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Home Page > Disal > Dibattito e opinioni giovedì 1 ottobre 2009 Dibattito e opinioni
Questo spazio permette a tutti i nostri lettori e colleghi di pubblicare e scambiare osservazioni, commenti e riflessioni sulle problematiche scolastiche. Poiché il gestore del sito non intende sindacare nei contenuti, chiediamo a tutti la cortesia della brevità negli inserimenti e della correttezza dei contenuti.
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| Dove sono gli aumenti ? |
| Le ultime precisazioni fornite dal Tesoro che i miglioramenti economici del nuovo contratto dirigenti non sarebbero stati assorbiti dall'assegno ad personam non risultano rispettate nel cedolino di Agosto.Si tratta ancora di un errore madornale ? In caso contrario gli adeguamenti del tabellare sarebbero nulli . E i settemila euro circa di arretrati dove sono ? E' tempo di fare chiarezza superando giochetti interpretativi e formalità inutili. Conto sul vostro impegno. Cordialità |
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| Nome: |
Mauro |
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| Cognome: |
Tarlazzi |
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| e-mail: |
maurotarlazzi@libero.it |
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| Data: |
mercoledì 1 settembre 2010 |
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| 50': la complessità della questione |
Gent. Vertuani, innanzitutto ci scuserai se abbiamo spostato la tua importante riflessione in questo spazio di dialogo aperto, proprio perché spero su questa questione (che costituisce una delle “stranezze” del riordino) si apra un confronto aperto, più che una semplice consulenza. Per quanto riguara la norma attuale rimando al testo pubblicato nella pagina “Organizzare la scuola”. I dirigenti scolastici sono ancora in attesa della pubblicazione di una chiara indicazione normativa nuova che esplicitamente dichiari la decadenza delle disposizioni e norme in vigore. Certo che l’intendo di ridurre e semplificare i quadri orari era un interessante obiettivo. Personalmente ritengo che i Regolamenti ed i Piani di studio abbiano in genere fallito l’obiettivo. Nel caso che fosse confermata la disposizione (per ora solo annunciata) sul divieto assoluto di riduzione dei 60’ senza recupero e sul superamento (cioè eliminazione) delle disposizioni che permettevano alle superiori la riduzione senza obbligo di recupero, resterebbero comunque diversi problemi: nuovi orari impossibili (finire le lezioni alle 15.00 ? tornare a fare i pomeriggi ?); una durata dell’ora di lezione insostenibile almeno nei tecnici e professionali (in Germania l’ora di lezione è di 45’). Quindi la necessità di affrontare in qualche modi questi problemi, che la scuola media ha in genere già affrontato, la maggior parte delle volte scegliendo moduli orari di 50’ e così aumentando di fatto le “ore” di lezione. La questione non è risolvibile in poche righe. DiSAL dedica un seminario a questo il 4 marzo.
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| Nome: |
Roberto |
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| Cognome: |
Pellegatta |
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| e-mail: |
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| Data: |
domenica 28 febbraio 2010 |
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| 60': ha ancora senso tornare ai 50'? |
| Vorrei sapere che significato può ancora avere nella attuazione della riforma delle superiori l'articolazione dell'orario in frazioni ora di 50'? Non è un controsenso rispetto allo spirito della semplificazione dei quadri orari insita nella nuova normativa? A Verona molti dirigenti degli Istituti tecnici stanno orientando i collegi in questa direzione con moduli settimanali per gli studenti di 38 frazioni ora: inizio ore 8.00 termine ore 14.00. Ha senso una scelta del genere? grazie per la cortesia. |
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| Nome: |
Carla |
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| Cognome: |
Vertuani |
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| e-mail: |
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| Data: |
sabato 27 febbraio 2010 |
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| i soldi tolti alla scuola vanno a..... |
Caro Pellegatta,pur conscio che la nostra categoria non ha la dignità e la coscienza di farsi sentire,abbandonata e ingannata da politici,sindacati e congreghe varie ,desidero segnalarti 3 cose :a)gli scandali delle mazzette e del sistema della Protezione civile dimostrano che i soldi tolti alle scuole vanno a foraggiare settori e amministrazioni che spendono al di fuori di ogni regola,come ti avevo segnalato nella mia mail precedente;b)non è vero che non vi sono risorse ma è vero che le risorse sono SOLO per alcuni;c)che questo Governo continua a legiferare non per tutti gli italiani ma a favore o contro alcune categorie(ad esempio perchè Brunetta continua con la demagogia della trasparenza per alcuni e non la applica alle società,ai politici,alla protezione Civile,agli appalti?Penso che era molto meglio la prima repubblica:Domenico LIppa.P.s.:noi Presidi continuiamo ad essere sempre più poveri e nel prossimo contratto non verrà raggiunto nessuno degli obiettivi proposti:Grazie Gelmini!
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| Nome: |
domenico |
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| Cognome: |
lippa |
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| e-mail: |
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| Data: |
lunedì 15 febbraio 2010 |
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| abbandono dei dirigenti scolastici |
| Caro Pellegatta,ho mandato mail ai ministri ,a politici e ai sindacati ma non ho avuto risposta di sorta:sei l'unico ad aver espresso chiaramente il tuo pensiero.Ritengo,quindi,che a questa classe politica e sindacale la povertà economica ,sociale e personale dei Presidi faccia comodo e risponda alla logica demagogia dell'impoverimento dei lavoratori pubblici sulle cui spalle ricadono enorni responsabilità per continuare a foraggiare evasori,rendite ,lavoro nero,politici e loro congreghe,affari e società in regime di monopolio:rispetto agli 8 miliardi tagliati alla scuola non si trovano 100 milioni per equiparare la retribuzione dei Presidi.Domenico Lippa |
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| Nome: |
Domenico |
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| Cognome: |
lippa |
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| e-mail: |
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| Data: |
giovedì 17 dicembre 2009 |
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| Sono d'accordo ! |
Caro Lippa, vedo che nessun collega riprende il tuo giusto "sfogo". Si vede che oltre che alle risorse ci manca anche il tempo..... Come presidente dell'associazione condivido la tua denuncia, ricordando che tutti i governi che fin'ora ho conosciuto (sarei quasi in pensione !) non hanno seriamente mostrato di credere e investire sulla scuola in Italia, nè tanto meno di mettere mano ai suoi seri problemi con la consapevolezza dell'assoluta priorità sociale che essa rappresenta. Credo tuttavia che molta responsabilità appartiene anche a chi, come dirigenti o docenti, opera nella scuola: abbiamo molto da fare per riconquistare credibilità nelle nostre comunità di appartenenza. E' venuto il momento non solo di denunciare a ragion veduta l'abbandono economico da parte di governi e istituzioni (DiSAL ha fatto inviato fior di raccolte di firme anche all'attuale Ministro), ma anche di dedicare la nostra passione educativa ai ragazzi che abbiamo a scuola, per mostrare loro quegli ideali di vita e quel serio lavoro culturale che ben pochi politici e amministratori ci mostrano. Per molti di noi l'associazione è grande aituo in questo. |
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| Nome: |
Roberto |
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| Cognome: |
Pellegatta |
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| e-mail: |
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| Data: |
lunedì 23 novembre 2009 |
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| Contratto e trattamento dirigenti scolastici |
Sono un Dirigente scolastico e dico solo che siamo senza contratto da 4 anni,guadagnamo il 30% in meno degli altri dirigenti, non abbiamo risorse per mandare avanti le scuole,con l'autonomia sono state scaricate sulle scuole incombenze oneri e responsabilità di cui il dirigente deve farsi carico.Sarebbe ora di finirla con la demagogia e il governo dovrebbe mantere fede alla parola data e non regalare soldi ad alitalia,comuni etc.Domenico LIppa |
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| Nome: |
domenico |
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| Cognome: |
lippa |
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| e-mail: |
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| Data: |
giovedì 12 novembre 2009 |
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| Riforma istituti tecnici |
Molti istituti tecnici industriali comprendono tra iloro indirizzi di studio anche il corso sperimentale BROCCA ITI- Scientifico Tecnologico. Con la riforma potrà essere mantenuto, dal momento che la scuola si è dotata dei laboratori di Chimica e Fisica investendo significative risorse finanziarie? sarebbe possibile prevedere una opzione in tal senso per gli alunni che dovessero richiederlo? L'opzione sarebbe a costo zero per l'amministrazione, si tratterebbe al più di uniformare l'orario obbligatorio per gli studenti a 32 ore, fermo il resto. in tal modo si salvaguarderebbe un indirizzo che ha valorizzato la qualità dell'ITIS ed elevato il tasso culturale degli studenti iscritti all'industriale. Prof. Antonio Bonamassa Dirigente scolastico |
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| Nome: |
Antonio |
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| Cognome: |
Bonamassa |
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| e-mail: |
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| Data: |
lunedì 2 novembre 2009 |
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| diirigente scolastico |
Sono abbastanza sconcertata riguardo all'intervento di E.Ugolini riguardo all'applicazione delle quote di flessibilità nei licei secondo le bozze Gelmini. A me sembra assolutamente impraticabile perchè siamo bloccati dalla rigidità degli organici.Io che ho un istitutot superiore devo gestirmi attualmente 3 organici diversi! E come posso aspettarmi che mi sia concesso un tipo di organico funzionale? Significherebbe che ciascun istituto avrebbe sue richieste specifiche che certo gli USP non riuscirebbero a gestire.E con quale energia o autorità io dirigente dovrei invitare il collegio a ridurre certe discipline a carico di altre? Forse classi di concorso più aperte aiuterebbero, e la qualità dell'insegnamento dove andrebbe a finire? Vorrei qualche lume in proposito,grazie. E poi mi domando ma chi è nella cabina di regia ha il contatto diretto con la scuola statale? |
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| Nome: |
maria Cristina |
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| Cognome: |
Mignatti |
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| e-mail: |
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| Data: |
lunedì 2 novembre 2009 |
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| Ora di religione islamica |
SCUOLA/ Ora di religione islamica: qualche domanda a chi l’ha proposta Vorrei entrare nel dibattito sull’ennesima proposta in faccende di scuola, gettata dall’onorevole dietro al quale i media, chissà come mai, fanno sempre da grancassa. Me ne guardo bene dall’entrarvi rispetto alle più decisive riflessioni di carattere culturale, educativo e sociale che molti hanno già sviluppato in modo autorevole, dal card. Bagnasco in giù. Vorrei invece entrarvi solo per una sottolineatura di metodo, a mio parere cruciale in questi ultimi anni sulle vicende di scuola, limitandomi cioè, da preside, a guardare solo agli aspetti di praticabilità, dando per scontato di aver ben compreso il senso e le modalità indicate dal proponente. L’insegnamento della religione islamica a scuola secondo il modello dell’insegnamento della religione cattolica è stata messa lì senza nessuna attenzione a come la scuola funziona, alle esigenze principali di un insegnamento culturalmente significativo e ad aspetti di efficace andamento delle attività. Faccio solo alcuni esempi. Esiste un’autorità del mondo islamico in Italia, nell’estrema varietà e diversità delle sue componenti, che sia in grado di indicare, selezionare e formare gli insegnanti necessari? E in base a quali titoli culturali, rilasciati da chi e sulla base di quale norma? Un insegnamento senza insegnanti è proponibile? Ammesso anche che vi sia quella possibilità, chi dovrà controllare e garantire (anche e soprattutto per un buon insegnamento religioso) che la classe (che potrebbe essere anche composta da alunni non islamici che liberamente scelgano con diritto quell’ora) non diventi cattedra di indottrinamento ai limiti del lecito invece che di insegnamento? Ed a quale islam poi l’ipotetico insegnante dovrebbe rifarsi: sunniti, sciti o altro? Oltre ai nobili sforzi fatti dall’ex Ministro Amato, esiste con il mondo islamico, non solo italiano, qualche strumento giuridico paragonabile al Concordato in campo cattolico, (ammesso che tutti i rappresentanti islamici accettino di discuterlo), capace di introdurre l’ora di religione islamica in un quadro non solo di legittimità, ma di ordinata e chiara collaborazione con lo Stato, con tutti i suoi compiti e le sue istituzioni, oltre che di ampia reciprocità nelle relazioni internazionali ? E senza un quadro giuridico di tal genere come è possibile discutere di un insegnamento da inserire nel curricolo nazionale degli studi? Insomma la questione di metodo è molto semplice, e l’abbiamo purtroppo a ripetizione notata da troppo tempo: non sarebbe meglio che le proposte di cambiamento per la vita della scuola vengano non da un sistematico pressappochismo, ma ben conoscendo questo mondo complesso ed il contesto nel quale il problema si colloca? Quanti pasticci si eviterebbero! Roberto Pellegatta
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| Nome: |
Roberto |
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| Cognome: |
Pellegatta |
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| e-mail: |
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| Data: |
sabato 24 ottobre 2009 |
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