Concorso Dirigenti: aperto anche ai precari


Concorso Dirigenti Scolastici: parteciperanno anche i precari. Anief: giudice ci ha dato ragione, bando presentava illegittimità

Orizzontescuola – 26/1/2018

Il TAR Lazio, sul ricorso patrocinato dai legali Anief Fabio Ganci e Walter Miceli, accoglie le richieste di partecipazione al concorso DS dei docenti precari.

Il TAR Lazio, infatti, con un provvedimento d’urgenza emanato oggi, sospende l’efficacia del bando di concorso nella parte in cui esclude i docenti precari dalla selezione per diventare Dirigenti e ammette i ricorrenti al concorso.

L’Anief, già in occasione dell’ultimo concorso DS bandito nel 2011, aveva ottenuto ragione in tribunale proprio avverso tale illegittima previsione che viola la normativa comunitaria escludendo i lavoratori precari della scuola con 5 anni di servizio alle spalle.

Ancora una volta, dunque, il nostro sindacato si è mosso per tempo, correttamente rilevando che il nuovo Bando di concorso emanato ai sensi del D.M. 138/2017 e pubblicato il G.U. il 24/11/2017 presentava le medesime illegittimità non prevedendo la possibilità di partecipare alla selezione per i docenti precari, i docenti neoimmessi in ruolo o che ancora non hanno superato l’anno di prova.

“Anche per le altre categorie di personale escluso dal concorso – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal – ci aspettiamo identici provvedimenti di accoglimento. Escludere i precari, i vicari non laureati, i docenti neoimmessi in ruolo o ancora non confermati in ruolo è illegittimo e il TAR Lazio ha sposato in pieno le nostre ragioni. Contiamo di ottenere ragione completa a breve anche sulle altre questioni che da tempo avevamo segnalato”.

Ai blocchi di partenza per il concorso DS 2018 che a breve dovrebbe avviare le prime procedure di selezione, intanto, grazie alla vincente azione legale promossa dall’Anief ci saranno anche i lavoratori precari,

“L’illegittimità del bando e la violazione della Direttiva 1999/70/CE era palese – continua il sindacalista – e non avevamo dubbi che i docenti precari avessero tutto il diritto di partecipare al concorso per diventare Dirigente Scolastico. Siamo orgogliosi di aver ribadito questo loro diritto con un’azione legale vincente e siamo certi di aver contribuito fattivamente alla loro crescita professionale permettendo loro di “mettersi in gioco” e partecipare insieme agli altri docenti alle selezioni che partiranno a breve. Non dimentichiamo che questi docenti hanno alle spalle almeno 5 anni di servizio se non, molto spesso anche 10 o 15 anni, avrebbero dovuto essere in ruolo già da tempo ed escluderli dal concorso DS non aveva alcun senso.

Con la rappresentatività ci impegneremo perché il Miur rispetti ab origine i precari della scuola e ci faremo portavoce dei loro diritti rivendicando pari dignità in tutte le procedure concorsuali così come nella retribuzione e nel diritto a ferie e permessi retribuiti”.


Sul nuovo concorso l’incognita del TAR

da ItaliaOggi – 7/2/2018 - Nicola Mondelli

È nelle mani dei giudici del Tar Lazio il regolare svolgimento del corso- concorso per dirigenti scolastici bandito ai sensi del decreto ministeriale 138/2017 e pubblicato in G.U. del 24/11/2017. L’incognita è data dall’ordinanza n. 547 del 1° febbraio 2018 n. 547 con la quale i giudici amministrativi hanno sostenuto la non legittimità del predetto dm nella parte in cui si esclude che possano partecipare al corso-concorso i docenti di ruolo che non abbiano ancora superato il periodo di prova e i docenti precari – soprattutto gli oltre 35 mila docenti che entro il 29 dicembre 2017 hanno presentato domanda di ammissione al concorso potendo fare valere i titoli richiesti dal bando e cioè l’essere in servizio con contratto a tempo indeterminato e avere superato il periodo di prova e avere prestato un servizio di almeno cinque anni nelle istituzioni scolastiche ed educative del sistema nazionale di istruzione.

Difficile allo stato ipotizzare quali potrebbero essere le conseguenze della decisione dei giudici amministrativa sul regolare svolgimento del corso-concorso (modificare il decreto ministeriale n.138 nel senso indicato nell’ordinanza con conseguente riapertura dei termini per chiedere l’ammissione al concorso?; ammissione con riserva degli aspiranti esclusi?; impugnazione urgente dell’ordinanza da parte del ministero dell’istruzione?).

Presumibilmente spetterà alla ministra Fedeli individuare gli strumenti più idonei per consentire lo svolgimento del concorso e dovrà farlo prima della pubblicazione del calendario della prova preselettiva prevista dal bando, comprensivo del giorno e dell’ora dello svolgimento della prova, calendario che, come ricorda una nota ministeriale, sarà reso noto sul numero del 27 febbraio 2018 della 4ª Serie Speciale, Concorsi ed Esami, della Gazzetta Ufficiale. Su quello stesso numero della Gazzetta sarà resa nota anche la data di pubblicazione dell’archivio di 4 mila domande da cui saranno estratti i quesiti della prova preselettiva. La banca dati dei quiz sarà comunque pubblicata sul sito del Miur almeno venti giorni prima dell’inizio della prova. L’elenco delle sedi della prova preselettiva e le ulteriori istruzioni operative saranno comunicati almeno 15 giorni prima della data di svolgimento delle prove, tramite avviso pubblicato sul sito internet del Ministero.

Date le premesse appare invece più facile ipotizzare i tempi occorreranno per completare una procedura concorsuale complessa a articolata quale è quella delineata nel regolamento pubblicato in G.U. del 20 settembre 2017 (tre fasi: una concorsuale vera a propria, una formativa di due mesi e una di tirocinio presso le scuole). I nomi dei vincitori e le sedi loro assegnate dovranno potersi conoscere, forse, solo con l’inizio dell’anno scolastico 2019/2020. Un ritardo questo che vanificherebbe, in particolare, gli obiettivi principale del concorso quelle cioè di coprire i posti disponibili per il triennio 2018/2021 e, come ha dichiarato la ministra Valeria Fedeli, dare una risposta effettiva al problema delle reggenze.

Un problema questo delle reggenze che nell’anno scolastico in corso risultano essere 1.748 su un organico di dirigenti scolastici di 7.981 unità di cui risultano in servizio effettivo 6.792. Un numero quello delle reggenze che nel prossimo anno scolastico potrebbe addirittura raddoppiare se saranno confermate le anticipazioni di una fuga dei dirigenti scolastici di ruolo verso la pensione con decorrenza 1° settembre 2018.Sono 39.264 le domande presentate per il concorso in rampa di lancio, di cui 35.044 effettivamente inoltrate

Delle 35.044 domande inoltrate, il 70,7% è stato inviato da candidate donne, il 29,3% da uomini. L’età media delle candidate e dei candidati è di 49 anni. La regione nella quale sono state presentate più domande è la Campania (7.039), seguita da Sicilia (5.595), Lazio (3.887), Puglia (3.719) e Lombardia (3.051).

Saranno inoltre 15 i candidati residenti all’estero che sosterranno la prova preselettiva nel Lazio, come previsto dall’articolo 6 del bando di concorso emanato a novembre. I posti a bando sono 2.425, di cui 9 destinati al concorso per le scuole di lingua slovena o bilingue presenti in Friuli Venezia Giulia.

 
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