Empowerment e Life Skills


   Proposta formativa a.s. 2023/24



                       


Empowerment e life skills.

Dinamismi educativo relazionali e strategie operative


In collaborazione con:

DIESSE (Didattica e Innovazione Scolastica)

e con il patrocinio

UCIIM (Unione Cattolica Italiana Insegnanti, Dirigenti, Educatori, Formatori


Rivolto a

Dirigenti scolastici e docenti di scuole statali e paritarie di ogni ordine e grado


Date e orari

15, 22 Febbraio, 7,14,21 marzo 2024 

Orario incontri: h. 15.00-19.00

 

Tempi e modi della formazione  

  • 5 incontri di 4 ore per un totale di 20 ore; 
  • 5 ore di autoformazione su materiali proposti;

Ciascuno incontro ha la durata di n. 4 ore e precisamente:  

    • n. 1h lezione con relazione introduttiva di relatore esperto sul tema specifico  
    • n. 2 h di lavoro di gruppo con tutoraggio (max 15 docenti per gruppo), caratterizzato da scambi e confronto di esperienze personali, che evidenzino fragilità, buone pratiche e modalità di superamento di difficoltà (si tratta di momenti di restituzione dei percorsi di ricerca/azione attuati nei singoli gruppi nell’ottica del confronto e dello scambio di buone pratiche e di preparazione di percorsi didattici e di animazione culturale)
    • n. 1h incontro di confronto finale di condivisione con restituzione degli esiti e delle domande emerse nei lavori di gruppo e conclusioni del relatore. 


Sede della formazione 

In presenza presso Aula magna I.I.S.S. “E. di Savoia – P. Calamandrei” via Caldarola Snc - Polivalente Japigia, Bari (BA) 


Temi degli incontri  

    1. Processi di Empowerment e di sviluppo di Life Skills per una attenzione alla persona
    2. Approssimarsi all’altro, sviluppando capacità empatiche e di ascolto attivo(competenze emotivo-relazionali)
    3. Accogliere ed affrontare novità, sfide, difficoltà  (sfide e prospettive del digitale e dell’IA)
    4. Comunicare e operare in gruppo, gestione dinamiche relazionali (Team Building e Apprendimento cooperativo) 
    5. Mettersi in gioco, educazione civica per il bene comune (“connectedness” e ambienti interni ed esterni di apprendimento)


Percorso di ricerca-azione 

A seconda del contesto specifico e dell'impegno sociale e professionale dei partecipanti potrà prevedersi una declinazione del percorso formativo, che preveda precise ricadute nel contesto sociale e professionale di riferimento, da progettare e concordare.  


Staff di coordinamento

Direzione del Corso:

Carlo De Nitti, dirigente scolastico I.I.S.S. “E. di Savoia – P. Calamandrei” - Bari (BA)

Coordinamento didattico-organizzativo

Francesco Lorusso, dirigente scolastico e formatore

Coordinamento DiSAL: 

Paolo Maria Gilberto Maino, dirigente scolastico coordinatore attività di formazione DiSAL

Supporto tecnico

segreteria nazionale DiSAL - Milano


Formatori  

Composto da formatori esperti nell'animazione e leadership educativa, docenti universitari, dirigenti scolastici, personalità/autorità guida di comunità 


Formatori

Francesco Lorusso

Carlo Lavernicocca

Lucrezia Stellacci

Marcello Tempesta

Clemente Biagio


Tutor per lavori di Gruppo

Emanuele Triggiani

Gianfranco Molfetta

Patrizia Sollecito

Bianca Traversa

Concetta Rosato

 

Attestato di partecipazione

Al termine del Corso a ciascun partecipante verrà rilasciato da DiSAL quale Ente qualificato dal M.I.M. alla formazione un Attestato di partecipazione di 25 ore.


Tempi, modi e costi di iscrizione

L’iscrizione al percorso di formazione è da perfezionare tramite la compilazione del seguente modulo di Google: 


https://forms.gle/GKjBPmceSer6JYtW8


Il costo dell’iscrizione è di € 100,00 (euro cento/00). È possibile pagare:


  • tramite bonifico bancario

Associazione Disal - Banca popolare di Sondrio

IBAN IT86N0569601631000003230X57

Causale: Percorso di formazione Empowerment e life skills


  • tramite Carta del Docente
Codice iniziativa: 89798
Codice edizione: 133090


DiSAL è ente qualificato per la formazione riconosciuto dal Ministero dell’Istruzione e del Merito. 


                                    

Ipotesi culturale 

Emerge drammaticamente nel mondo della scuola la consapevolezza di trasformazioni epocali e planetarie (a livello geopolitico, economico sociale e culturale) che implicano la necessità di nuove visioni e approcci per esercitare efficacemente una responsabilità educativa all’altezza delle sfide in atto.  Serie preoccupazioni per il futuro del pianeta e per il progressivo degrado ambientale si affiancano (nell’occidente) a forme nuove e più intense di un disagio giovanile, che la recente pandemia ha evidenziato.  

 

Noia e percezione di non significatività degli studi si accompagnano a esplosioni di aggressività e preoccupanti forme di malessere sociale e psicologico. Mentre la rapida diffusione dell’intelligenza artificiale offre interessanti prospettive, che già si affacciano negli ambienti di apprendimento, tra le fasce fragili della popolazione giovanile dilagano preoccupanti forme di chiusura. Sindrome Hikikomori e diverse forme di “ritiro” dall’esperienza comunitaria rivendicano il diritto all’astensione, al silenzio, all’indifferenza, all’irrilevanza, se non addirittura — nei casi più gravi — allo scioglimento del legame sociale. 

Il mondo dell’educazione è pertanto sfidato e obbligato ad abbandonare visioni stereotipate, spesso autoreferenti e difensive, e ad interrogarsi sugli orizzonti, impostazioni e procedure del proprio operare al fine di individuare prospettive che rilancino il rapporto tra scuola e vita, tra saperi della tradizioni e desiderio di futuro. 

La gravità del momento è descritta e colta dal recente Messaggio del Santo Padre per il Rilancio del Patto Educativo, per nuovi paradigmi educativi e di leadership educativa e relazionale, la cui capacità di dialogare, intercettare e di accogliere i bisogni dei giovani è affidata esclusivamente alla "posizione umana e alla testimonianza dell’educatore". 

Al di là di pur utili pianificazioni strategico didattiche e di impianti metodologici funzionali, contano la testimonianza personale e l'attenzione alla persona, che diventano le chiavi di volta di un approccio all’educazione all’altezza delle sfide del cambiamento d’epoca attuale.  

Se la responsabilità dell’educare sta nel sentire a sé affidato il futuro dei ragazzi, è necessario che i docenti riflettano sullo scopo dell’educare e sul ruolo non autoreferente delle discipline, la cui funzione e valore possono essere riscoperti a partire dalla priorità della persona, cui si devono fornire gli strumenti di autonomia esistenziale per la vita.  


Diventa, pertanto, prioritario per l'adulto, che educa, e per chi guida e  coordina realtà formative confrontarsi con le seguenti aree, che caratterizzano l’identità, la vita e lo sviluppo di scuole e comunità:

  • Approssimarsi all’altro, sviluppando capacità empatiche e di ascolto attivo(competenze emotivo-relazionali)
  • Accogliere ed affrontare novità, sfide, difficoltà  ( sfide e prospettive del digitale e dell’IA)
  • Comunicare e operare in gruppo, gestione dinamiche relazionali (Team Building e Apprendimento cooperativo) 
  • Mettersi in gioco, educazione civica per il bene comune (connnectdness e ambienti interni ed esterni di apprendimento) 


È cruciale, pertanto, “attrezzarsi”, guardare i giovani per come sono, oltre le apparenze, aiutandoli a far emergere attraverso i personal traits, attraverso il character, l’umano che è in loro avventurandosi insieme negli infiniti percorsi dei saperi.  

È quindi possibile un percorso di confronto e approfondimento sul senso del fare comunità educante, di dialogare sulle motivazioni che consentono ad un educatore di mettere in gioco la propria umanità, per esercitare una responsabilità educativa, verso chi gli si affida. E in tal modo vitalizzare principi e strumenti pedagogici e relazionali. 

Tale proposta di formazione descrive e illumina i dinamismi essenziali dei processi educativi (riconosciuti  dalle diverse impostazioni culturali), rilanciando visioni  strumenti per un umanesimo educativo:

  • nel farsi prossimo agli altri, siano essi alunni, colleghi, genitori, collaboratori, immedesimandosi nelle diverse sensibilità, nei vissuti, nelle difficoltà, nelle fragilità, accogliendole. Condizione indispensabile che, attraverso un grande che si fa piccolo per far grande i piccoli, avvia una relazione educativa; 
  • nel percepire e condividere le fatiche di affrontare le sfide poste dalla comunicazione digitale e dall’I.A.  Per superare le difficoltà e mettersi alla prova, accogliere gli sforzi di elaborare e sperimentare pazientemente strategie efficaci, condividendo gli affanni, accettando delusioni e impegnarsi per un miglioramento;
  • nel promuovere e vivificare le relazioni umane e lo spirito di collaborazione per costruire comunità, in cui ciascuno possa sentirsi accolto e valorizzato al di là di dinamiche competitive e modelli stereotipati, che appiattiscono l’originalità di ciascuno, soffocandone creatività e potenzialità personali. E ciò grazie alla vitalità solidale di una comunità di apprendimento, che sia una classe o un team;
  • nell’avvertire la pienezza di una esperienza, in cui al mettersi in gioco di un adulto corrisponde la crescita di una comunità. Dove lo stupore e la scoperta e della realtà, attraverso i saperi, si coniugano con l’armonia di una avventura di relazioni e esperienze comunitarie per un bene comune.

 

Il valore formativo dei 4 dinamismi  descritti ( Approssimarsi all’altro, Accogliere ed affrontare novità e sfide, Comunicare e operare in gruppo, Mettersi in gioco)  esprime così la sua efficacia nel mondo contemporaneo, pervaso da crisi di identità e ricerca di senso. 


Finalità del corso 

La proposta formativa intende: 

  • offrire un approfondimento culturale e personale anche in forma laboratoriale su alcune componenti fondamentali dei processi educativi e relazionali (incontro-accoglienza, rapporto con prove e difficoltà, relazioni comunitarie, mettersi in gioco  per un bene comune) 
  • esplorare  tali dimensioni attraverso gli sviluppi della riflessione pedagogico relazionale per una consapevole leadership educativa
  • offrire nelle attività laboratoriali  occasioni di confronto e scambio di esperienze, che sostengano una maggiore consapevolezza delle proprie fragilità e delle proprie risorse in un percorso di ascolto reciproco e di empowerment personale 

  

Filo rosso del percorso formativo - EMPOWERMENT E LIFE SKILLS - sta nell’elaborare risposte operative ad alcune domande chiave:  

Come ricucire il rapporto tra scuola e vita oggi dissolto nella vita di molti giovani e adulti?  Come l’ascolto e la conoscenza dei miei interlocutori può guidare nella relazione? Come intercettare nelle resistenze, talvolta nel rifiuto, il bisogno di essere accolti e sostenuti nelle difficoltà di crescita? Come consentire alla professionalità docente di esprimersi, pur con i limiti personali e del contesto in cui si opera, e di essere testimoniata nella relazione educativa? Come riscoprire e potenziare un proprio ruolo di leadership educativa, che si declini come "cura e premura" verso le persone? 


Obiettivi formativi 

La definizione di obiettivi formativi, che possano autenticamente incidere in contesti educativi, deriva dalla considerazione fondamentale che un’educazione all’altezza delle sfide del cambiamento d’epoca attuale non può prescindere dalla testimonianza personale e dall’attenzione alla persona. Queste due dimensioni, che ispirano e caratterizzano l’intero percorso, di potenziamento personale e di sviluppo di “life skills” connotano l’indispensabile disposizione di base, senza le quali la pur necessaria innovazione didattica e organizzativa, che urge nel  mondo dell'educazione, sarebbe inefficace.  

Obiettivi di un progetto formativo che prescindessero dalle caratteristiche della disposizione soggettiva non inciderebbero nei processi educativi e relazionali, proponendo solo procedure formali e meccaniche. Non si attiverebbe quell’indispensabile livello della tensione e del protagonismo attivo personale, che genera seduzione e contaminazione culturale. Conseguentemente si definiscono i seguenti obiettivi formativi: 


  • Percepire che l’educare, con tutti i limiti e le fragilità personali, lega il destino dell’educatore a quello dell’educando, del più grande al più piccolo 
  • Sviluppare una maggiore consapevolezza dei propri atteggiamenti e modalità comunicative  e delle loro conseguenze sugli altri, in particolare sui più giovani, al fine di creare un ambiente positivo e favorevole alla propria e alla loro crescita 
  • Esplorare e immedesimarsi nel significato empatico del “farsi piccolo di un grande per far grandi i piccoli” e considerare come questo concetto possa influenzare sia la vita propria e altrui sia l'approccio alle persone che si incontrano e che si affidano 
  • Sviluppare la capacità di accogliere i cambiamenti ( oggi soprattutto del digitale) come parte integrante della vita, e dei percorsi educativi, riconoscendo che una crescita e un miglioramento passa attraverso l’accogliere sfide, stress e  piccole e grandi sconfitte
  • Interiorizzare, immedesimandovi il concetto che le nostre  azioni e iniziative ottimali avvengono in relazione, controllando e governando l’egoismo e  sviluppando la capacità di vivere rapporti umani autentici e reciprocamente arricchenti  
  • Sperimentare che solo un ardente desiderio di comunicare e offrire se stessi, i propri saperi, emozioni, la propria passione incide nella relazione educativa. E così si scioglie quella freddezza comunicativa, che rende noioso e indifferente qualsiasi contenuto. Vincono l’indifferenza solo l’offrirsi come esperienza di vita, proporre agli alunni di essere pienamente se stessi, sviluppando potenzialità e creatività personali, sganciandosi dalle catene del torpore della passività e dei condizionamenti.  





 
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