Ezio Delfino (presidente Disal) sul nuovo anno scolastico


Delfino - intervista TUTTOSCUOLA

Tuttoscuola - settembre 2020 - redazione


  • La scuola prima e durante la pandemia. È possibile trarre primi bilanci e indicazioni per il futuro?

Il periodo di sospensione delle lezioni ha visto un risveglio della consapevolezza e dell’iniziativa delle persone, che hanno riscoperto e reinterpretato le relazioni, e, in particolare, la relazione educativa, come risorse per le azioni didattiche. E’ bastato lasciare più libere le istituzioni scolastiche ed esse hanno dimostrato la capacità di esercitare l’autonomia semplicemente perché è iscritta nel loro codice genetico: essa, infatti, non nasce da leggi (che pure la riconoscono), ma si fonda su una comunità sociale che preesiste alle leggi stesse.  

La ripresa del nuovo anno scolastico non può non vedere come protagonisti gli stessi soggetti che si sono già posti in modo dinamico, nonostante l’inevitabile fatica e stanchezza, e che hanno provato a costruire generando esperienze di comunità, percorsi di ricerca didattica, collaborazioni e un diverso coinvolgimento delle famiglie. Il prossimo futuro delle scuole potrebbe rappresentare un momento generativo, un significativo nuovo inizio che merita di essere oggetto di attenzione e di interlocuzione costruttive da parte delle istituzioni.


  • E ora alla prova della ripartenza…

Non possiamo ritenere scontato che l’impegno dei mesi scorsi da parte dei soggetti della scuola sia automaticamente replicabile. Si tratta di individuare oggi, guardando a quello che è accaduto,  i fondamentali, gli essenziali (anche disciplinari), l’esperienza e le esperienze, i materiali realizzati e  l’innovazione che ogni scuola ha realizzato.

La cifra dell’oggi delle scuole è veramente un risveglio della relazione tra adulti e giovani, dell’iniziativa degli studenti, di un nuovo dialogo tra docenti e famiglie, di nuovi modelli didattici e valutativi. Tenendo conto certamente anche delle criticità rilevate, ma senza la pretesa che un intervento dall’alto le risolva automaticamente e lasciandosi interrogare anche dalle difficoltà. Occorre esigere che vengano riconosciute e sostenute esperienze e modelli che indicano una corresponsabilità di realizzazione, che consentono di incontrare mondi/esperienze/protagonismi nuovi, e quelle nuove modalità metodologico-didattiche che si sono rilevate più efficaci ed innovative. 


  • Le misure sanitarie assunte sono sufficienti per prevenire possibili nuovi focolai?

Le autorità di governo devono stabilire un quadro di riferimento ben definito non solo per quanto riguarda i protocolli sanitari per le scuole, ma anche per quanto attiene alla disponibilità di risorse finanziarie e di personale per far fronte efficacemente alla ripresa in sicurezza delle attività scolastiche in presenza. L’O.M. con le misure per la ripresa dell’attività didattica in presenza, in particolare, e l’annunciato Decreto Interministeriale del Ministro dell’Istruzione e del Ministro dell’Economia e delle Finanze riferito alla distribuzione delle risorse finanziarie di cui al D.L.34/2020, dovranno essere articolati in modo chiaro e adeguato a garantire ai responsabili della direzione delle scuole un avvio dell’a.s. in condizioni di sicurezza.


  • Da Presidente dell’associazione DISAL come ha vissuto l’emergenza sanitaria da Covid-19? 

La distanza imposta dall’emergenza ha fatto emergere in modo energico il bisogno di rete tra le persone, di riscoperta – in un momento in cui le circostanze sembravano sottolineare la solitudine – anche tra dirigenti scolastici di affinità e legami e quanto siano indispensabili il confronto professionale e la solidarietà nel lavoro attraverso scambio di informazioni, di modelli, di materiali. E di amicizia.

In questa prospettiva DiSAL è stata impegnata nel supportare i presidi fornendo risorse online tra cui una speciale pagina ‘#condividereladirezione’ sul sito www.disal.it dove sono stati continuamente aggiornati documenti governativi, comunicazioni e direttive emanate dagli Uffici centrali e periferici e dalle regioni. L’azione di accompagnamento si è poi tradotta in molti webinar gratuiti di affronto delle diverse tematiche professionali riferite ai temi della valutazione formativa, dell’organizzazione del lavoro agile, del recupero e dei piani di apprendimento, delle architetture per ri-modellare la progettazione formativa, della salute e della sicurezza. Periodiche comunicazioni ai dirigenti ed alle scuole hanno consentito, inoltre, di condividere indicazioni, riflessioni ed iniziative in rete.


  • Quali sono state le azioni in cui è stato impegnato come presidente di un’associazione professionale? 

Il tempo di questi mesi di didattica a distanza non è stato certo un ‘tempo sospeso’, ma un periodo di riflessione, di verifica, di decisioni, di azioni e di avvio di nuovi rapporti  sociali, associativi  e internazionali. L’emergenza ha impegnato tutta la Direzione nazionale dell’Associazione in incontri quindicinali online per condividere le difficoltà, imparare a giudicarle e individuare azioni di accompagnamento. Abbiamo verificato che il primo modo per giudicare le circostanze è lasciare che esse ci pongano domande e porre ad esse domande giuste. E’ il metodo generativo: passare dal know-how al know-why, dal “sapere come” al “sapere perché”. E dalle risposte trarre indicazioni per agire.

E’ stata l’esperienza, nuova e feconda, di un apprendimento continuo tra colleghi: tutti abbiamo dovuto cambiare il modo di concepire ed interpretare la personale responsabilità professionale a servizio delle comunità scolastiche. Si è sviluppato un forte senso di condivisione e di appartenenza proprio perché stavamo tutti imparando a sperimentare nuovi percorsi.

Intenso è stato anche il lavoro di dialogo con gli interlocutori ministeriali e parlamentari, ai quali sono stati inviati pareri e contributi di competenza. La necessità di aiutarsi, di scambiare esperienze e condividere proposte ha fatto crescere, inoltre, la collaborazione con altre associazioni scolastiche.

 

  • Insufficienza di spazi adeguati, eccessiva burocratizzazione, mancata valorizzazione del ruolo del dirigente scolastico e del docente. Sono queste le debolezze del sistema? Perché? Come affrontarle?

I territori sono stati urbanizzati senza adeguare di pari passo gli edifici scolastici che, costruiti 50 anni fa, ora ospitano almeno il doppio della popolazione scolastica per cui erano stati progettati. La scuola italiana, inoltre, appare fortemente ispirata ad una cultura amministrativa che si rifà al modello legalistico della tradizione napoleonica e il tentativo di introdurre modelli più dinamici ed autonomi è oscillato tra logiche burocratiche fondate su una cultura di tipo giuridico e matrici funzionalistiche. L’esito è una non chiarezza nei ruoli, che spesso ingessa il sistema delle relazioni e delle decisioni. Il dirigente scolastico dovrà avere quindi, sempre di più, un ruolo di valorizzazione e supporto dei soggetti impegnati nella scuola, cercando di assicurare una maggiore efficacia ai programmi e agli interventi di carattere pubblico, sostenendo e catalizzando aggregazioni o integrazioni fra gli attori interessati e divenendo, soprattutto a livello locale, promotore di nuove forme di cittadinanza: un processo di rinnovamento che parte da un'attenta analisi dei bisogni formativi e da un accordo sui punti qualificanti e si sviluppi, poi, in modo proattivo.  


  • Quale il contributo di DISAL per poter sostenere una prospettiva di innovazione della scuola?

Oggi negli ambienti di scuola è necessario contribuire a creare relazioni significative, affinché ognuno viva meglio dove lavora ed inventi strumenti che sostengano una presenza professionalmente originale. E’ quello che realizzano le tantissime associazioni di varia natura in Italia con molteplici iniziative che nessun Governo neppure riuscirebbe a programmare né a realizzare. Esse costruiscono luoghi di relazionalità prossima e nuova: tra le persone, negli ambienti, tra le scuole, tra le diverse associazioni, fondazioni, università, centri culturali e di ricerca innovativa. 


  • Quali sono le caratteristiche del management scolastico che occorre sostenere e in che modo?

Questi mesi di sospensione delle attività didattiche hanno fatto emergere caratteristiche innovative del management educativo. Accanto, infatti, all’approccio “istruzionale” che si è tradotto nell’impegno a seguire e condividere in piattaforma i diversi aspetti della didattica a distanza e del lavoro agile, si è di fatto introdotto un approccio di tipo “trasformazionale” che segue tutti i processi di una scuola e che mira alla creazione di una cultura collaborativa basata sulla fiducia e sulle competenze. Fino ad arrivare al consolidarsi di nuovi modelli di governance delle scuole attraverso cabine di regia che i dirigenti scolastici delle scuole statali ed i coordinatori didattici delle scuole paritarie hanno promosso per assicurare la organizzazione/gestione della programmazione e delle attività. Una responsabilità diffusa che non può non contribuire, se riconosciuta, valorizzata e formata, all’innovazione del sistema delle scuole italiane.

Si tratta, allora, di favorire iniziative di ricerca-azione da effettuare con esperti del mondo accademico, di ideare percorsi di formazione adeguati ai nuovi compiti professionali, di creare reti tra associazioni della scuola, di favorire confronti con esperienze internazionali. Anche le riviste specializzate potranno rivelarsi strumenti preziosi per arricchire la riflessione sulle esperienze dei dirigenti in termini di cultura scolastica. 

 

  • Come vede il fenomeno della femminilizzazione nella scuola? 

In Italia la media di insegnanti donne è di circa l’80%, anche se la disparità di genere diminuisce gradualmente dalla scuola dell’infanzia a quella secondaria. Il pregiudizio per cui il lavoro in ambito scolastico non è cosa da uomini è molto resistente ed è certamente legato all’idea che l’insegnamento rappresenti un ripiego. Un’equilibrata presenza di genere gioverebbe agli studenti, che potrebbero essere arricchiti dall’incontro con diversi stili e dinamiche.

La femminilizzazione della docenza è da considerarsi, tuttavia, un fenomeno che si innesta dentro il passaggio dalla precedente alla nuova società, dalla vecchia alla nuova scuola, esiti a loro volta di un quadro complesso di cause: il passaggio da una società incentrata sulla produzione ad una incentrata sul consumo; l’affermarsi del modello di famiglia nucleare e del lavoro femminile extra-domestico; l’indebolirsi dei ruoli genitoriali tradizionali ed il conseguente rafforzarsi della funzione educante della scuola; l’emergere di contesti informali e non formali di apprendimento; il sorgere di movimenti sociali che e si sono via via disposti criticamente verso la vecchia società e la vecchia scuola. 

Sarebbe interessante, nell’ambito dell’orientamento scolastico, che i docenti intervenissero con gli studenti e le famiglie per superare i confini delle aspettative di ruolo che entrambi tendono spesso ancora a riproporre.


  • Anche nella dirigenza scolastica gli uomini sono sempre di meno. 

La dirigenza scolastica rappresenta l’unico settore dirigenziale in cui si è avuto, con gli ultimi concorsi, un aumento della presenza femminile, che rappresenta oggi circa i 2/3 della categoria. Una presenza autorevole e dinamica che sta contribuendo in modo significativo allo sviluppo di modelli di leadership adeguati ai nuovi contesti educativi. L’incidenza della differenza di genere nella direzione di scuola è un tema che merita di essere approfondito come opportunità per far emergere competenze e modelli da cui trarre indicazioni utili a migliorare i processi di governance delle scuole e per individuare come tale differenza può rivelarsi portatrice di innovazione. Comprendere, ad esempio, come la dirigenza femminile interpreta il proprio ruolo, quali siano gli stili di leadership a cui si ispira, a quali aspetti della vita scolastica presti maggiore attenzione, sono temi sui quali è interessante riflettere per arricchire la conoscenza di una professionalità, quella della direzione di scuola, ormai divenuta strategica per il nostro paese. 



 
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