuole sulla mobilità mediante mezzi di trasporto pubblici, che a partire dal 14 settembre ha riportato i valori a quelli di gennaio, seppur per un breve periodo, per poi decrescere nuovamente come le altre modalità di spostamento.

Quindi con la riapertura delle scuole la concentrazione di studenti che hanno utilizzato i mezzi pubblici è stata notevole, praticamente uguale a quella di gennaio 2020, quando ancora non eravamo in pandemia. La decrescita è senz’altro dovuta alla graduale riduzione delle lezioni in presenza alle scuole secondarie di secondo grado in favore della didattica digitale integrata.

Ne consegue, secondo l’analisi dei dati di utilizzo, che la scuola, nello specifico la scuola secondaria di secondo grado, pur nelle sue dimensioni e complessità – elementi di mappatura e comprensione del fenomeno utili ad una funzionale modulazione della domanda e dell’offerta di trasporto pubblico, che non può prescindere da una collaborazione fra le strutture di coordinamento scolastico territorialmente competenti e quelle che governano la mobilità locale.

Adesso la questione si ripresenterà il 7 gennaio, data prevista per il ritorno in presenza di tutti gli studenti di scuola secondaria di secondo grado. Cosa cambierà rispetto a settembre, dal punto di vista dei trasporti pubblici?

IL DOCUMENTO DELL’INAIL-ISS

 

 

Ritorno in classe, gli studenti come arrivano a scuola? Parte il monitoraggio per scoprire che servono più bus e metro

da La Tecnica della Scuola – 9/12/2020 – Alessandro Giuliani

 

A meno di un mese dal ritorno in classe degli studenti delle superiori, anche se a turno un quarto dovrà continuare a fare DaD, ci si è dunque affidati ai Prefetti per evitare che nei grandi centri si torni agli assembramenti su bus, pullman e metropolitane che abbiamo vissuto tra la fine di settembre e quella di ottobre (fino al ritorno comune alle lezioni in ‘remoto’): l’alta aspettativa è stata espressa anche da Agostino Miozzo, coordinatore del Cts, che tra i punti punti imprescindibili per tornare a fare lezione in presenza ha menzionato “trasporti, monitoraggio sanitario e possibilità di assistenza da parte delle Asl“. Nel frattempo, però, anche altre istituzioni interessate al problema si muovono: si tratta, scrive La Repubblica, di Inail e Istituto superiore di sanità che hanno redatto un nuovo documento tecnico “sulla gestione del rischio di contagio da Sars-Cov-2 nelle attività correlate all’ambito scolastico con particolare riferimento al trasporto pubblico locale”.

Cosa serve

Inail e Iss si accingono a chiedere alle scuole perché facciano pervenire informazioni su quali mezzi pubblici utilizzino i loro studenti per recarsi a scuola, così da fornire informazioni utili ai Comuni.

In questo modo si forniranno informazioni utili ai “tavoli di coordinamento presso le Prefetture in coerenza con la normativa vigente”, così da potenziare i mezzi di trasporto dove effettivamente servono: in modo mirato.

Sempre La Repubblica sottolinea che “la gestione di questi problemi dunque non è più in capo alle Regioni, con le quali l’estate scorsa il Cts ha a lungo dibattuto sul tema percentuale di occupazione dei mezzi pubblici, ma si lavora a livello provinciale”.

L’obiettivo ultimo è quello, quindi, si “sapere dai ragazzi, specialmente delle superiori, come si spostano”, così da “permetterebbe, ad esempio, di chiedere un autobus in più a una certa ora all’azienda di trasporto pubblico”.

Cosa si vuole capire

Il documento Inail-Iss, sulla falsa riga delle indicazioni del Comitato tecnico scientifico, punta a capire dove è necessario “differenziare gli orari di  accesso a scuola  rispetto  alle  fasce  orarie  di  punta, a potenziare l’offerta del trasporto pubblico, magari attraverso convenzioni con i privati, di aumentare “il personale dedicato alle stazioni di scambio (tra metropolitana, ferrovie e capolinea bus) più critiche per afflusso”, di incentivare la mobilità sostenibile “anche mediante accordi e/o sovvenzioni specifiche per l’utenza scolastica”.

Ad esempio si potrebbe usare il bike sharing. Andranno comunque responsabilizzati gli utenti, “per garantire il distanziamento sociale, le  misure igieniche,  nonché  per  prevenire  comportamenti che possano aumentare il rischio di contagio”.

Gli obiettivi

Inail e Istituto superiore di sanità puntano quindi ad affrontare il problema degli assembramenti fuori gli istituti, che si attuano “nei luoghi di ritrovo in entrata e in uscita dalla scuola”: per tali casi si punta al “potenziamento di personale dedicato al controllo dei punti di accesso alle scuole e dei luoghi limitrofi”. E anche a limitare che gli studenti si ritrovino nella stessa casa per svolgere computi o semplicemente per vedersi.

Gli obiettivi del piano sono condivisibili. Il problema è che la decisione di avviare il piano arriva quasi a metà anno scolastico, tra l’altro con le festività natalizie che incombono.

I dubbi

La domanda allora da porsi è: perché non si è provveduto a realizzare il monitoraggio durante l’estate, considerando che la seconda ondata di contagi era pressoché scontata e che sui mezzi pubblici delle città gli assembramenti si formavano anche prima del ritorno a scuola?

Ma, soprattutto, poiché si dà per scontato che vi sono mezzi di trasporto utilizzati certamente in massa dagli studenti (come le metropolitane o determinate linee di bus di Roma, Milano e Napoli), cosa si sta facendo per incrementarne le corse? Cosa accadrà quando a fine dicembre l’Istituto superiore di sanità e l’Inail diranno che indispensabile che passi una metropolitana ogni due minuti anziché ogni tre? I Comuni di Roma, Milano e Napoli hanno a disposizione mezzi aggiuntivi o bus sostituivi?

Perché ai monitoraggi devono fare seguito le azioni. E pure in tempi estremamente rapidi.




 
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