Riapertura scuole: le responsabilità sono solo del MIUR e della Ministra?


Troppo facile prendersela con Azzolina

Huffington post – 23/8/2020 –  Gianfranco Pasquino (Professore Emerito di Scienza Politica nell'Università di Bologna)

 

I mali delle scuole italiane vengono da lontano, certamente non possono essere addebitati alla ministra in carica, mentre è corretto chiedere ai sindacati quali proposte concrete abbiano portato e che senso abbia l'allarmismo sulla riapertura

Non trovo né appropriato né utile fare della Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina pregiudizialmente la “capretta” espiatoria (come mi è parso abbiano troppo maliziosamente tentato Parenzo e Telese nella trasmissione In Onda di giovedì 20 agosto) di quello che potrebbe andare male con la riapertura della scuola.

Credo, anzitutto, che sia opportuno parlare e scrivere al plurale: scuole. Infatti, tutti, ma in particolare, i docenti e i loro sindacati, i genitori e la burocrazia del Ministero dovrebbero sapere quanto differenti e differenziate sono le situazioni delle scuole sul territorio nazionale. Naturalmente, è giusto avere un protocollo unico, ma fin da ora bisognerebbe investire nelle situazioni più svantaggiate e disagiate concentrando risorse nel caso si verificassero criticità.

Comprensibilmente, il protocollo impone una serie di misure rigorose intese a proteggere la salute degli studenti e dei docenti. Nulla di tutto questo può essere assimilato ad una trasformazione degli istituti scolastici italiani ai lager nazisti, come ha fatto Matteo Salvini, non sufficientemente stigmatizzato. In secondo luogo, i mali delle scuole italiane vengono da lontano, in qualche caso da molto lontano. Certamente, non possono essere addebitati alla Ministra attualmente in carica, mentre è corretto chiedere ai sindacalisti quali proposte concrete, che non fossero soltanto collegate agli aumenti salariali e ai reclutamenti di massa più o meno ope legis, hanno formulato per giungere a risolvere quei mali.

Quanto ai genitori “sul piede di guerra”, quali delle loro aggressive associazioni dove e quando si sono attivamente impegnate per il miglioramento della qualità delle scuole pubbliche frequentate dai loro figli? In terzo luogo, quale è l’utilità di creare un senso diffuso di allarmismo? Non sarebbe preferibile spiegare molto pacatamente e molto serenamente quali sono gli inconvenienti più probabili, ce ne saranno sicuramente, e suggerire fin d’ora le contromisure? Le cifre di cui disponiamo sono imponenti: complessivamente circa 8 milioni di studenti andranno/torneranno nelle loro scuole. Saranno accolti e seguiti da due milioni di docenti e di assistenti scolastici. A casa li attenderanno i loro genitori, nonni, parenti. Il rientro nelle scuole è un’operazione di massa. Richiede che nessuno, qui debbo ricorrere alle frasi fatte, ma non per questo meno vere, abbassi la guardia e che tutti, compresi gli enti locali, facciano puntigliosamente la loro parte. In questi mesi ho ascoltato troppo spesso elogi sperticati al senso civico degli italiani. Forse è stato superiore alle nostre aspettative che, conoscendo i nostri connazionali, temevano molto basse. Poi, alla riapertura, le immagini trasmesse dalla TV, dall’aperitivo ai Navigli a Milano alle spiagge e alle discoteche hanno, almeno in parte, ridimensionato gli elogi. Proporrei ai commentatori (e ai critici preconcetti della Ministra) una diversa strategia comunicativa che sottolinei l’enorme importanza che per la società e l’economia italiana la riapertura delle scuole e accentui l’assoluta necessità della disciplina nei comportamenti individuali, ma anche da istituto a istituto. Poi valuteremo tutto, compresa la mala comunicazione dei cattivi commentatori.

 

 “Riapertura scuola? Anziché pensare ai banchi…”

Il Sussidiario -  22.08.2020 - Dario D'Angelo

 

Massimo Galli critico sulla gestione della riapertura delle scuole: “Fidarsi solo del distanziamento è velleitario. Ci siamo giocati la medicina scolastica”

Massimo Galli, direttore del reparto di Malattie Infettive dell’Ospedale Sacco di Milano, è intervenuto al Tg4 delle 19 di ieri, venerdì 21 agosto, a proposito del nuovo aumento di contagi che sta colpendo il Paese, spiegando quelle che sono le maggiori differenze rispetto alla prima ondata che ha investito l’Italia. Secondo il virologo, “la situazione attuale non ci consente di stare tranquilli”, anche se in questo momento vengono rintracciati casi soprattutto tra i giovani o comunque fra persone di rientro da viaggi dall’estero: “Sono persone che fanno movida, che viaggiano, ma che inevitabilmente rischiano di mettere in pericolo le persone più fragili, gli anziani che normalmente non viaggiano” ma che se entrati a contatto con il coronavirus “rischiano di fare un viaggio definitivo, ecco”, ha sentenziato l’esperto del Sacco di Milano. Le bordate, però, sono arrivate soprattutto sul fronte della scuola e della sua possibile riapertura…

MASSIMO GALLI: “PIUTTOSTO CHE PENSARE AI BANCHI…”

Passaggio denso di significato quello che Massimo Galli ha riservato alla riapertura delle scuole, prevista dal governo – e assicurata dal ministro Azzolina – il prossimo 14 settembre:” Con tutta onestà non ho avuto modo di leggere le linee guida in analitico, prima di dare un’impressione credo sia corretto leggerla bene. Io ho qualche dubbio sulla febbre provata a casa o solo a casa. lei pensi alle pletora di termometri e tarature non del tutto attendibili che possono esserci nelle case degli italiani. Forse sarebbe stato opportuno considerare la possibilità della valutazione della temperatura anche a scuola. In secondo luogo io da qualche tempo dico che la presenza sanitaria a scuola debba essere molto più robusta ed articolata di quanto anche questo decreto sembra prospettare. Certo non è semplice ma forse sarebbe stato opportuno preoccuparsi di una presenza e attenzione sanitaria nelle scuole organizzata e stabile e forte, piuttosto che occuparsi di banchi la cui utilità mi resta ancora nel novero del dubbio. Il discorso della medicina scolastica è vecchio: ce la siamo giocati anni fa con la volontà di riforme che non hanno trovato alcun modo per sostituirla in maniera valida e tutti i programmi sono saltati. In questo momento il caso particolare della gestione di questa infezione e di quelle delle vie aeree caratteristiche dell’inverno e soprattutto dei giovani non si prospetta una partita facile da giocare: per me vale sempre il testare, tracciare e trattare. Fidarsi solo del distanziamento è velleitario”.

 

Azzolina isolata su quasi tutti i fronti

Tuttoscuola - 22 agosto 2020

 

Le dure dichiarazioni nell’intervista a Il Fatto Quotidiano dell’ex-ministro dell’istruzione, sen. Valeria Fedeli, nei confronti della ministra Lucia Azzolina segnano indubbiamente una svolta del PD verso la responsabile dell’istruzione e pongono seri dubbi nei rapporti interni della maggioranza di Governo a meno di un mese dalle elezioni.

La presa di posizione di Fedeli non arriva certamente come un fulmine a ciel sereno, tanto che pochi giorni fa il responsabile scuola della Lega,  Mario Pittoni, rilevava dalle dichiarazioni decisamente critiche del parlamentare PD Francesco Verducci (inadeguatezza della ministra per le troppe incertezze sulla riapertura delle scuole, sue errate motivazioni sulla stabilizzazione dei precari) una palese (a suo dire) contraddizione per il sostegno parlamentare alle operazioni sull’istruzione approvate da tutti i partiti di maggioranza.

Secondo una ricostruzione de “Il Messaggero”, anche il presidente del Consiglio Giuseppe Conte avrebbe telefonato alla Azzolina invitandola a “contenersi”.

Un fatto è certo: oggettivamente in questo momento Azzolina si trova in una situazione di preoccupante isolamento, almeno all’interno della scuola. Le sue dichiarazioni di sabotaggio da parte dei sindacati rappresentano non solo un’inaspettata dichiarazione di guerra nel momento in cui lei stessa chiedeva a tutti il massimo della collaborazione, ma soprattutto provoca una frattura con i rappresentanti del mondo della scuola, determinando un ulteriore isolamento anche su questo fronte.

L’isolamento di Azzolina a questo punto sembra sembra anche all’interno del Governo: al Ministero un suo sottosegretario (De Cristoforo di LEU) è passato al ministero dell’Università e Ricerca e la vice ministra Anna Ascani (PD), secondo la Fedeli, è inascoltata da Azzolina che “ha fatto tutto da sola e non parla con nessuno”.

Il PD sembra volersi sfilare dalle responsabilità politiche e gestionali delle numerose criticità che si prospettano con la riapertura della scuola.

Nei partiti di maggioranza, come si vede, soltanto il M5S fa quadrato attorno a lei, mentre il mondo sindacale, con cui i rapporti sono sempre stati difficili, ha reagito pesantemente alle sue ‘indimostrate’ accuse di sabotaggio, lasciandola sostanzialmente sola.

C’è però anche chi ha apprezzato la presa di posizione della ministra Azzolina. Scrive Ernesto Galli della Loggia in un editoriale sul Corriere della sera, intitolato “Lo strapotere dei sindacati nella scuola“: “merita di essere segnalata positivamente la decisa presa di posizione della ministra Lucia Azzolina che in un’intervista di ieri a Concita De Gregorio su Repubblica ha coraggiosamente denunciato la «resistenza strenua al rinnovamento» dei sindacati stessi e i loro «atteggiamenti che mirano a conservare potere e rendite di posizione nell’interesse non di molti ma di alcuni».

Galli Della Loggia – non nuovo a queste posizioni – attacca duramente i sindacati: “che  si colga qualsiasi pretesto per opporsi a tutto, così come stanno facendo i sindacati, è la conferma della linea che essi perseguono ormai da decenni. Una linea distruttiva ispirata al più gretto corporativismo, indifferente a ogni reale tematica educativa e pedagogica, (…) una linea che all’accertamento del merito non cessa di preferire l’appiattimento egualitario delle retribuzioni. Il tutto per conservare ad ogni costo, come ha detto il ministro Azzolina, il proprio potere d’interdizione e di consentire a chi dirige quegli stessi sindacati di continuare a sentirsi i padroni della scuola”.

Resta il fatto che all’interno del mondo della scuola la Azzolina la ministra rischia di rimanere pressoché sola nel momento difficilissimo della riapertura delle scuole, lasciando forse in pregiudicato, nello scenario politico del dopo elezioni, la sua posizione di ministra dell’istruzione.  

 

 

 
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