DaD a scuola: mette in crisi anche i Docenti


La Dad mette in crisi anche i prof, nelle scuole arrivano gli psicologi

da la Repubblica – 24/11/2020 - Ilaria Venturi

Si sentono isolati, quanto i loro studenti. Dietro a uno schermo. Magari derisi o presi in giro dai ragazzi nativi digitali, hanno difficoltà di rapporto coi colleghi, sono stanchi e provati dal periodo di lockdown già vissuto. Prof in crisi. Non tutti, ovvio. Ma il fenomeno preoccupa nella sua crescita. Così a Mestre è nato un gruppo di auto-aiuto per gli insegnanti in Dad e non solo. Mentre sono arrivati i fondi del ministero all’Istruzione per gli psicologi nelle scuole dedicati all’emergenza sanitaria dopo l’accordo siglato tra viale Trastevere e l’Ordine degli psicologi: 1600 euro a istituto per settembre-dicembre, altri 3.200 euro per coprire il periodo da gennaio a giugno 2021.
Non molto, ma abbastanza per attivare tramite bandi contratti coi professionisti. Ma pochi istituti sono già partiti, i progetti sono in ritardo, mentre si accumulano le fatiche degli studenti – i più grandi di nuovo a fare scuola a distanza – dei loro professori, e crescono ansie e paure delle famiglie rispetto alla pandemia.

E’ dell’altro giorno l’appello ai presidi degli istituti toscani dell’Ordine degli psicologi regionale. “Nella situazione di grande stravolgimento che tutti stiamo vivendo esortiamo i dirigenti ad attivare prima possibile gli sportelli psicologici – dichiara la presidente Maria Antonietta Gulino – bambini, ragazzi e famiglie hanno vissuto e continuano a vivere mesi di estrema fragilità e di instabilità, che ha ricadute di natura psicologica, sociale e relazionale”.

Lo racconta Alessandra Pellone, psicologa dell’età evolutiva che da anni lavora con le scuole in Veneto. Ha fatto partire in lockdown un gruppo “Docenti in ascolto” che ora continua, anche se su base volontaria. Ha cominciato a lavorare con l’istituto comprensivo Colombo di Chirignago, ora a distanza segue il gruppo di auto-aiuto a Mestre: “Se l’insegnante non si sente inserito in una équipe resta isolato – racconta – il gruppo di auto-aiuto serve per confrontarsi e trasformare l’ansia della scuola al tempo del Covid in mutuo sostegno e soluzioni creative”.

Lo scontro è anche tra colleghi sulla gestione del distanziamento: la maestra rimproverata dalla collega per far correre i bambini in cortile, quella attaccata perché ha dato libri “in quarantena” da portare a casa. Micro-conflitti. Ma anche genitori che ascoltano le lezioni da casa: non potrebbero entrare in aula a scuola, in Dad succede. “Ora c’è chi ha paura di una nuova chiusura delle scuole, mentre chi è tornato in didattica a distanza accumula stress perché ci è arrivato già stanco e provato e a volte ammette: non riesco a fare lezione così”, spiega Alessandra Pellone.

Per Arianna Marfisa Bellini, psicoterapeuta cresciuta alla scuola di Massimo Recalcati, “i professori si sono trovati a giocare su un terreno che non era il loro e nel web perdono comunque di autorevolezza perché la Rete è un luogo di pari grado, dove si perde la disimmetria tra adulti e ragazzi, non c’è più alterità”. Di qui le difficoltà di chi fa lezione a distanza. Oltre a quelle dei ragazzi, che però per la psicoterapeuta “non sono tanto sulla perdita di socialità, perché la dinamica di classe avviene nel virtuale e non li senti quasi mai dire che sono angosciati perché mancano loro i compagni. Il problema è che i ragazzi perdono l’avere a che fare con l’adulto, con un mondo che è altro. Rimane solo il genitore in casa che da solo deve dettare tutte le regole e non ha più la sponda della scuola”.
Consapevoli dell’emergenza, ci sono scuole che hanno già avviato percorsi di sostegno psicologico, anche senza attendere l’arrivo dei fondi. “Abbiamo sempre avuto uno sportello di aiuto psicologico a scuola per i ragazzi e i genitori, lo abbiamo confermato – spiega Lidia Cangemi, preside del liceo Kennedy di Roma – i ragazzi sono quelli che stanno soffrendo di più in questa situazione, è aumentato il loro livello di ansia e di stress”. La preside è anche counselor, “ci credo in questo tipo di sostegno, serve anche solo per aprirsi nei momenti di difficoltà con un professionista che è fuori dalla scuola”.

Gli sportelli di aiuto psicologico si aprono on line. Al Majorana di Moncalieri, in provincia di Torino, basta prenotarsi sulla piattaforma dedicata, ci sono due psicologhe che si alternano tra liceo e istituto tecnico. Un servizio che sta partendo in questi giorni. Due stanze virtuali dove gli studenti o i loro genitori possono prendere appuntamento. “La situazione dei ragazzi non è facile, le loro prerogative tipiche dell’età sono negate, qui siamo in zona rossa. E poi c’è chi a casa sta vivendo drammi per la perdita di familiari” ragiona la preside Rossella Landi. “L’aiuto serve anche per sostenere le famiglie, sono molto preoccupate”

 

 

 
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