Cruscotto informativo: ancora nessuna notizia


Distanziamento in classe: le precisazioni del CTS in attesa del cruscotto informativo (che ancora non arriva)

Tuttoscuola - 10 luglio 2020

 

Dopo il documento del 28 maggio

 2020 e lo stralcio della riunione del 22 giugno con cui si precisavano alcune misure (tra cui la distanza da bocca a bocca), il 7 luglio il CTS ha fornito riscontri, in diversi casi anche in forma dettagliata e approfondita, a numerose richieste di chiarimento presentate dal ministero dell’istruzione sulle misure da adottare per il rientro a scuola in sicurezza.

Tra i chiarimenti richiesti – il Ministero ne ha presentati ben 14 anche a seguito delle problematiche evidenziate dai sindacati nell’audizione del 2 luglio scorso -, i primi due riguardano la questione tuttora aperta del distanziamento in aula.

Il fatto che su questo specifico argomento il Ministero abbia sentito il bisogno di un chiarimento, lascia intendere che il cruscotto informativo, lo strumento conoscitivo che consentirebbe di accertare con immediatezza la sussistenza della regolare capienza dell’aula, ancora non è pronto, forse mancante di alcuni parametri che soltanto il CTS può fornire.

Ma, come si può notare nella risposta al secondo quesito, il non esaustivo riscontro da parte del CTS rischia di rendere inefficace il cruscotto.

La prima domanda da parte del Ministero riguardante il metro di distanza intende conoscere se è da assicurare anche situazione di movimento con eventuale impiego di mascherina nel caso vi siano difficoltà a garantire la distanza durante gli spostamenti. La risposta del CTS è affermativa e vale in tutti i casi in cui non vi siano le condizioni per assicurare il distanziamento.

Con il secondo quesito il Ministero chiede se è possibile indicare in mq lo spazio occupato da ciascun studente nell’aula.

A nostro parere la domanda è stata posta male perché forse sarebbe stato meglio chiedere di precisare lo spazio di mobilità.

La risposta del CTS, infatti, oltre a ribadire quanto già precisato nei precedenti documenti e ricordare il distanziamento tra cattedra e prima fila di banchi, precisa che “non viene indicato un valore in metri quadri dello spazio di occupazione dello studente in quanto tale parametro adottato singolarmente potrebbe non garantire il distanziamento minimo lineare essenziale”.

I manuali operativi degli USR Veneto ed Emilia, invece, hanno indicato possibili distanziamenti tra i banchi per garantire la mobilità in sicurezza.

È questo che manca e che va chiarito con urgenza per evitare inceppamenti del sistema e ricorsi a soluzioni soggettive.

 

 

Rientro in classe e spazi d’aula: i manuali operativi di USR Veneto ed Emilia Romagna

Tuttoscuola - 09 luglio 2020

 

In attesa di un cruscotto informativo che dovrebbe consentire alle istituzioni scolastiche di verificare la rispondenza alle nuove misure di distanziamento e di capienza di ogni singola aula delle scuole dipendenti, alcuni Uffici scolastici regionali stanno fornendo indicazioni operative per il rientro in sicurezza a scuola per il prossimo anno scolastico con esemplificazioni di accertamento dei distanziamenti in aula, di organizzazione flessibile della didattica in presenza, per gli accessi a scuola, per la mobilità all’interno degli edifici e per l’impiego delle risorse umane.

In particolare sono indubbiamente meritevoli di attenzione il “Manuale operativo” dell’USR Veneto (Direttore Generale Carmela Palumbo) che spazia in modo dettagliato, documentato e intelligente sulle principali questioni che attengono al rientro in sicurezza e quello monotematico, non meno efficiente e puntuale, dell’USR Emilia Romagna “Materiali di ripartenza – Spazi d’aula” (Direttore Generale Stefano Versari), riferito espressamente all’oggetto preliminare di ogni verifica operativa che sarà rimessa – se mai verrà effettivamente varato – al fantomatico cruscotto informativo.

Circoscrivendo le considerazioni alla sola questione degli spazi d’aula che – ripetiamo – rappresenta il problema da affrontare subito, in quanto condiziona molti altri successivi aspetti del rientro a settembre (spazi alternativi interni o esterni, modifica degli orari, potenziamento degli organici), emerge una prima considerazione non sempre direttamente espressa in quei materiali operativi: non esiste una soluzione unica, semplice, valida per tutte le 373 mila aule delle scuole statali italiane.

Occorre un quid discrezionale di adattamento e verifica dei posizionamenti.

Un altro elemento che, anche nelle esemplificazioni degli esperti di Tuttoscuola era emerso come parametro necessario, è lo spazio di mobilità all’interno all’aula (non solo statico da bocca a bocca, ma dinamico tra i banchi).

In tal senso, ad esempio, l’USR Emilia Romagna ha chiesto al CTS opportuni chiarimenti.

Nelle indicazioni esemplificative per il posizionamento dei banchi sistemati in colonne e distanziati tra righe di banchi, le indicazioni operative dei due USR differiscono di poco, ma rafforzano comunque l’esigenza prioritaria di quantificare gli spazi di mobilità all’interno dell’aula, al fine di conoscerne la capienza massima.

Tra le documentazioni fornite dall’USR Veneto ve n’è una, riportata in appendice al documento che riporta per ogni provincia delle regione la ricognizione delle 28.139 aule ordinarie individuate secondo la loro superficie lorda. Il che conferma quanto Tuttoscuola aveva già evidenziato che le scuole da tempo hanno documentato questi dati d’aula e che è inspiegabile che, come segnalato da ANP, in certe regioni se ne vada nuovamente a chiedere l’invio con supplemento di lavoro delle segreterie e perdita di tempo prezioso per le ricognizioni. 

Si nota chiaramente che quei due documenti sono il risultato di ricerche ed elaborazioni, anche di carattere tecnico condotte da diverse settimane. È pensabile che a breve altri USR forniranno indicazioni operative analoghe.

 

 

 
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