Lavoratori fragili: indicazioni interministeriali


Lavoratori fragili, ecco la circolare interministeriale con tutti gli ultimi chiarimenti

da OrizzonteScuola – 7/9/2020 – di Andrea Carlino

 

Ecco la circolare n.13 del 4 settembre 2020 sui lavoratori fragili. Le attese indicazioni per il personale della scuola in vista del prossimo anno scolastico.

Ai lavoratori e alle lavoratrici deve essere assicurata la possibilità di richiedere al datore di lavoro l’attivazione di adeguate misure di sorveglianza sanitaria, in ragione dell’esposizione al rischio sanitario da Sars-Cov-2. Le eventuali richieste di visita dovranno essere corredate della documentazione relativa alla patologia diagnosticata.

Il concetto di fragilità va individuato in quelle condizioni dello stato di salute del lavoratore che potrebbero determinare un esito più grave o infausto.

Con specifico riferimento all’età va chiarito che tale parametro, da solo, non costituisce elemento sufficiente per definire uno stato di fragilità nelle fasce di età lavorative.

Al paragrafo 5 si specifica che le visite mediche si svolgono in un’infermeria aziendale o ambiente idoneo di metratura tale da consentire il necessario distanziamento. In occasione delle visite mediche è opportuno che anche il lavoratore abbia la mascherina.

 

Lavoratori socialmente fragili

NL CISL Scuola - 7/9/2020

 

La Circolare interministeriale n. 13 del 4 settembre 2020 (Ministero del Lavoro e della Salute) fornisce indicazioni generali sulla gestione dei lavoratori cosiddetti fragili nel contesto della diffusione del contagio da Coronavirus.
Si tratta di un intervento molto atteso che tuttavia, richiede ulteriori precisazioni da parte del Ministero dell’Istruzione.

La sorveglianza sanitaria e le misure in vigore
La Circolare conferma il mancato rinnovo della sorveglianza straordinaria eccezionale. Infatti, non è stato prorogato l’art. 83 del decreto-legge n. 34/2020.
Tuttavia, la sorveglianza sanitaria viene comunque richiamata in riferimento a quanto previsto dal dlgs. 81/2008. La circolare precisa che, anche se per alcune categorie di personale non si è tenuti ordinariamente alla nomina del medico competente, in questa situazione particolare, deve essere comunque assicurata al lavoratore la sorveglianza sanitaria.
Conseguentemente, se il dirigente scolastico non ha nominato per alcune categorie di personale il medico competente perché non era previsto nel DVR, potrà individuare un medico competente (ove non l’abbia già fatto), oppure avvalersi dei servizi INAIL (che ha attivato una procedura specifica), delle Aziende sanitarie territoriali, dei Dipartimenti di medicina legale e di medicina del lavoro delle Università. Gli enti citati devono conformarsi alle indicazioni della circolare anche se non è più attiva la sorveglianza sanitaria eccezionale.

Concetto di fragilità
La fragilità va individuata “in quelle condizioni dello stato di salute del lavoratore/lavoratrice rispetto alle patologie preesistenti che potrebbero determinare, in caso di infezione, un esito più grave o infausto”. La definizione era stata fornita già nel Rapporto dell’ISS n. 58, il quale nel frattempo ha anche subito una revisione risalente al 28 agosto scorso.
Dunque, non è sufficiente considerare l’età del lavoratore ma occorre la presenza di comorbilità che possono integrare una condizione di maggior rischio (es. malattie cardiovascolari, respiratorie, metaboliche, ecc.)

Procedura
1) Il dirigente scolastico individua il medico competente e concorda procedure organizzative per l’effettuazione delle visite (anche mettendo eventualmente a disposizione i locali scolastici se a giudizio del medico è possibile garantire condizioni di areazione, igiene, non assembramento, ecc.) oppure, se non ha individuato il medico competente, ricorre ai servizi prima citati
2) Il dirigente scolastico invita con apposita circolare tutto il personale a valutare la possibilità di richiedere la sorveglianza sanitaria e pertanto la visita presso il medico competente. In tal senso occorre indicare modalità per contattare il medico e per trasmettere la documentazione necessaria, che siano rispettose della privacy (es. indirizzo email dedicato, ecc.)
3) Il lavoratore produce al medico competente la documentazione sanitaria relativa alla patologia diagnosticata (anche chiedendola al proprio medico curante), attestante particolari stati di salute. Il datore di lavoro deve fornire la descrizione accurata delle mansioni svolte dal lavoratore e la documentazione relativa alle misure adottate nell’integrazione del DVR per mitigare i rischi da SARS-CoV-2
4)Il medico competente, sulla base delle risultanze della visita, “esprime il giudizio di idoneità, fornendo in via prioritaria, indicazioni per aumentare le misure di cautela e riservando il giudizio di inidoneità temporanea solo ai casi in cui non si possa fare diversamente.”
La visita dovrà essere ripetuta periodicamente anche in base all’andamento epidemiologico.
5) il dirigente scolastico, sulla base delle indicazioni del medico competente, assume le necessarie determinazioni.

Esiti e conseguenze
Precisiamo che la procedura che stiamo esaminando è relativa al rapporto tra la salute del dipendente e l’eventualità di contagio da coronavirus. Ci stiamo pertanto riferendo esclusivamente alla condizione di fragilità in rapporto alla attuale situazione epidemiologica. Si tratta pertanto di situazioni temporanee, legate alla diffusione del contagio.

Idoneità con prescrizioni
In questo contesto, frequentemente i medici competenti indicano alcune prescrizioni e misure di maggior tutela come ad esempio l’adozione di mascherine FFp2. In questi casi è compito del dirigente scolastico provvedere alla fornitura dei Dpi e prescriverne formalmente l’uso.

Inidoneità temporanea del lavoratore fragile in relazione al contagio
Il medico competente può indicare però una inidoneità temporanea, riferita alla situazione di contagio in relazione alle condizioni di fragilità di salute. L’inidoneità può essere intesa come l’impossibilità a svolgere qualsiasi attività lavorativa nel contesto dato oppure solo relativamente alla specifica mansione svolta.
Inidoneità temporanea a svolgere qualsiasi attività lavorativa nel contesto dato: il personale dichiarato temporaneamente non idoneo in modo assoluto deve essere collocato, con apposito provvedimento, in malattia d’ufficio fino alla scadenza indicata dal Medico competente (sul punto v. l'Orientamento Applicativo Aran RAL 517). Infatti, in questo caso il giudizio del medico esclude ogni possibilità di impiego nel contesto.
Occorre sottolineare che attualmente, in mancanza di un intervento normativo e di chiarimenti da parte del Ministero, il periodo in malattia d’ufficio è soggetto alle condizioni previste dall’art. 17 del CCNL 2007, anche in termini di maturazione del periodo di comporto. A nostro parere invece questa tipologia di assenza non dovrebbe avere alcuna conseguenza per il lavoratore e non incidere sul periodo di comporto. In tal senso la Cisl Scuola chiede con forza che la normativa attuale sia profondamente rivista o comunque che siano individuate soluzioni per evitare un esito che tutti sentiamo come ingiusto.
Inidoneità temporanea relativa alla mansione specifica: l’art. 42 Dlgs. 81/2008 prevede che “Il datore di lavoro, […] attua le misure indicate dal medico competente e qualora le stesse prevedano un’inidoneità alla mansione specifica adibisce il lavoratore, ove possibile, a mansioni equivalenti o, in difetto, a mansioni inferiori garantendo il trattamento corrispondente alle mansioni di provenienza”.
Così si esprime anche l’art. 7, c. 2, del Dpr 171/2011 che prevede che “l'amministrazione può adibire il lavoratore a mansioni proprie di altro profilo appartenente a diversa area professionale o eventualmente a mansioni inferiori, se giustificate e coerenti con l'esito dell'accertamento medico e con i titoli posseduti, con conseguente inquadramento nell'area contrattuale di riferimento ed assicurando eventualmente un percorso di riqualificazione”.
In tal caso, il lavoratore può dunque chiedere di essere adibito ad altre mansioni, sulla base delle indicazioni del medico competente. Il dirigente scolastico attiva dunque la necessaria procedura con l’Ambito territoriale di riferimento. In attesa delle indicazioni dell’Ambito territoriale per la collocazione temporanea in altre mansioni (es. supporto alla segreteria, ecc.) il lavoratore è comunque posto in malattia d’ufficio.

Smart working
In entrambi i casi di inidoneità in relazione al possibile contagio, potrebbe essere indicato il ricorso allo smart working, che tuttavia è soggetto a condizioni stringenti. Infatti, con il decreto-legge 83/2020 sono stati prorogati sino al 15 ottobre sia l’art. 90 del decreto- legge 34/2020 che l’articolo 39 del decreto-legge 18/2020.
L’art. 90 ricordato prevede che “Fino alla cessazione dello stato di emergenza epidemiologica da COVID-19, il medesimo diritto allo svolgimento delle prestazioni di lavoro in modalità agile èriconosciuto, sulla base delle valutazioni dei medici competenti, anche ai lavoratori maggiormente esposti a rischio di contagio da virus SARS-CoV-2, in ragione dell'età o della condizione di rischio derivante da immunodepressione, da esiti di patologie oncologiche o dallo svolgimento di terapie salvavita o, comunque, da comorbilità che possono caratterizzare una situazione di maggiore rischiosità accertata dal medico competente, nell'ambito della sorveglianza sanitaria di cui all'articolo 83 del presente decreto, a condizione che tale modalità sia compatibile con le caratteristiche della prestazione lavorativa”.
L’art. 39 citato dispone che “Fino alla cessazione dello stato di emergenza epidemiologica da COVlD-19, i lavoratori dipendenti disabili nelle condizioni di cui all'articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104 o che abbiano nel proprio nucleo familiare una persona con disabilità nelle condizioni di cui all'articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, hanno diritto a svolgere la prestazione di lavoro in modalità agile ai sensi dagli articoli da 18 a 23 della legge 22 maggio 2017, n. 81, a condizione che tale modalità sia compatibile con le caratteristiche della prestazione”. Queste disposizioni si applicano anche ai lavoratori immunodepressi e ai familiari conviventi di persone immunodepresse.
Il divieto di lavoro agile nella scuola contenuto nel DL 104/2020 in fase di conversione, riguarda esclusivamente le modalità semplificate di accesso a questa modalità organizzativa e non investe le situazioni ora menzionate.
Mancano comunque indicazioni su cosa fare per i lavoratori che hanno conviventi immunodepressi o in situazione di disabilità e la cui prestazione lavorativa non consente di ricorrere allo smart working.

Sostituzione del personale
A nostro parere non vi è alcun dubbio sulla sostituzione del personale docente che per le condizioni di fragilità è dichiarato temporaneamente inidoneo e che non può prestare il proprio servizio in altra modalità (es DDI eventualmente prevista nelle modalità organizzative adottate nelle scuole secondarie superiori).
Per quanto riguarda il personale ATA, è necessario un chiarimento da parte del Ministero in relazione ai vincoli attualmente previsti sulla sostituzione del personale.
Infatti, come previsto dalla legge di Spending Review del 2015, i collaboratori scolastici non sono sostituibili per i primi sette giorni di assenza. Il Miur con nota prot. n.2116/15, ha richiamato la possibilità di deroga per il personale Collaboratore scolastico, nel caso in cui il dirigente scolastico rilevi la presenza di problemi per l’incolumità e la sicurezza degli alunni o per l’assistenza agli alunni diversamente abili o per altre esigenze improrogabili di carattere organizzativo che potrebbero “compromettere il diritto allo studio costituzionalmente garantito”. È buona prassi che il dirigente scolastico attesti eventualmente tale situazione, anche in relazione a successivi controlli.
La legge di stabilità 2018 ha stabilito che gli assistenti tecnici e amministrativi possono essere sostituiti dopo i primi 30 giorni di assenza. Per gli assistenti amministrativi si può procedere immediatamente alla sostituzione solo nelle scuole con organico di diritto inferiore a 3 posti.
L’unica deroga ai vincoli posti per le sostituzioni attualmente riguarda solo il cosiddetto “personale Covid” per il quale è prevista la sostituzione a partire dal primo giorno di assenza. A nostro parere, rimanendo comunque in generale una inquietante incognita la gestione del personale temporaneamente assente, il Ministero deve chiarire che si procede a sostituzione dal primo giorno di assenza nel caso di lavoratori fragili, considerando che lo stato di emergenza con ogni probabilità sarà prorogato e che le assenze saranno certamente superiori ai limiti temporali previsti. In questa particolare situazione le istituzioni scolastiche hanno evidentemente necessità di garantire la piena operatività di tutti i settori.

 

 

 
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