Consulenza soci


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 Dirigere e organizzare
 Dimissione classi per sciopero
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 Dimissione classi per sciopero
A seguito della indizione di giornate di sciopero del personale scolastico, chiedo se corretto per il DS, prima ancora di verificare la possibilità di assicurare il normale svolgimento dell'attività didattica, sospendere, preventivamente, il servizio pubblico scolastico stabilendone la chiusura anticipata alle 12.30 (siamo in Emilia Romagna in regime di tempo pieno), a prescidere dalla verifica del personale realmente presente il giorno dello sciopero. Ciò è disposto per garantire l'incolumità dei bambini, ma espone a forti critiche dei genitori, penalizzando tra laltro l'attività didattica che verrebbe condizionata anche qualora nessuno aderisse allo sciopero, trattandosi appunto di decisione preventiva. Seppure nelle possibilità del DS si potrebbe prefigurare quale abuso l'uso sistematico di questa modalità di gestione? Cosa si suggerisce a riguardo ?
 Nome: Dirigente 
 Cognome: Dirigente 
 e-mail: vem3991@alice.it 
 Data: martedì 18 novembre 2014 
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 Risp:
La legge 146/1990 è abbastanza chiara: la scuola primaria è individuata quale “servizio pubblico essenziale”, quindi si deve poter spiegare ai genitori degli alunni COME funzionerà il servizio durante lo sciopero. Acquisite (per tempo) le informazioni circa l’adesione allo sciopero, il dirigente scolastico può (deve) organizzare gli eventuali slittamenti d’orario per consentire che nello svolgimento delle attività della giornata di scioperi non ci siano nell’orario di funzionamento delle classi dei “buchi” (questi, sì, pericolosi). Ad esempio, si può scrivere nella circolare qualcosa del genere: “Per consentire di attivare la corretta procedura di comunicazione dello sciopero alle famiglie e agli alunni ed assicurare il servizio pubblico essenziale della scuola durante l’astensione, si pregano i docenti di dare notizia preventiva dell’eventuale adesione allo sciopero, mediante indicazione accanto alla firma (sì/no), specificando il turno di servizio (mattino/pomeriggio), sull’allegato foglio firme”. Allora – e solo allora – si può dare informazione anticipata alle famiglie (nei tempi che la stessa legge stabilisce) delle modalità di funzionamento del servizio, stabilendo anche il termine dell’attività alle 12,30 in caso di impossibilità a far svolgere l’orario pomeridiano, oppure l’inizio ritardato con termine “naturale”, oppure l’inizio ritardato con termine anticipato – a seconda di come si viene a configurare l’andamento “eccezionale” della giornata. I docenti il cui orario deve essere “slittato” non possono opporsi allo slittamento, se questo è funzionale alla buona organizzazione del servizio. Ovviamente, è sempre meglio acquisire la loro preventiva accettazione dello slittamento, senza arrivare all’ordine di servizio “imposto” (ma pur sempre legittimo, nella circostanza). E’ vero: un gran lavoro per quasi nulla... ma fa parte dei doveri del dirigente scolastico organizzare al meglio il servizio scolastico – anche in caso di sciopero. Certamente l’uso sistematico della chiusura anticipata “precauzionale” può rischiare di essere impugnato, perché non conforme alla legge sul diritto di sciopero, che pone una legittima limitazione di tale diritto quando questo è in conflitto con altri diritti – come il diritto allo studio – e solo in in questo caso prevalenti, in quanto riferiti solo a “minori” frequentanti le scuole dell’infanzia e primaria (già per la scuola secondaria di I grado la cosa è differente).
 Nome: Marco 
 Cognome: Zelioli 
 e-mail: segreteria@disal.it 
 Data: martedì 18 novembre 2014 
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 Risp:
Vai sul sito della CGIL http://www.flcgil.it/contratti/documenti/scuola/allegato-al-ccnl-1998-2001-diritto-di-sciopero-nei-servizi-pubblici-essenziali-attuazione-della-legge-146-90.flc Puoi leggervi l'Allegato al CCNL 1998-2001 - Diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali - Attuazione della Legge 146-90, il cui art. 2, comma 3, così recita: "3. In occasione di ogni sciopero, i dirigenti scolastici inviteranno in forma scritta il personale a rendere comunicazione volontaria circa l’adesione allo sciopero entro il decimo giorno dalla comunicazione della proclamazione dello sciopero oppure entro il quinto, qualora lo sciopero sia proclamato per più comparti. Decorso tale termine, sulla base dei dati conoscitivi disponibili i dirigenti scolastici valuteranno l'entità della riduzione del servizio scolastico e, almeno cinque giorni prima dell'effettuazione dello sciopero, comunicheranno le modalità di funzionamento o la sospensione del servizio alle famiglie, nonché al dirigente dell’ufficio territoriale competente". Semplice e chiaro, no? Il dirigente scolastico è chiamato a garantire il diritto allo studio degli studenti, non il successo degli scioperi delle varie sigle sindacali. Giuseppe Mariani Giuseppe Mariani
 Nome: Giuseppe 
 Cognome: Mariani 
 e-mail: gi.mariani@alice.it 
 Data: giovedì 27 novembre 2014 
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