Torniamo a parlare di educazione e didattica


«È ora di parlare della parte educativa della scuola»

da Il Sole 24 Ore - 17/9/2020 - di Mari Piera Ceci


Fra le prime a chiudere per l’emergenza Covid-19, la scuola di Vò, nel padovano, accoglie dopo sette mesi i suoi studenti ed è pronta ad accogliere il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, che qui hanno scelto di inaugurare ’’anno scolastico il 14 settembre.

Scuole d’eccellenza quelle dell’Istituto comprensivo di Lozzo Atesino, Cinto Euganeo, Vò, dove in questi giorni stanno arrivando i nuovi arredi: 120 banchi e altrettante sedie di tipo tradizionale, più 40 degli ormai famosi banchi con le rotelle, che nelle aule più piccole garantiscono meglio il distanziamento.

«Gli arredi sono importanti, non solo in tempi di Covid. Abbiamo notato una correlazione fra ambienti gradevoli e dispersione scolastica. Con arredi belli, i ragazzi sono più motivati allo studio e fanno meno assenze» spiega il dirigente scolastico, Alfonso D’Ambrosio.

Quali altri accorgimenti sono stati necessari per rispettare le regole sanitarie antiCovid?

Nella scuola dell’infanzia abbiamo acquistato ambienti montessoriani per rendere gli ambienti a misura di bambino: materiali in legno, sedute morbide, ma anche Lego e robottini. Non possiamo pretendere di far tornare i bambini a scuola chiedendo loro di stare seduti al banco senza muoversi. Tutto questo si può fare e in sicurezza. Abbiamo nebulizzatori e spray che una sanificazione veloce dei materiali. Le linee guida dicono che le attività di laboratorio si possono fare, purché si mantenga sempre lo stesso gruppo classe.

Cosa mostrerete a Mattarella della vostra scuola con maggiore orgoglio?

Alla scuola dell’infanzia mostreremo la robotica educativa. Alla primaria le attività di scuola a cielo aperto: abbiamo un orto in ogni plesso e anche un’incubatrice dove facciamo nascere i pulcini. Mostreremo anche un’attività di matematica con gli origami e una splendida agorà, cioè una discussione sull’evoluzione darwiniana che faremo insieme a un robot umanoide. Alle medie Mattarella vedrà un nostro braccio meccanico che avverte con un suono se non viene rispettato il stanziamento di un metro.

Cosa chiederete al Capo dello Stato?

Il quattordici settembre non è la festa della scuola di Vo, ma di tutte le scuole d’Italia. E’ giusto che si parli di arredi, ma il dibattito deve concentrarsi sulla parte educativa. La scuola ha bisogno, ora come mai prima, di insegnanti che arrivino in classe con una preparazione adeguata, abbiamo bisogno di disegnare un percorso universitario e postuniversitario adatto. Poi daremo voce ad una scuola che ha bisogno di laboratori scientifici e di informatica.



 
Salva Segnala Stampa Esci Home