Dirigenti scolastici: lo stress del lavoro


Dirigenti che stress. Allarme presidi: troppi alunni e troppe incombenze. Il dossier di Tuttoscuola

da Tuttoscuola – 20/9/2019

 

Dal 2000 a oggi i DS si sono ridotti del 35%, ognuno si occupa in media di 1.200 studenti (+55%), ma c’è chi arriva a 3.900 studenti (in Finlandia non si va oltre i 500). Devono assolvere a 129 competenze, tra cui “l’incubo” sicurezza. Chi può lascia: la figura singolarmente più importante per far funzionare la scuola è a rischio. Tuttoscuola ha elaborato 5 proposte per rimettere il benessere al centro della scuola e le ha esposte nel dossier “La scuola che soffre/1. DIRIGENTI, CHE STRESS. Allarme presidi: troppi alunni e troppe incombenze”. Un lavoro che inizia un viaggio in tre puntate nella scuola per identificare quali sono le cause che minano il benessere di chi ci lavora e mettono potenzialmente a rischio quindi anche quello degli studenti. Non sono cause “naturali” o immodificabili: nascono da scelte politiche precise – e quindi modificabili – sviscerate nel dossier, e da condizioni sociali su cui comunque esiste una possibilità di agire, lavorando sulla comunità educante. Il primo focus è dedicato alla figura dei dirigenti scolastici. Seguiranno quelli su insegnanti e personale non docente.

Presidi e insegnanti, ma anche il personale non docente, sono sempre più a rischio stress, uno dei malesseri più diffusi del XXI secolo. Una mina vagante ormai per i professionisti dell’educazione, i cui effetti possono propagarsi agli studenti. Non può non scattare allora l’allarme.

Il dramma di Vittore Pecchini, il dirigente scolastico suicida a Venezia forse per il carico di responsabilità e per i contrasti nella scuola, ha ulteriormente scosso un ambiente che ha bisogno di ritrovare serenità, relazioni condivise, dialogo, mentre la crisi dell’alleanza educativa, ormai sistemica, diventa in una pericolosa escalation anche motivo di vulnerabilità personale. Alcuni dati fotografano una situazione fuori dall’ordinario. Trentasei aggressioni fisiche da parte di genitori e studenti al personale della scuola in un anno scolastico, punta di un iceberg finito nelle cronache che cela un sommerso ancora più preoccupante.

Non basta? Secondo Vittorio Lodolo D’Oria, medico specialista che da oltre vent’anni si occupa di malattie professionali degli insegnanti, l’80% delle inidoneità all’insegnamento per motivi di salute è dovuto a disturbi psichiatrici. E ancora: il numero dei “Presunti Maltrattamenti a Scuola (PMS)” sta esplodendo: 70 maestre indagate in procedimenti penali nel primo semestre 2019, rispetto ai 47 indagati in tutto il 2018. Segnali di un disagio, su più fronti, che si diffonde a macchia d’olio, che indicano come sia urgente trovare la giusta e necessaria dimensione dello star bene a scuola. Non è un caso che l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) abbia di recente riconosciuto il burnout come sindrome da stress da lavoro.



 
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