Riaperture scuole: incontro MI con le Regioni


Caos Azzolina su contagi prof, trasporti e orari

Il Sussidiario -  26.08.2020 - Niccolò Magnani

 

Ripresa scuola, oggi vertice Governo-Regioni-Cts con Ministri Azzolina, De Micheli, Speranza e Boccia: i nodi rimasti, dai trasporti agli orari, da mascherine alla misurazione febbre

Alle ore 11 è previsto il nuovo vertice sulla scuola con la conferma – rispetto alle anticipazioni che trovate qui sotto – della presenza dei Ministri competenti, delle Regioni ma anche del Comitato Tecnico Scientifico: la volontà del Governo, dopo aver allargato la cabina di regia sulla scuola prima in mano solo a Ministra Azzolina e commissario Arcuri, è quella di dirimere tutti i nodi rimasti a pochi giorni dalla ripresa del 14 settembre. Le Regioni lamentano l’impossibilità di poter portare 8 milioni di studenti in classe se restano le rigide norme su distanziamento del Cts, di contro i tecnici proporranno ai Governatori orari scaglionati di ingresso per ridurre l’impatto devastante sui trasporti pubblici; resta il caos, finora non risolto dalla titolare del Miur Lucia Azzolina, su misurazione della febbre e mascherine e anche su questi nodi sanitari il vertice di oggi potrebbe portare diverse novità (su tutte, la misurazione della temperatura che pare resterà di competenza delle famiglie prima dell’uscita di casa). Sul tema mascherine, il CTS si riunirà oggi pomeriggio per discutere dei mezzi di protezione da indossare all’interno delle scuole: il dpi dovrebbe rimanere lo strumento inderogabile, magari consigliato dal Ministero come obbligatorio solo quando non potrà essere garantita la distanza di sicurezza di 1 metro. Tra le altre ombre principali che addensano il futuro prossimo della scuola vi è anche il tema dei docenti positivi ai tamponi Covid di questi primi giorni: «Potremmo avere rilevazioni positive alte, fino al 50% anche in altre aree», lancia l’allarme Maddalena Gissi della Cisl Scuola. I medici di base però avvertono come in realtà molti docenti stanno decidendo di non aderire alla proposta (su base volontaria) dei sierologici «si sottraggono allo screening, non bisogna ignorare indicazioni nazionali».

VERTICE GOVERNO-REGIONI SULLE RIAPERTURE

Doveva tenersi ieri, è stato slittato ad oggi il vertice generale tra Governo e Regioni sul tema decisivo della riapertura scuola dal 14 settembre: dopo la prima riunione di due giorni fa a Palazzo Chigi con il Premier Giuseppe Conte, si riuniscono oggi con tutti i Governatori i Ministri competenti alla ripresa delle attività scolastica dopo il lockdown, ovvero Lucia Azzolina (Miur), Ministro della Salute Roberto Speranza, Francesco Boccia (Affari Regionali), Paola De Micheli (Trasporti e Infrastrutture) oltre ai sottosegretari, ai rappresentanti delle sigle di trasporto pubblico e agli assessori del mondo scuola delle singole Regioni. Il tema è delicato dopo l’approvazione del Cts-Iss delle linee guida sulla riapertura che ancora non hanno sciolto gli ultimi veri nodi rimasti: il trasporto per arrivare nelle scuole e gli orari di ingresso, oltre al tema mascherina obbligatoria per tutti sopra i 5 anni (in attesa dell’arrivo di tutti i banchi “monoposto” del bando Arcuri) con alcune Regioni che hanno già ribadito non imporranno tale norma (su tutte, Veneto e Liguria sono contrarie). Il vertice organizzato dal Governo per questa mattina fa da prodromo alla decisiva riunione del prossimo 29 agosto, quando il Cts dovrà dirimere – assieme ai dati sui contagi di agosto – la parola definitiva sulla riapertura delle classi dal 1 settembre per i recuperi.

I NODI PER RIAPRIRE LA SCUOLA

La Ministra Azzolina nelle ultime 48 ore è stata oggetto di numerose critiche per via della forte confusione che ancora regna sul mondo scuola a pochissime settimane dalla ripresa: visto come il Governo abbia più volte ribadito che sulla riapertura si gioca tanto dell’immagine attuale nella lotta all’emergenza Covid-19, il Premier Conte nel vertice di due giorni fa ha di fatto “commissariato” la titolare del Miur istituendo direttamente a Palazzo Chigi una cabina di regina su scuola e trasporti per permettere al meglio ogni passaggio decisivo dei prossimi giorni, «Per il governo far riaprire la scuola è un imperativo categorico. Non sono ammessi errori di alcun tipo. Dobbiamo essere assolutamente preparati. L’anno scolastico deve ripartire come stabilito. E deve ripartire in sicurezza», avrebbe tuonato il Presidente del Consiglio nel vertice con Azzolina e Arcuri di lunedì scorso. I nodi – oltre agli aspetti sanitari e dei Dpi (banchi e mascherine) – riguardano i trasporti locali e gli orari di ingresso a scuola: con le norme imposte dal Cts sul distanziamento al momento – lamentano le Regioni – è impossibile pensare ad una ripresa completa delle attività scolastiche con annessa tenuta del trasporti pubblico. Ieri sera il Mit ha reso noto il documento con tutte le linee guida già inserite nel Dpcm 7 agosto sulle misure omogenee di sicurezza per il trasporto degli alunni che frequentano fino alla scuola secondaria di primo grado. Tra le specifiche sul tema scuolabus, si segnalano la febbre da provare prima di salire sui mezzi, la mascherina obbligatoria a bordo e la capienza posti a pieno regime ma solo per 15 minuti. Oltre alla difficoltà di approntare viaggi logistici in queste modalità, il problema poi riguarda tutti gli altri trasporti con i quali gli studenti dovranno andare a scuola: metro, bus, treni con gli enti locali che chiedono deroghe importanti al distanziamento, pena la messa in discussione della ripartenza il 14 settembre prossimo. Si pensa ad un ingresso scaglionato degli alunni, ma a pochi giorni dal via le regole ancora non sono approntate e nel vertice di oggi Governo e Regioni cercheranno di trovare una quadra definitiva che metta quantomeno punti chiari a famiglie, docenti e dirigenti scolastici in ansia per la ripresa di metà settembre.

 

Scuola, il Cts punta su orari d'ingresso differenziati

Huffington post – 26/8/2020 - Luciana Matarese

 

Il distanziamento resta la regola aurea anche nelle linee guida del Mit. Mercoledì mattina alle 11 i Governatori incontreranno in videoconferenza la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, i ministri della Salute, Roberto Speranza, dei Trasporti, Paola De Micheli, degli Affari regionali, Francesco Boccia e il commissario per l’emergenza, Domenico Arcuri

Per riorganizzare i trasporti in vista della riapertura delle scuole, il Comitato tecnico scientifico punta sulla differenziazione degli orari di ingresso e uscita, mentre le Regioni sono orientate a chiedere al Governo la deroga al metro di distanza indicato proprio dagli esperti del Cts.

Orari differenziati: la via possibile del Cts. Mercoledì mattina alle 11 i Governatori incontreranno in videoconferenza la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, i ministri della Salute, Roberto Speranza, dei Trasporti, Paola De Micheli, degli Affari regionali, Francesco Boccia e il commissario per l’emergenza, Domenico Arcuri, mentre gli esperti del Comitato si riuniranno nel pomeriggio. Sul tavolo, in entrambi gli incontri, prima di tutto la questione dei trasporti, tutta da dirimere per assicurare un ritorno tra i banchi in sicurezza dopo il lockdown “e in una fase di rischio crescente”, spiegano ad HuffPost dal Cts. Per gli scienziati rivedere le fasce orarie di entrata e uscita dagli istituti scolastici, specie per il secondo ciclo, può rappresentare una soluzione al problema dell’occupazione dei mezzi pubblici.

“Basterebbero anche piccoli sfalsamenti, si può pensare a una finestra di un’ora. In tal modo si eviterebbero picchi orari e conseguenti sovraffollamenti su bus, tram e treni”, è il ragionamento.

Quanto al distanziamento da rispettare, anche con la mascherina, per il Cts “resta un principio di sicurezza cardine, difficilmente superabile. Certo, si può ricorrere ai separatori, c’è sempre la cosiddetta “verticalizzazione nelle sedute” - nei mezzi che lo consentono, sarà possibile occupare le sedute che sono disposte in fila, una dietro l’altra, senza alternanza tra posti vuoti e occupati - e le persone che vivono nella stessa abitazione potranno evitare di mantenersi a un metro l’uno dall’altro, ma sul distanziamento gli esperti non sembrano intenzionati a fare passi indietro. “La decisione finale spetta alla politica”, ripetono dal Cts, ricordando che non sarebbe la prima volta - “le discoteche, ad esempio, per noi non andavano riaperte” - che il Governo sceglierebbe di prescindere dalle loro indicazioni.

Allentare i limiti di capienza: la richiesta delle Regioni. In questa direzione andrà una delle istanze che le Regioni si accingono a consegnare al Governo. La richiesta di allentare i limiti di capienza dei mezzi di trasporto pubblico sarà supportata anche da simulazioni predisposte dai dirigenti regionali proprio per dimostrare che, senza deroghe sul distanziamento, milioni di studenti resteranno a piedi, impossibilitati a raggiungere le loro scuole.

L’obiettivo sarebbe quello di alzare l’asticella dal 50 al 70 per cento almeno, superando i paletti fissati dal Comitato tecnico scientifico col metro di distanza. “La decisione finale spetta alla politica”, è la posizione condivisa dalle Regioni che chiederanno ai ministri una deroga all’indicazione del Cts. Il rischio è che non facendolo, riaperte le scuole non si riesca ad assicurare agli studenti la possibilità di raggiungerle. Il vertice, previsto in un primo momento per oggi, con gli assessori regionali all’Istruzione, è stato poi rinviato a domani per avviare un confronto diretto con i presidenti di Regione che dovranno coordinare i diversi aspetti legati al ritorno tra i banchi. E c’è già chi, come il presidente regionale della Liguria, Giovanni Toti, promette battaglia al grido di “no all’uso della mascherina durante la lezione”.

Il nodo “sanità”: lente sulle Asl. Oltre al nodo dei trasporti - dagli enti locali arriverà la richiesta di risorse per sostenere il costo aggiuntivo dei trasporti per garantire il rientro a scuola in sicurezza - c’è quello sanitario. Se, infatti, uno studente dovesse presentare sintomi e risultare positivo, la decisione da prendere sulla situazione di quel singolo istituto scolastico sarà a carico della Asl e non della scuola (nella quale dovrà esserci un referente apposito, che può essere diverso dal dirigente scolastico). Un incontro “importante anche per la gestione di eventuali casi di contagio all’interno delle scuole, perché è necessario che ci sia un protocollo unico”, ha precisato il viceministro all’Istruzione Anna Ascani, che il 19 agosto aveva annunciato via Twitter di aver siglato il protocollo per la riapertura in sicurezza di asili nido e scuole per l’infanzia, pubblicato nei giorni a seguire. Intanto continuano a registrarsi difficoltà nell’avvio dei test sierologici a insegnanti e operatori scolastici, come denunciato dalla Fimmg, la Federazione dei medici di medicina generale.

Il rientro tra i banchi si avvicina. Alcune scuole, come la Provincia autonomia di Bolzano, apriranno prima, “se non sbaglio il 7 settembre - ha detto il Ministro Boccia - Il 14 parte un gruppo molto importante e alcune Regioni partono dopo le elezioni intorno al 23-24 settembre. Se si vota il 20-21, il tempo della sanificazione e si partirà il 23-24. Mi vengono in mente Puglia, Sardegna e Calabria”.

Scuolabus e trasporto dedicato: non si sale con la febbre. A bordo distanza di un metro, mascherina e posti contrassegnati. Alcuni dossier restano aperti: domani si proverà a chiudere quello sulla riorganizzazione dei trasporti. In serata il Mit ha ribadito le regole - stabilite in un allegato al Dpcm del 7 agosto - per il trasporto dedicato ad alunni e studenti. All’entrata dello scuolabus bisognerà rispettare il distanziamento di almeno un metro, indossare obbligatoriamente la mascherina durante il viaggio e sedere nei posti contrassegnati. Le misure di prevenzione generale spettano ai genitori e comprendono “la misurazione della febbre a casa degli studenti”. Vietato far salire sul mezzo di trasporto alunni o studenti “in caso di febbre o nel caso in cui questi siano stati a contatto con persone affette da Covid nei quattordici giorni precedenti”. Anche alle fermate dovrà essere rispettato il distanziamento di un metro ed evitati contatti ravvicinati.

Nessun obbligo di mascherina per i minori di 6 anni e gli studenti con forme di disabilità incompatibili con l’uso continuativo di tale dispositivo.

La capienza massima, limitata per rispettare il distanziamento, è consentita non oltre i 15 minuti e ci si può avvicinare a meno di un metro quando è possibile l’allineamento verticale su posti singoli - escludendo dunque il faccia a faccia - e nel caso di alunni e studenti che vivono nella stessa casa.

 

 

 
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