DSA: più numerosi dei diversamente abili?


Alunni con DSA: nel 2018/19 sono stati oltre 298mila. Il focus del Ministero

Tuttoscuola - 12 novembre 2020

Leggi il focus del MI completo

Pubblicati i principali dati relativi agli alunni con DSA relativi all’anno scolastico 2018/2019. Proprio relativamente a quell’anno, gli alunni a cui è stato diagnosticato un disturbo specifico dell’apprendimento sono 298.114, pari al 4,9% del totale.

Per quanto riguarda le tipologie di disturbo diagnosticate, nell’A.S. 2018/2019, 187.693 alunni presentano dislessia, 87.859 disgrafia, 101.744 disortografia e 96.081 discalculia. In Liguria la più alta percentuale di alunni con DSA (7,7%), a seguire il Trentino Alto Adige e Valle d’Aosta con il 7,6% e il 7,5% di alunni con disturbi specifici di apprendimento sul totale dei frequentanti. Analogamente a quanto già registrato negli anni precedenti, le percentuali più contenute sono presenti in Calabria, Campania e Sicilia, rispettivamente con l’1,3%, l’1,5% e il 2%.

 

 

Gli alunni con DSA più numerosi di quelli con disabilità?

Tuttoscuola - 13 novembre 2020

La nuova pubblicazione a cura del servizio statistico del ministero dell’istruzione sui principali dati relativi agli alunni con DSA (Disturbi Specifici di Apprendimento) dell’anno scolastico 2018-19 presenta non solo una conoscenza aggiornata sulla distribuzione territoriale e di settore dei disturbi (dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia) che spesso condizionano i processi di apprendimento di migliaia di alunni, ma offre anche l’occasione per una valutazione complessiva delle diverse limitazioni fisiche, sensoriali o psicofisiche di cui sono affetti moltissimi ragazzi. A cominciare dalla incidenza quantitativa degli alunni con DSA e di quelli con disabilità sull’intera popolazione scolastica, e dagli interventi che il legislatore ha previsto a favore di queste due particolari categorie di alunni.

Per quest’ultima fattispecie (gli interventi) il legislatore, come è noto, ha previsto per gli alunni con disabilità docenti di sostegno e riduzione del numero di alunni per classe, mentre per gli alunni con DSA ha previsto strumenti compensativi e misure dispensative. Nel primo caso gli interventi previsti hanno anche una notevole incidenza finanziaria, mentre nel secondo caso gli interventi richiedono particolare organizzazione dell’attività didattica.

Relativamente all’incidenza quantitativa delle due tipologie, i dati pubblicati dal Servizio statistico del Ministero consentono una comparazione dagli esiti interessanti.

Tuttoscuola ha messo a confronto quei dati degli alunni con DSA di scuola statale (ultimo triennio della primaria, secondaria di I e di II grado) con quelli delle medesime classi con disabilità per lo stesso anno scolastico 2018-2019 di riferimento.

 

Questo l’esito del confronto:

Settore

Alunni con disabilità

Alunni con DSA

Differenza

Scuola primaria (3a, 4a e 5a cl)

61.337

46.337

– 15.000

-24,5%

Secondaria I grado

69.014

92.460

+ 23.446

34,0%

Secondaria II grado

71.061

131.083

+ 60.022

84,5%

Totale

201.412

269.880

68.468

34,0%

 

Elaborazione Tuttoscuola su dati Ministero dell’Istruzione

Il confronto si presta a diverse considerazioni.

A differenza della disabilità, dove sembra non esservi sostanziale incremento da un settore all’altro, per i DSA invece l’incidenza è progressivamente notevole.

Si possono ipotizzare in merito varie cause. Innanzitutto si può ritenere che il procedere della scolarità con crescenti difficoltà di apprendimento faccia emergere disturbi latenti.

Anche per questa ragione (disturbi latenti) è plausibile ritenere che una diagnosi precoce possa farli emergere per tempo, consentendo una cura e un intervento tempestivi che possano ridurne gli effetti negativi.

Nel 2010, quando venne approvata la legge 170/2010, gli alunni con DSA certificati sfioravano l’1% di tutta la popolazione scolastica presente in scuole statali e paritarie; nel 2018-19 i quasi 300 mila alunni certificati con DSA sfiorano il 5%.

Il numero crescente di alunni con DSA richiede una struttura organica di gestione a livello centrale, a cominciare dalla natura e dal controllo delle certificazioni per assicurare a tutti gli alunni che ne hanno legittimamente diritto le misure dispensative previste dalla legge.   

 

 

Alunni con disabilità, diritto ad usufruire delle terapie ABA durante la permanenza a scuola. Ordinanza

Orizzontescuola – 13/11/2020 -  Linda Tramontano

La tutela dei diritti degli alunni disabili e in particolare di quelli con disturbi dello spettro autistico nonostante tutti gli sforzi del Ministero, è oramai affidata anche alla giurisprudenza amministrativa e costituzionale.

Ricordiamo la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, del 13 dicembre 2006 ratificata poi con la legge 3 marzo 2009, n. 18, in particolare gli articoli 7 e 24 nei quali si esplica quanto segue:

Articolo 7
1. Gli Stati Parti prenderanno ogni misura necessaria ad assicurare il pieno godimento di tutti i diritti umani e delle libertà fondamentali da parte dei bambini con disabilità su base di eguaglianza con gli altri bambini.
2. In tutte le azioni concernenti i bambini con disabilità, il superiore interesse del bambino sarà tenuto prioritariamente in considerazione.
3. Gli Stati Parti garantiranno che i bambini con disabilità abbiano il diritto di esprimere le proprie opinioni liberamente in tutte le questioni che li riguardano, le loro opinioni essendo prese nella dovuta considerazione in rapporto alla loro età e maturità, su base di eguaglianza con gli altri bambini, e che sia fornita adeguata assistenza in relazione alla disabilità e all’età allo scopo di realizzare tale diritto.

Articolo 24
1. Gli Stati Parti riconoscono il diritto delle persone con disabilità all’istruzione. Allo scopo di realizzare questo diritto senza discriminazioni e su una base di eguaglianza di opportunità, gli Stati Parti faranno in modo che il sistema educativo preveda la loro integrazione scolastica a tutti i livelli e offra, nel corso dell’intera vita, possibilità di istruzione finalizzate: a) al pieno sviluppo del potenziale umano, del senso di dignità e dell’autostima ed al rafforzamento del rispetto dei diritti umani, delle libertà fondamentali e della diversità umana.

2. Nel realizzare tale diritto, gli Stati Parti dovranno assicurare che:
a) le persone con disabilità non siano escluse dal sistema di istruzione generale sulla base della disabilità e che i bambini con disabilità non siano esclusi da dall’istruzione primaria obbligatoria gratuita o dall’istruzione secondaria in base alla disabilità;
b) le persone con disabilità possano accedere ad un’istruzione primaria inclusiva, di qualità e gratuita e ad un’istruzione secondaria su base di eguaglianza con gli altri e all’interno delle comunità in cui esse vivono.

Il riconoscimento dei diritti dei disabili avviene anche in Tribunale

Sono Associazioni come l’ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici) e quella della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) che da tempo assistono i genitori di alunni con handicap, a raggiungere importanti traguardi.

Lo scorso ottobre il Tar Campania ha accolto due ricorsi importanti in merito agli alunni autistici, il primo inerente al loro diritto ad avere l’insegnante di sostegno durante tutte le ore in cui sono presenti a scuola e l’altro che ha riconosciuto il diritto dei minori con autismo a fruire delle “terapie ABA” (analisi applicata del comportamento) anche durante l’orario scolastico.

Che cosa è il metodo ABA

Il metodo ABA cominciò ad essere riconosciuto a partire dalla fine degli anni ’60 quando lo psicologo e professore presso l’Università di Los Angeles (UCLA) Ivar Lovaas, ricorse a delle strategie comportamentali nei confronti di bambini affetti da autismo ma fu soltanto nel 1980 quando cioè si constatò che l’autismo era incurabile, Lovaas dimostrò l’efficacia dei suoi interventi comportamentali intensivi in oltre il 47% dei 19 pazienti che seguiva.

L’utilizzo del metodo ABA è riconosciuto anche dall’Istituto Superiore della Sanità, nella Linea Guida n. 21 “Il trattamento dei disturbi dello spettro autistico nei bambini e negli adolescenti” e ci si avvale dell’intervento di figure professionali specializzate, quali il logopedista, lo psicologo, gli insegnanti ma anche la famiglia, i genitori e gli amici vengono chiamati in causa.
Attraverso l’osservazione del comportamento del bambino autistico e della sua reazione agli stimoli che gli provengono dall’esterno, lo specialista inizierà ad attuare degli esercizi specifici per modificare il comportamento.

Nel contesto scolastico l’insegnante di sostegno e l’insegnante delle materie disciplinari, sono affiancati da un professionista ABA. Al di fuori della scuola è lo psicologo ABA a collaborare con i genitori e i familiari del bambino autistico.

L’Ordinanza che riconosce il diritto ad usufruire delle terapie ABA durante la permanenza a scuola

L’Ordinanza del Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) della Campania, del 22 ottobre scorso N. 01966/2020, ha accolto il ricorso della ANGSA Campania, riconoscendo il diritto dei minori con autismo a fruire delle “terapie ABA” e quindi dei terapisti anche durante l’orario scolastico.

Il motivo del ricorso dei genitori degli alunni dei minori con autismo, è legato al fatto che dato lo stato di emergenza epidemiologica, era stato impedito ai terapisti l’ingresso a scuola “per ragioni di spazio” e in quanto “estranei alla scuola “ma l’ordinanza su citata ha stabilito quanto segue:

– dalle risultanze documentali emerge il diritto dei minori a fruire del trattamento terapeutico, contraddistinto dal cd. “metodo ABA” e che, durante il periodo scolastico, è destinato ad essere espletato durante l’orario scolastico e, quindi, con la presenza dei terapisti all’interno del plesso educativo;
– … tenuto altresì conto che – pur nella consapevolezza del difficile momento che la istituzione scolastica sta vivendo a cagione della emergenza epidemiologica – i bisogni assistenziali dei minori -, e lo svolgimento della terapia “in presenza” e all’interno dei plessi scolatici, assumono in ogni caso carattere di peculiare pregnanza e preminenza… .
Tutto ciò sta a dimostrare che purtroppo nella maggior parte dei casi, la tutela dei diritti degli alunni con handicap, avvenga nelle aule dei Tribunali, in quanto sovente i genitori ricorrono alla magistratura per far sì che non vengano lesi i diritti dei loro figli, basti pensare ai continui ricorsi fatti per ottenere il riconoscimento delle ore di sostegno così come stabilito dal PEI.

 

 

 

 
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