Indicazioni operative per la gestione dei casi e focolai di SARS-CoV-2


Indicazioni operative per la gestione dei casi e focolai di SARS-CoV-2

21/8/2020 – MIUR e MDS

 

 

Indicazioni operative per la gestione di casi e focolai di SARS-CoV-2 nelle scuole e nei servizi educativi dell’infanziaDownload


Disponibili dal 21 agosto le “Indicazioni operative per la gestione di casi e focolai di SARS-CoV-2 nelle scuole e nei servizi educativi dell’infanzia”.

Il Ministero dell’Istruzione ha partecipato alla stesura del documento messo a punto insieme all’Istituto Superiore di Sanità, al Ministero della Salute, all’INAIL, alla Fondazione Bruno Kessler, alla Regione Veneto e alla Regione Emilia-Romagna.

Il documento, che costituisce un supporto operativo chiaro per le scuole e le famiglie, è un tassello importante e rappresenta l’inizio di una sempre più stretta collaborazione tra Scuola e Sanità, con il supporto di tutte le Istituzioni coinvolte, fondamentale per la ripresa delle attività in presenza.

 

 

Coronavirus, il documento dell’Iss: “La scuola deve ripartire, ecco come”

da la Repubblica – 22/8/2020 - Michele Bocci

 

È diventato ufficiale il documento con le indicazioni per la gestione dei focolai di coronavirus nelle scuole anticipato da Repubblica. “In una prospettiva di possibile circolazione del virus a settembre e nei prossimi mesi è stato necessario sviluppare una strategia nazionale di risposta a eventuali casi sospetti e confermati in ambito scolastico o che abbiano ripercussioni su di esso, per affrontare le riaperture con la massima sicurezza possibile e con piani definitivi per garantire la continuità”, spiega il presidente dell’Istituto superiore di sanità Silvio Brusaferro. “La necessità di riprendere le attività scolastiche è indicata da tutte le agenzie internazionali, tra le quali l’Oms, come una priorità ed è tale anche per il nostro Paese”.

Le raccomandazioni illustrano come si deve agire quando si trova un alunno, o un operatore della scuola, con sintomi compatibili con il virus (sono una lunga serie, dalla tosse, all’affanno, dalla diarrea ai dolori muscolari) o con la temperatura superiore a 37,5°. Nell’istituto, bisogna avere una stanza dove isolare l’allievo mentre si aspetta l’arrivo dei genitori. Sono loro a contattare pediatra o medico di famiglia che a sua volta, se lo ritiene necessario, richiede il tampone alla Asl. In caso di positività si valuta l’isolamento di tutti i compagni di classe e dei docenti che hanno avuto contatti con il contagiato nelle 48 ore precedenti. Con un caso, dicono gli esperti, non va automaticamente chiusa la scuola ma il dipartimento di prevenzione della Asl deve valutare la situazione anche in base alla circolazione del virus in quel momento nell’area dove si trova la scuola. Se viene contagiato un docente o un altro lavoratore scolastico si valuteranno i suoi contatti, sempre nei due giorni prima, e si avvieranno eventuali quarantene.

Tutte le scuole dovranno nominare un referente, che dialogherà con la Asl. Nei dipartimenti di prevenzione dovrà esserci un medico di riferimento per ogni istituto. Nelle scuole dovranno esserci registri che tengono conto di tutti gli spostamenti di docenti e supplenti nelle classi e di eventuali attività svolte da uno o più alunni fuori dalla propria aula. A ogni bambino verrà misurata la febbre dai genitori la mattina, prima dell’ingresso a scuola.

Il documento è stato messo a punto da Istituto superiore di sanità, ministero della Salute, ministero dell’Istruzione, Inail, Fondazione Bruno Kessler, Regione Veneto e Regione Emilia-Romagna.

 

 

Rientro a scuola: il docente può fare la DaD se è in quarantena?

da La Tecnica della Scuola – 22/8/2020 – Lara La Gatta

 

Tra le criticità segnalate nel documento “Indicazioni operative per la gestione di casi e focolai di SARS-CoV-2 nelle scuole e nei servizi educativi dell’infanzia”, realizzato da Istituto superiore della Sanità, Ministero della Salute, Ministero dell’Istruzione, INAIL, Fondazione Bruno Kessler, Regione Veneto e Regione Emilia-Romagna, una riguarda la situazione del docente in quarantena e la possibilità di svolgere lezioni a distanza.

Viene infatti specificato che “dovrebbe essere identificato il meccanismo con il quale gli insegnanti posti in quarantena possano continuare a svolgere regolarmente la didattica a distanza, compatibilmente con il loro stato di lavoratori in quarantena”.

Ricordiamo che un lavoratore in quarantena è considerato in malattia, quindi il suo stato sarebbe incompatibile con lo svolgimento di qualunque attività lavorativa.

Dovrà essere pertanto chiarito il prima possibile se un docente che è posto in quarantena, ma non è di fatto malato, possa fare la DaD e come dovrà essere inquadrata la sua assenza.

Nel caso non fosse possibile fare lezione on-line, il docente dovrà essere sostituito da un supplente?

Insomma, gli interrogativi sono molti e dovranno ottenere quanto prima una risposta, per consentire il regolare avvio del prossimo anno scolastico.

 

 

 
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