A proposito del nuovo modello di PEI


Il nuovo PEI: opportunità e criticità

20/09/2020 - Franco Lorusso, Referente Scuola Confad (Coordinamento Nazionale Famiglie con Disabilità)


L’avvio di questo anno scolastico, che vede l’introduzione innovativa del Piano Educativo Individualizzato (PEI), appare particolarmente critico a causa delle procedure di prevenzione della diffusione della pandemia da SARS CoV 2, che si accompagna ai tradizionali e gravi ritardi nell’attribuzione degli incarichi ai docenti e, in particolare, ai docenti di sostegno per ciascun istituto. In questo contesto, già di per sé particolarmente difficile, si introduce nella scuola e nei servizi sanitari e sociali territoriali il nuovo PEI, accompagnato da procedure ispirate a una visione scientifica, molto più ampia ed evoluta rispetto al passato.

In una logica interistituzionale di rapporti tra enti diversi, l’elaborazione del PEI si inserisce nelle seguenti fasi:

1. l’accertamento e la certificazione della disabilità da parte dell’INPS, 

2. l’elaborazione del “Profilo di Funzionamento”, secondo una logica ICF bio-psico-sociale (Certificazione Internazionale del Funzionamento della disabilità e della salute). Tale elaborazione è realizzata, in collaborazione con la famiglia e con un rappresentante della scuola, dall’UVM: struttura dell’organizzazione sanitaria territoriale composta da un medico specialista o un esperto della condizione di salute della persona, uno specialista in neuropsichiatria infantile, un terapista della riabilitazione, un assistente sociale o un rappresentante dell'ente locale di competenza che ha in carico il soggetto 

3. l’elaborazione successiva del PEI da parte dell’istituzione scolastica, sulla base delle indicazioni emerse dal Profilo di Funzionamento; essa è affidata al GLO (Gruppo di Lavoro Operativo) composto dal team dei docenti contitolari o dal consiglio di classe e dall’UVM, presieduto dal dirigente scolastico.

4. intervento dell’Ente Locale, per l’attivazione del Progetto Individuale, nella dimensione legata ai servizi territoriali quali centri diurni, progetti di inclusione socio-culturale e territoriale. 

Appare senza dubbio corretta la logica interistituzionale, che attraverso il “Profilo di Funzionamento” struttura l’offerta formativa della scuola, integrandola con le procedure e i servizi sanitari e territoriali.

Nondimeno, sorge qualche perplessità sia in merito al rischio di farraginosità burocratica e di tempistiche che non sono sempre fluide e sincronizzate, sia in relazione alla necessità che tra tutti i soggetti coinvolti nel processo sopra descritto, provenienti da settori diversi (scuola, servizi sociosanitari e enti locali) si sviluppi e consolidi un linguaggio comune e che essi maturino una visione a 360 gradi sul progetto di vita del persona con disabilità, superando visioni parziali e di comparto. 

Tutto ciò rende necessaria l’attivazione di processi efficaci di formazione di alta qualità e di adeguati investimenti.

Assume, infatti, particolare importanza e centralità il Profilo di Funzionamento, quale documento propedeutico e necessario alla predisposizione del Piano Educativo Individualizzato (PEI), che non guarda più alla disabilità come “menomazione” ma all’intera persona e al suo “funzionamento” in termini positivi nel contesto di vita, definendo le competenze sociali e la tipologia delle misure di sostegno e delle risorse strutturali necessarie per l'inclusione scolastica e sociale.

Nell’elaborazione del PEI, valorizzando l’approccio bio-psico-sociale del “Profilo di funzionamento”, si favorisce che le metodologie di studio e i programmi per gli alunni con disabilità non siano più definiti in modo “standard”, cioè in modo astratto in relazione diretta alla tipologia di disabilità, ma che scaturiscano da un Piano didattico ad hoc, costruito realmente su misura dell’alunno. 

Oltre alla mancata emanazione ad oggi di Linee Guida ministeriali di orientamento operativo per le scuole, alcuni elementi di perplessità emergono ad una lettura attenta dei documenti e delle procedure descritte. 

In particolare a verifica PEI a fine anno scolastico, nella definizione per l’anno successivo delle ore sia del sostegno didattico, sia dell’assistenza di base e di quella per l’autonomia e la comunicazione, sarebbe opportuno uscire da una logica ristretta di “debito di funzionamento”, per una visione aperta al progetto di vita, destinando a questo maggiori risorse. 

Occorre cioè invertire la storica tendenza delle istituzioni a ridurre le ore del sostegno per ciascun alunno, funzionalmente alla logica esclusiva del risparmio finanziario.

Appare inoltre penalizzato il ruolo dei genitori che, pur essendo i principali protagonisti della vita dell’alunno con disabilità, partecipano, insieme a specialisti da loro designati, al GLO solo a livello consultivo, come se fossero portatori di interesse parziali e privati: in tal senso andrebbero superate barriere culturali e visioni parziali di comparto che continuano a riemergere anche in atti legislativi e nelle relazioni personali e interistituzionali. 

Infine, è fortemente discutibile e andrebbe superato il concetto di “esonero” dall’apprendimento di una o più materie degli alunni e alunne con disabilità, essendo responsabilità di tutti i docenti attivare declinazioni dei contenuti delle proprie discipline con la professionalità e la creatività necessarie a renderli fruibili e corrispondenti ai livelli prossimali di competenza degli alunni con disabilità.

In estrema sintesi il nuovo PEI propone una visione e un orizzonte interessante, mettendo al centro la persona con disabilità per un suo progetto di vita attraverso il “Profilo di Funzionamento” secondo il modello ICF, che come modello concettuale di approccio globale al funzionamento della persona, si definisce solo nell’interazione e nella reciprocità tra persona e contesto ambientale, offrendo un linguaggio comune finalizzato a migliorare la comunicazione fra i diversi soggetti coinvolti: gli operatori socio-sanitari, gli specialisti, i docenti, gli educatori, i ricercatori.

C’è ora da augurarsi che “fatta la legge - che pur andrebbe perfezionata da correttivi descritti, da linee guida e snelle procedure operative - non si trovino gli inganni” dei particolarismi, delle visioni parziali di comparto, dell’ignavia e pigrizia istituzionale, che talvolta disonorano le pregevoli e diffuse alte professionalità della scuola e dei servizi socio sanitari. C’è da sperare, inoltre, che dirigenti scolastici e personale tutto della scuola sappiano interpretare al meglio le novità proposte dal ministero e che possano renderle vitali restituendo loro l’autentico e primigenio significato che non è procedurale e burocratico ma pratico e funzionale.

Per approfondire:

1. Testo del decreto PEI e parere del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione: http://www.cislscuola.it/.../CSPI_Parere_suAdozModPEI...

2. Dal modello ICF al PEI di Assunta Maiorino e Stefania Martinelli : https://www.liceosensale.edu.it/.../1538/slide%20ICF.pdf

3. Il nuovo modello PEI e allegati per ordini di scuola: https://www.google.it/.../il-nuovo-modello-pei.../%3famp


 
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