Concorsi Docenti: le varie ipotesi


Concorsi scuola, partiranno o no? Le ipotesi

da La Tecnica della Scuola – 2/4/2020 – Fabrizio De Angelis

 

 “I concorsi scuola 2020 partiranno oppure no?” Sui nostri gruppi Facebook dedicati ai concorsi questa è la domanda riproposta da tantissimi utenti. Al momento abbiamo alcune informazioni ma nessuna certezza sulle tempistiche vista l’emergenza coronavirus.

Concorso scuola 2020: “Quando potranno svolgersi le prove?”

Buongiorno a tutti. Si hanno novità sul concorso? Quando saranno le prove? Secondo voi ne vale la pena continuare a studiare?” Questo è uno dei tanti messaggi arrivati.
Al di là delle previsioni, ci sono diversi utenti un po’ disturbati da questi messaggi: “Ma che domanda è? Al momento ci sono altre priorità. Non si può pensare ai concorsi in questo momento“.

Certamente, in questo periodo la priorità è combattere il coronavirus e rispettare gli obblighi imposti dal Governo.
Ma perché non impiegare il tempo studiando per un concorso che, seppure con ritardo, sarà svolto prima o poi?

Ecco perché, per chi fosse interessato, ricapitoliamo la situazione del concorso scuola 2020.

Concorso scuola 2020: bando può essere pubblicato. Prove differite

Sull’ultimo DL pubblicato in Gazzetta Ufficiale: infatti, all’articolo 1, comma 2, lettera t, è scritto: “limitazione o sospensione delle procedure concorsuali e selettive finalizzate all’assunzione di personale presso datori di lavoro pubblici e privati, con possibilità di esclusione dei casi in cui la valutazione dei candidati è effettuata esclusivamente su basi curriculari ovvero con modalità a distanza, fatte salve l’adozione degli atti di avvio di dette procedure entro i termini fissati dalla legge, la conclusione delle procedure per le quali risulti già ultimata la valutazione dei candidati e la possibilità di svolgimento dei procedimenti per il conferimento di specifici incarichi”.

Pertanto, le prove del concorso docenti 2020 sono sospese fino alla fine dell’emergenza (quindi, in linea teorica, fino al 31 luglio. Al momento sono sospese fino a maggio, ma il presente decreto prevede di spostare tale data fino al termine ipotetico dell’emergenza).

Gli atti di avvio concorsuali, e quindi i bandi del concorso scuola 2020, possono essere emanati durante questo periodo di blocco e questo significa che, come prevede il decreto milleproroghe, tutti i bandi del concorso docenti possono essere pubblicati entro il 30 aprile.

Ciò è stato confermato anche nel corso della riunione del 1° aprile fra Miur e sindacati: i bandi saranno pubblicati ma le prove sicuramente slitteranno più avanti. Addirittura Anief, parla di retrodatazione giuridica. Ma stiamo ancora nel campo delle ipotesi.

Pertanto, consigliamo a chi intende sostenere uno dei concorsi scuola 2020, di continuare la preparazione.
Le prove sicuramente si svolgerebbero in estate e si potrebbe fare in tempo (teoricamente) alle immissioni in ruolo per settembre.

Appare evidente che i principali interessati sarebbero i candidati del concorso straordinario, che potrebbero effettivamente sperare di partecipare, data la natura semplificata della procedura. Anche se si potrebbero innescare altri problemi.

Nei giorni scorsi i sindacati hanno chiesto di trasformare la procedura attuale in un concorso per soli titoli, semplificando ulteriormente l’accesso ai ruoli per settembre 2020. In verità, appare piuttosto improbabile per il momento tale ipotesi: il Miur non approverebbe tale soluzione semplicemente perchè, al momento, non è presente un’orizzonte talmente lontano per le prove del concorso tanto da concedere un’assunzione diretta ai precari con 3 anni di servizio. Certamente, se i tempi dovessero essere prolungati ben oltre le previsioni, tanto da non poter garantire l’immissione in ruolo per settembre, per evitare un collasso di supplenti il prossimo anno scolastico, il Miur dovrà pensare a qualche soluzione straordinaria.

Concorso docenti: manca il parere del CSPI

Uno dei problemi principali sul tema concorsi è dato dal fatto che manca al momento il parere del CSPI: dopo essere saltate le sedute previste per il 4 marzo e poi l’11 marzo, allo stato attuale non abbiamo nessuna data di una nuova riunione. Anche in questo caso il coronavirus sta condizionando il tutto.

Il parere del CSPI, è obbligatorio ma non è vincolante, nel senso che il Miur, in linea teorica, non sarebbe costretto a seguire tutti i rilievi.
Nella pratica, ciò capita assai di rado, con l’amministrazione che tende sempre ad accogliere almeno in parte i rilievi mossi dal Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione.

Concorso docenti 2020: i requisiti per partecipare alla procedura straordinaria

Il DL 126/2019 stabilisce che potranno partecipare, al concorso scuola 2020 straordinarioi docenti in possesso dei seguenti requisiti:

  • almeno tre anni di servizio nella scuola secondaria statale (anche su sostegno) dal 2008/2009 al 2018/2019. Chi conclude la terza annualità nel 2019/2020 partecipa con riserva
  • uno dei tre anni deve essere specifico, ossia svolto nella classe di concorso per cui si partecipa.
  • Potranno partecipare, anche se solo ai fini dell’abilitazione, i docenti che hanno maturato il servizio di tre anni nella scuola paritaria. Anche i docenti di ruolo che hanno tre anni comunque prestati, senza un anno specifico sulla classe di concorso, può partecipare ai soli fini abilitativi.

Per i posti di sostegno è necessario avere, oltre ai seguenti requisiti di servizio, la specializzazione sul sostegno.

 

CLICCA QUI per la bozza del bando

 

 

Concorsi scuola: forse un decreto legge per pubblicare i bandi senza parere del CSPI

da La Tecnica della Scuola – 2/4/2020 – Reginaldo Palermo

 

Come avevamo già anticipato il confronto fra i sindacati e la ministra Azzolina si è concluso con un nulla di fatto anche se, nel loro comunicato unitario, i sindacati si dichiarano soddisfatti almeno per la “ripresa di un confronto che ora però, per essere realmente produttivo,  deve svilupparsi a tutto campo sulle tante questioni richiamate negli interventi di questa mattina, a partire dalla richiesta di differire i termini per la presentazione delle domande di  mobilità del personale della scuola, stanti le grandi difficoltà di movimento degli interessati e le situazioni in atto nelle aree più direttamente toccate dall’epidemia”.
Né a questa né alle altre questioni poste in evidenza la Ministra ha fornito risposte.

I problemi sollevati dai 6 sindacati presenti (oltre a Flc, Cisl, Uil, Snals e Gilda c’era anche Anief) sono stati tanti: si è andati dagli organici, alle assunzioni in ruolo, alla stabilizzazione dei precari fino all’utilizzo della delega per la mobilità).
E, giusto per non trascurare nulla sono state poste questioni su domanda con riserva dei docenti in TFA, quota 100, superamento blocco quinquennale ed LSU.

Un accenno rapido è stato fatto anche al tema dei concorsi.
Nei giorni scorsi la ministra Azzolina aveva assicurato che i bandi sono pronti e verranno emanati a breve, ma resta il problema che il CSPI non ha ancora fornito il proprio parere.
E’ pur vero che l’articolo 3 del Decreto L.vo 233/99 stabilisce che i pareri “sono resi dal consiglio nel termine ordinario di 45 giorni dalla richiesta, salvo che per motivi di particolare urgenza il Ministro assegni un termine diverso” e che “decorso il termine si può prescindere dal parere”, ma in questo caso il parere mancherebbe non per inerzia del CSPI bensì per una causa di forza maggiore.
Forse, per evitare possibili ricorsi e contenziosi, la ministra Azzolina e gli uffici di Viale Trastevere stanno già pensando ad una disposizione da inserire nel decreto legge che dovrebbe essere adottato dal Governo nella giornata di venerdì 3 aprile.
Ma per la verità siamo sempre nel campo delle ipotesi.

Provvedimento che dovrà contenere diverse misure relative alla scuola (le più importanti saranno quelle sulla conclusione dell’anno scolastico e sugli esami di Stato) e che i sindacati considerano “assolutamente indispensabile”.
“Sarà questo per tutti il vero e impegnativo banco di prova” affermano in proposti i sindacati che ribadiscono la posizione già espressa più volta: “Occorre un confronto costante e a tutto campo al massimo livello politico perché possa essere opportunamente valorizzato il lavoro ai tavoli tecnici su temi che per loro natura richiamano decisioni di livello politico. È necessario rilanciare un metodo che guardi al confronto come fattore importante e decisivo per la qualità delle decisioni e per garantire alle stesse l’indispensabile supporto di condivisione e compattezza per la scuola pubblica”.

 

 

 
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